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22 Febbraio Casa del Cinema: il cinema che ama le sue sale le difende

Crisi delle sale storiche; cinema che chiudono e cinema che riaprono; progetti di tutela e interventi di legge: le ultime settimane hanno visto tornare prepotentemente in primo piano il tema della centralità della sala cinematografica. Per questo, intorno alla Casa del Cinema, si ritrovano lunedì 22 febbraio molte delle voci che hanno a cuore il futuro delle sale storiche, dall’Anec del Lazio all’Agis nazionale, dall’Anac ai 100Autori, dai Sindacati dei Critici e dei Giornalisti alla rete degli Spettatori e alla Fondazione Cinema per Roma

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Crisi delle sale storiche; cinema che chiudono e cinema che riaprono; progetti di tutela e interventi di legge: le ultime settimane hanno visto tornare prepotentemente in primo piano il tema della centralità della sala cinematografica e c’è davvero bisogno che questa realtà non sia vissuta solo come un problema per addetti ai lavori, ma come una battaglia di civiltà che riguarda tutta la comunità e la cultura.

Per questo, intorno alla Casa del Cinema, si ritrovano lunedì 22 febbraio (Largo Marcello Mastroianni 1 – Sala Kodak, ore 11.00) molte delle voci che hanno a cuore il futuro delle sale storiche, dall’Anec del Lazio all’Agis nazionale, dall’Anac ai 100Autori, dai Sindacati dei Critici e dei Giornalisti alla rete degli Spettatori e alla Fondazione Cinema per Roma, senza contare esercenti, appassionati e addetti ai lavori che hanno voluto testimoniare in favore di un’urgenza collettiva che non ha altre bandiere se non la tutela culturale della comunità civile.

Non  sarà un lamento, non sarà un convegno o un seminario: quasi un flash mob ispirato da due provocazioni artistiche che la Casa del Cinema ospita e festeggia grazie alla disponibilità degli artisti: nella sala espositiva Sergio Amidei il fotografo Giovanni Corsi presenterà gli scatti del progetto BUIO IN SALA dedicato ai cinema chiusi di Roma (a cura del collettivo Cinescope); in apertura dell’incontro l’irriverente MAISMENOS, quarto della rosa di artisti proposta dal progetto Forgotten, presenta per la città una serie di interventi site specific sulle facciate  di ​ alcuni dei cinema chiusi più emblematici nel centro di Roma.

L’artista portoghese infatti, famoso per i suoi modi di dire stravolti nella forma e soprattutto nel significato, realizza un’installazione non-permanente che funga da monito per la città e sia allo stesso tempo un’esortazione a “non dimenticare” edifici così importanti, com’é proprio dello spirito di Forgotten; il progetto, promosso da Macro, patrocinato dall’Ambasciata del Portogallo, dall’Assessorato alla Cultura e Turismo, dalla Casa dell’Architettura e dall’ Istituto Camões, culminerà con la mostra al MACRO Testaccio nell’aprile prossimo.

Brevi filmati sul “viaggio” di Giovanni Corsi che darà vita a un web documentario sul tema e sull’esperienza di MaisMenos introdurranno il confronto che si rivolge a quanti (istituzioni, governo, associazioni, imprenditori, spettatori) devono avere a cuore questa battaglia che richiede ormai risposte concrete e urgenti. A moderare l’incontro sarà il giornalista Maurizio Di Rienzo.