Calabria Movie Film Festival

Calabria Movie Film Festival 2026: intervista al direttore artistico Antonio Buscema

Fra cinema e territorio, il Calabria Movie Film Festival 2026 testimonia la crescita di un evento innovativo e coraggioso. Ne parliamo con il direttore artistico Antonio Buscema

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Al Molo Porto Vecchio di Crotone, dal 27 al 30 luglio, avrà luogo il Calabria Movie Film Festival 2026. Arrivato alla sua  7ª edizione, il Festival è diventato un appuntamento fisso per gli appassionati del cortometraggio e, in generale, per gli addetti ai lavori. Nato dall’impegno di tre giovani cineasti calabresi – Luisa Gigliotti, Matteo Russo, Antonio Buscema –, dal 2020 il Calabria Movie Film Festival porta tutte le professionalità dell’industria cinematografica a trascorrere quattro giorni all’insegna di dialogo e formazione. Il tutto in una terra che, edizione dopo edizione, ha imparato ad accogliere con entusiasmo la Settima Arte.

Ai microfoni di Taxidrivers, Antonio Buscema racconta la nuova forma del Calabria Movie Film Festival.

Le novità del Calabria Movie Film Festival 2026

Innanzitutto, ti chiedo di fare un bilancio tra la prima edizione del 2020 e il Calabria Movie Film Festival 2026 che sta per iniziare. Come si è evoluto?

La prima edizione l’abbiamo realizzata in pieno covid, quindi tutti gli spazi in cui avremmo dovuto proiettare erano chiusi. Era estate, ci siamo dovuti arrangiare in un parco all’aperto, mettendo a disposizione delle semplici sedie di plastica e uno schermo e un proiettore normalissimi. Sicuramente non avremmo mai pensato di farlo, anni dopo, nella Villa Comunale ai piedi del castello di Carlo V. Quest’anno abbiamo addirittura costruito un vero e proprio village del cinema sul porto: mai ci saremmo immaginati di poter costruire uno spazio a nostra immagine e somiglianza.

Le location della 7ª edizione

Quando si organizza un festival il luogo influenza totalmente l’idea alla base della manifestazione stessa, incarna il modo nel quale si presenta al pubblico…

Non volendo risultare un festival anonimo, grazie a un luogo del genere è possibile trasmettere l’identità, lo scopo e la mission della manifestazione. Quella di quest’anno è una location plasmata da un messaggio forte, soprattutto perché, spesso, gli spettatori del Calabria Movie sono anche dei colleghi.

Ci saranno anche altri luoghi come negli scorsi anni? Manterrete una sorta di dislocazione degli eventi?

In genere cercavamo di coinvolgere varie attività del lungomare cittadino, infatti un’altra evoluzione è stata quella della distribuzione dei vari talk nei locali del lungomare per creare un’atmosfera informale. Volevamo che i vari ospiti potessero affondare i piedi nella sabbia e bere uno spritz mentre facevano una chiacchierata sulla loro professione. Questi eventi ora saranno collocati sempre nel village che abbiamo costruito: ci sarà lo spazio principale per le proiezioni e poi un percorso, sempre all’interno del porto, che conduce a un secondo palco dove avranno luogo tutti i talk.

Parallelamente abbiamo anche l’evento industry, dislocato in due luoghi: i pitch avverranno all’interno di un lido mentre gli altri incontri in un luogo pubblico, la Lega Navale di Crotone. Abbiamo cercato di essere più vicini possibile coinvolgendo, ancora una volta, il lungomare cittadino.

C’è anche la voglia di dare una nuova vita a quei luoghi della città nella quale sei cresciuto e che fino a a oggi non sono stati valorizzati adeguatamente?

Assolutamente. Il nostro intento fino alla sesta edizione è stato quello di rivitalizzare una location che è rimasta chiusa per diversi anni per motivi sociopolitici, la Villa Comunale di Crotone, un luogo storico che si trova ai piedi di un castello. La villa comunale rappresenta il cuore di ogni città, dove un bambino può andare a giocare o dove posso far passeggiare il cane. Quella di Crotone è rimasta chiusa per tantissimi anni e noi siamo andati più volte a battere i pugni sul tavolo per consentirci di utilizzarla per l’evento.
>Noi cerchiamo di valorizzare i siti declinandoli in base al nostro Festival e ora vogliamo provarci con un luogo costruito da noi, anche per rivitalizzare quella parte della città che è stata ristrutturata da poco e che prima era lasciata a sé stessa.

Oltre il Calabria Movie

Al di là della nuova location, il Festival si è anche esteso oltre ai quattro giorni estivi che lo compongono. Penso, ad esempio, al Calabria Movie School Film Factory…

Per far conoscere il Festival cerchiamo mission che, in qualche modo, convergano con ciò che intendiamo fare noi. Vogliamo espanderci in maniera trasversale, ad esempio hai citato l’iniziativa scolastica all’interno del bando Cinema e Immagini per la Scuola, finanziato dal Ministero dell’Istruzione. Noi puntiamo molto sulla formazione e la conoscenza del linguaggio cinematografico all’interno delle scuole, dai bambini dell’asilo fino al liceo. Ad esempio, ai più piccoli abbiamo fatto disegnare titoli di testa e di coda, gli alunni delle elementari dovevano scrivere una sceneggiatura e quelli del liceo hanno affrontato il film-making girando le scene e montandole, inclusa la colonna sonora. Abbiamo creato una vera e propria filiera cinematografica collaborando con tutte le scuole perché crediamo che la disciplina cinematografica debba essere centrale nella vita scolastica di ognuno di noi sin dalla tenera età, come accade già in alcuni paesi europei.

Sempre nell’ambito della formazione, quest’anno abbiamo creato una residenza artistica under 35. Sono stati selezionati vari autori provenienti da tutta Italia, persone che avevano già scritto film, serie o avevano partecipato a progetti arrivati al cinema. Si è formata una bella classe avanzata con la quale abbiamo cercato di sviluppare un’idea di serialità e i partecipanti hanno avuto l’opportunità di incontrarsi e di fare pitch con vari produttori.

Inoltre, durante la settimana di Natale nella nostra città facciamo una serie di proiezioni per i bambini, opere cinematografiche d’animazione perché crediamo che la conoscenza del cinema si debba sviluppare sin da giovani, anche per scardinare un sistema che a volte può essere troppo esclusivo e non alla portata di tutti. Ecco, noi vogliamo essere un ponte per chi vuole fare cinema.

Declinare la mission del Festival

C’è un filo rosso che ha guidato la selezione dei cortometraggi che quest’anno parteciperanno al Calabria Movie Film Festival?

Il tema che ogni anno mettiamo al centro del Festival è quello del ritorno, siamo tre ragazzi calabresi che sono tornati in Calabria per creare qualcosa, riprendendo il concetto di “restanza” elaborato da Vito Teti. Nella scelta, però, non facciamo alcuna differenza di genere, durata o di provenienza: a noi interessa la qualità. Selezioniamo quelle opere che rappresentano l’arte del cortometraggio, nella quale c’è poco tempo per dire tanto. Abbiamo scelto quei corti che in questo breve lasso di tempo sono riusciti a restituire un mondo con una visione molto forte. Quest’anno sono arrivati più di duemila corti ed è servita una squadra di sei persone per visionarli. Prima eravamo solo in tre.

Anche sotto questo punto di vista siete cresciuti molto ma, a proposito di selezione, nella giuria di quest’anno ci sono dei nomi molto interessanti. Soprattutto, c’è un’apertura verso nuove realtà professionali del cinema come quella dei content creator che si occupano di divulgarlo. Penso ad Antonio Giannotta – in arte Nino – la cui narrazione sui social media sposa bene la vostra idea di restanza. Cosa vi ha guidato nella scelta di Giannotta e degli altri nomi – Karen Di Porto, Daniele Orazi, Claudia Tranchese, Ludovico Tersigni – che compongono la Grand Jury?

Lavorando nel cinema, ogni anno cerchiamo di dare lustro e attenzione a quei ruoli che non sono noti allo spettatore medio, ad esempio l’anno scorso abbiamo avuto lo scenografo Gaspare De Pascali, due anni fa il costumista premio Oscar Massimo Cantini Parrini. Noi vorremmo dare dignità a tutti i ruoli cinematografici, infatti quest’anno ci sarà anche Daniele Orazi, che è l’agente di artisti come Luca Marinelli e Valeria Bruni Tedeschi ma, di solito, nessuno sa cosa faccia effettivamente un talent manager.

Per quanto riguarda Nino, i content creator sono una realtà. Spesso si tratta di influencer marketing, infatti non condividiamo tutto di questo mondo, ma in Nino abbiamo visto qualcosa di affine, sia nel tipo di comunicazione che nello spessore di ciò che dice. Non si tratta di campanilismo, ci piace il suo stile e avevamo una mission semplice. Ormai i content creator influenzano il giudizio sulle opere, basti pensare a quello che sta accadendo con l’Odissea di Nolan.

La comunità del Calabria Movie Film Festival

Il Calabria Movie Film Festival si è esteso al di là di Crotone e dei quattro giorni estivi in cui si svolge. Ma la cittadinanza crotonese, invece, come ha imparato ad accogliervi in questi anni? Avete notato dei cambiamenti nel suo approccio al cinema?

Noi avevamo paura che il cinema diventasse un’abitudine piatta, ma abbiamo notato che da sette anni metà della platea è sempre la stessa. Già dai primi anni ci ringraziava chi non conosceva la forma artistica del cortometraggio, ci fermavano per strada dicendoci quanto fossero belli i corti proiettati. Ormai tra serialità, reel e TikTok siamo abituati a fruire di storie di breve durata, eppure per uno spettatore medio il cortometraggio risulta sorprendente per la sua capacità di dire quanto un film, ma in pochissimo tempo. Comunque, a noi ha fatto tanto piacere riscontrare questi pareri positivi da spettatori non abituati a vedere cortometraggi, che ora non vedono l’ora di partecipare alle nuove edizioni e di far parte della giuria. Da sette anni vediamo in platea persone che non pensavamo potessero essere interessate al cinema e invece oggi ci chiedono non che ospiti ci saranno ma quali sono i corti selezionati.

Più che puntare su grandi nomi ad effetto volevamo persone un po’ più giovani, ad esempio Irene Maiorino, una grande attrice in rampa di lancio apparsa di recente in Portobello e che è in uscita con un film a Venezia. Più che sui nomi pop, puntiamo su coloro che durante l’anno abbiamo intercettato.

Un ruolo diverso per gli ospiti del Festival

Questa è un po’ la criticità di diversi festival, offrire una kermesse di grandi ospiti che, paradossalmente, fanno passare l’arte cinematografica in secondo piano…

Esatto, noi vogliamo persone che rischiano qualcosa. Anche quando invitiamo dei big lo facciamo perché sappiamo che hanno qualcosa da dare. L’anno scorso abbiamo avuto Violante Placido perché sapevamo che sarebbe venuta con piacere, noi consideriamo il punto di vista umano, non ci piacciono le cose piatte. Quando è venuto Giancarlo Giannini, ha fatto una masterclass scalzo mentre beveva lo Spritz. Non vogliamo un festival-vetrina, potremmo farlo ma non si sposa con noi e con quello che intendiamo fare. Inoltre, non ci sarebbe nessun tipo di restituzione, né alla città e agli spettatori e né a noi. Spesso si strapaga un big che arriva e non compra di tasca sua neanche un caffè, quindi non c’è neanche una banale restituzione economica.

Dipende sempre dalla motivazione alla base.

Esatto, quando la nostra mission si incastra con la disposizione dei big va bene, non diciamo di no.

La crescita di The Industry Club

C’è qualcosa della quale tieni a parlarci rispetto a questa edizione del Calabria Movie Film Festival?

Noi siamo molto fieri soprattutto della crescita che sta avendo The Industry Club. È iniziato come un esperimento dedicato al cortometraggio. Già il suo primo anno una società di produzione milanese, che era venuta a pitchare il film, il mese dopo ha partecipato al bando della Calabria Film Commission e lo ha vinto. Ha girato il corto da noi a Crotone, quindi si è creato un circolo virtuoso così come con i vincitori di due anni fa, anche perché ottengono la possibilità di partecipare a un corso avanzato per perfezionare l’opera che hanno iniziato a sviluppare all’interno del nostro evento industry.

Il film di altri vincitori, invece, è stato opzionato da una major per la realizzazione di una serie tv. In tre anni – ora siamo alla quarta edizione – abbiamo esteso la durata da uno a due giorni, creato una sezione dedicata solo ai progetti calabresi e un’altra incentrata sulla serialità. Sembra che questa sezione stia crescendo più del Festival, quindi siamo impazienti di scoprire cosa potrà accadere nei prossimi anni.

Perché andare al Calabria Movie?

Per concludere, ti chiederei di lasciare un invito al Calabria Movie Film Festival per i lettori di Taxidrivers. Perché dovrebbero venire a trovarvi a Crotone?

Beh, giochiamocela, Crotone è una città di mare e si mangia bene! Possono prendere il sole, ma sotto l’ombrellone hanno la possibilità di incontrare produttori e distributori cinematografici. Magari proprio chi opera nel cinema può avvicinarsi a quelle produzioni che dietro un pitch sembrano lontanissime, mentre a Crotone ci si incontra in costume. La selezione è di qualità ma, soprattutto, ci contraddistingue il fatto di essere un festival molto umano, dove tutto è a portata di mano: divertimento, film e lavoro. Non c’è un approccio patinato, nessun tipo di vetrina. Ai lettori dico che venire al Calabria Movie Film Festival vuol dire sentirsi a casa… è come guardare un film nel proprio salotto. Ma circondati da belle persone che condividono obiettivi simili.

Il bello è che con le attività parallele che facciamo durante l’anno si innesca quel circolo virtuoso che porta a creare un team anche tra gli spettatori. Soprattutto con quelli che lavorano nel cinema. Il Calabria Movie sta diventando un evento abituale per gli addetti ai lavori più che per gli spettatori della città, è una cosa meravigliosa quando ti chiama il collega, il produttore o il distributore e ti dice “andiamo al Calabria Movie”. È un’occasione per incontrarsi fra di loro e a noi piace perché vorremmo essere proprio quella piattaforma dove trovare uno scambio continuo.

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