James Gandolfini: oltre I Soprano

Con il personaggio di Tony Soprano, boss della mafia italoamericana con attacchi di panico, nella serie ideata e diretta da David Chase per la HBO, James Gandolfini ha dato vita ad uno dei personaggi più singolari e meglio tratteggiati del piccolo schermo, al pari e prima del Walter White di Breaking Bad, raccontando, tra ironia e dramma, la vita personale e “lavorativa” di un malvivente, riuscendo a catturare anche le sue più piccole sfumature psicologiche. E così fa anche in The Drop – Chi è senza colpa, thriller dalle tinte noir presentato al Torino Film Festival, diretto dal belga Michaël R. Roskam, dove interpreta Marv, proprietario di facciata di un pub prima in suo possesso ed ora in mano alla mafia cecena, che cerca nel crimine una rivalsa personale, tradendo il legame di sangue con il cugino Bob (Tom Hardy) e stringendo labili alleanze, finendone però schiacciato, in quello che è il suo ultimo ruolo postumo, dopo la sua prematura scomparsa avvenuta due anni fa. In mezzo a questi due ruoli passa una carriera fatta di personaggi “reali” con Tony e Marv ed incursioni nel cinema di genere e d’autore.

Tutto inizia nel 1992 quando Sydney Lumet lo sceglie per interpretare l’italoamericano Tony Baldessari nel drammatico Una estranea fra noi, ruolo che riprenderà a più riprese nella sua carriera, dandogli ogni volta connotazioni differenti, come il padre di famiglia restio alla passione del figlio per la musica rock nel debutto alla regia cinematografica del creatore de I Soprano, David Chase, nel 2012. Ma le scelte attoriali di Gandolfini non si sono limitate alla ripetizione costante del personaggio che l’ha reso celebre, destreggiandosi fra drammi d’autore come She’s so lovely di Nick Cassavetes e L’uomo che non c’era dei fratelli Joel Ethan Coen, la commedia con il ruolo del killer gay e romantico in The Mexican, affiancando John Travolta e Gene Hackman in Get Shorty o prendendo parte al grottesco e violento Perdita Durando, fino all’assidua collaborazione con Tony Scott (Una vita al massimoAllarme RossoPelham 123). James Gandolfini ha saputo lavorare su due binari paralleli che gli permettessero di far convivere Tony Soprano con la sua carriera cinematografica, riuscendo a creare personaggi inediti come il fedigrafo Nick Murder di Romance & Cigarettes o il capo della CIA in Zero Dark Thirty fino al dolce ed impacciato Albert di Enough Said, una delle sue ultime interpretazioni più toccanti.

Manuela Santacatterina

Utlima modifica: 19 Marzo, 2015



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