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Saturnia Film Festival, intervista ad Alessandro Grande: il cinema come territorio da abitare

“Il talento non manca, ma bisogna costruire una rete che permetta a quel talento di emergere”

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Ma Alessandro Grande è toscano? Niente affatto. È capitato a Saturnia perché nella sua carriera registica si è trovato spesso anche a insegnare; Antonella Santarelli, allieva di regia e sceneggiatura durante un corso organizzato dalla FEDIC (Federazione Italiana dei cineclub) nella cittadina di Saturnia, ha messo a disposizione le proprie competenze e la propria passione per il cinema alzando la palla al suo prof: “Facciamo un festival di cinema in Maremma?”. Alessandro Grande ha accettato la sfida, facendo nascere il Saturnia Film Festival, ora alla sua nona edizione. A questo serve frequentare tutto ciò che concerne il cinema, secondo Grande. Festival, scuole, corsi, premi, incontri formativi, challenge di pitch: a creare networking, ovvero occasioni per trasformare i sogni singoli in progetti comuni.

“Il talento non manca, ma è fondamentale costruire una rete che permetta a quel talento di emergere.”

Alessandro Grande e l’identità dell’edizione 2026

L’edizione 2026 del Saturnia Film Festival (leggi il Programma completo), inizia il 24 e si chiude il 30 luglio 2026. Si apre con un importante omaggio ad Anna Magnani, nel settantesimo anniversario dell’Oscar conquistato per La rosa tatuata. Un omaggio che attraversa diversi momenti della manifestazione: dall’immagine ufficiale del festival, firmata da Davide Pompili, che è anche direttore della sezione Art Short, fino alla proiezione di Anna, il film diretto e interpretato da Monica Guerritore, ospite d’onore della serata del 31 luglio. Il festival inaugurerà la sua nona edizione con una speciale serata di pre-apertura il 24 luglio 2026, per poi entrare nel vivo dal 30 luglio al 2 agosto attraversando alcuni dei luoghi più suggestivi della Maremma – San Martino sul Fiora, Saturnia e Montemerano – fino alla serata conclusiva alle Terme di Saturnia. Infine, Saturnia Pitch: incontro tra autori e produttori.

È proprio l’omaggio ad Anna Magnani il filo rosso che tiene insieme questa nona edizione? E quali sono gli appuntamenti, gli ospiti e le opere che meglio ne raccontano l’identità?

Ogni anno cerchiamo di individuare una figura che abbia lasciato un segno importante nella storia del cinema e di renderle omaggio attraverso il nostro festival. Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di dedicare la manifestazione ad Anna Magnani e di poterlo fare insieme a un’artista come Monica Guerritore, che le ha reso omaggio con il suo film Anna. Da lì tutto è nato in modo spontaneo e naturale. La nostra identità è da sempre quella di mettere in dialogo nuovi sguardi d’autore con opere capaci di incontrare l’interesse del pubblico. A completare la selezione dei lungometraggi ci sono Le città di pianura di Francesco Sossai e Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli, insieme a un’ampia selezione di cortometraggi di genere che contribuiscono a raccontare la varietà e lo spirito del festival.

I Pitch: quando il festival continua

Una delle caratteristiche del Saturnia Film Festival è quella di non concludersi con le proiezioni estive, ma di proseguire a settembre con la sezione dedicata ai Pitch, trasformando il festival anche in un luogo di sviluppo e accompagnamento dei progetti. Lo sviluppo di progetti a partire dai Pitch è diventato ormai un luogo imprescindibile che abbiamo mutuato dall’industria americana, anche a Roma avviene con il RIDF e altre realtà che intendono far unire il mondo dei “creativi” a quello dell’industria.

I tempi del cinema sono oggi lunghissimi e partecipare a una manifestazione come questa non può avere l’obiettivo di produrre un progetto, ma di “formarsi”. Di partecipare a masterclass (su zoom) che insegnano a presentare un progetto cinematografico, (ovvero a “pitchare”), far leggere il proprio progetto, farsi conoscere, conoscere i programmi di sviluppo, il ruolo delle Film Commission e molto altro.

Che cosa lascia questo pitch a chi partecipa?

È importante essere chiari e trasparenti: il Saturnia Pitch non garantisce un contratto di produzione. Sarebbe il risultato ideale, naturalmente, ma dipende da moltissime variabili che nessuno può prevedere: dalla linea editoriale delle società di produzione, dal momento che attraversa il mercato, dalla sintonia che si crea tra autore e produttore e da tanti altri fattori. Per questo il nostro obiettivo è un altro: offrire ai partecipanti un’esperienza di crescita concreta, sia professionale sia personale. Il Saturnia Pitch è prima di tutto un’occasione di formazione e di networking. Gli incontri one-to-one con i produttori permettono di instaurare relazioni che altrimenti sarebbero difficili da creare e possono rappresentare l’inizio di future collaborazioni. Accanto ai pitch, il programma prevede anche momenti formativi dedicati.

Ci saranno masterclass su come presentare al meglio un progetto, su quali elementi rendono efficace un pitch e su come valorizzare la propria idea davanti ai produttori. Inoltre, Angelica Cantisani del TorinoFilmLab illustrerà le opportunità di sviluppo che un progetto può intraprendere, offrendo strumenti e prospettive che spesso un autore esordiente non conosce. L’auspicio è che ogni partecipante torni a casa non solo con nuovi contatti, ma soprattutto con una maggiore consapevolezza del proprio progetto, del mercato e delle possibilità che ha davanti.

Un festival tra territorio e industria

Fin dalla sua nascita il Saturnia Film Festival sembra muoversi lungo due direttrici complementari: da una parte valorizzare il territorio, portando il cinema nei borghi e nelle piazze sotto le stelle; dall’altra creare occasioni di incontro e networking tra autori, produttori e professionisti del settore, esattamente come la sezione Saturnia Pitch.

Quale di queste due missioni sente che il festival abbia raggiunto con maggiore efficacia? E c’è un progetto o una collaborazione nata grazie al networking del Saturnia Film Festival che considera particolarmente significativa?

Credo che nel corso di questi nove anni, il festival stia riuscendo a lavorare bene su entrambi gli obiettivi che ci siamo prefissati. Da un lato, quello di creare un legame autentico con il territorio. Il Saturnia Film Festival è nato come un festival itinerante, quasi “tanti festival in uno”, perché porta il cinema nelle piazze della Maremma, anche nei luoghi dove normalmente non arriva. Si ricrea così un’atmosfera d’altri tempi: le persone che seguono le proiezioni dai balconi, le signore sedute davanti alle porte di casa, un’intera comunità che si ritrova attorno al grande schermo. È un’immagine che racconta perfettamente lo spirito del festival e che, fin dalla prima edizione, ha avuto un impatto molto forte sul territorio. Dall’altro lato, sentiamo di essere cresciuti molto anche sotto il profilo del networking e del dialogo con l’industria cinematografica.

Oggi, alla nona edizione, il festival è sempre più un punto di riferimento per gli addetti ai lavori. Lo dimostra il crescente interesse delle società di produzione, che aspettano il Saturnia Pitch come un’occasione per conoscere gli autori emergenti e capire in quale direzione si sta muovendo il cinema di domani. Più che una singola collaborazione nata grazie al festival, credo sia significativo il fatto che il Saturnia Pitch sia diventato un appuntamento riconosciuto, capace di mettere in relazione autori, produttori e professionisti del settore. Per noi questo significa aver costruito, anno dopo anno, una rete di fiducia e di opportunità che continua a crescere.

Crescita e sostenibilità

In pochi anni il Saturnia Film Festival è diventato una realtà riconosciuta nel panorama nazionale. Una crescita che inevitabilmente pone anche il tema della sostenibilità economica e della capacità di attrarre nuove risorse.

Come si è evoluto il sostegno economico al festival dalla prima edizione a oggi? La crescita del progetto e l’indotto culturale e turistico che genera hanno contribuito ad ampliare la rete dei partner pubblici e privati?

Il sostegno economico è cresciuto insieme al festival. Fin dalla prima edizione abbiamo scelto di seguire un percorso graduale, migliorandoci anno dopo anno e arricchendolo con nuove proposte. Questa scelta ci ha permesso di costruire nel tempo credibilità e fiducia, sia da parte delle istituzioni sia dei partner privati che ci accompagnano e che hanno scelto di sostenere il festival. In questo momento storico operare nella cultura non è semplice, le difficoltà sono molte e le abbiamo affrontate anche noi. Tuttavia, grazie al supporto pubblico e privato, siamo riusciti a mantenere una crescita costante e coerente con la nostra visione.

 Lo sguardo del regista

Oltre a dirigere il festival, Alessandro Grande è prima di tutto un regista. Una doppia prospettiva che permette di osservare il cinema italiano sia dal punto di vista creativo sia da quello produttivo e organizzativo.

Da regista e direttore artistico, come vede oggi lo stato di salute del cinema italiano? Quali sono le opportunità e le criticità più importanti per le nuove generazioni di autori?

Credo che il cinema italiano stia vivendo una fase complessa, ma allo stesso tempo ricca di opportunità. Da una parte ci sono difficoltà evidenti: il settore sta attraversando una fase di trasformazione, con nuovi modelli produttivi e distributivi che stanno cambiando il modo di fare e di fruire il cinema. Per gli autori emergenti non è semplice trovare spazio, soprattutto perché il passaggio dalla scrittura alla realizzazione di un film rimane un percorso lungo e spesso difficile. Io personalmente tra il primo e il secondo film ci sto lavorando da più di quattro anni. Dall’altra parte, però, vedo una grande vitalità nelle nuove generazioni di registi e sceneggiatori. Ci sono tanti autori con sguardi personali, capaci di raccontare il presente con linguaggi nuovi e di sperimentare forme diverse.

La vera opportunità oggi è proprio quella di riuscire a creare connessioni: tra autori e produttori, tra festival e industria, tra formazione e produzione. È anche questa la missione di realtà come il Saturnia Film Festival e del Saturnia Pitch: creare occasioni di incontro, offrire strumenti agli autori e aiutarli a trasformare un’idea in un percorso concreto. Il talento non manca, ma è fondamentale costruire una rete che permetta a quel talento di emergere.

Il lavoro dietro il festival

Ogni festival è il risultato di un lavoro collettivo che spesso rimane invisibile al pubblico. Costruire un gruppo affiatato e capace di affrontare settimane di lavoro intensissimo rappresenta una delle sfide più complesse per qualsiasi organizzazione culturale.

Come si compone oggi il team del Saturnia Film Festival? E quale consiglio darebbe a chi, come Taxi Drivers con il suo primo festival dedicato al cortometraggio italiano, sta costruendo un gruppo di lavoro capace di valorizzare competenze diverse e affrontare al meglio la complessità organizzativa di un festival? E infine, il Festival è aperto a far partecipare i tirocinanti delle numerose scuole di cinema sparse sul territorio?

Assolutamente sì, molti ragazzi del nostro staff provengono da scuole di cinema e da Accademia di Belle Arti. Ti ringrazio per questa domanda, perché sottolinea un aspetto per me molto importante: un festival non si costruisce mai da soli, ma nasce grazie al lavoro di una squadra di collaboratori validi, appassionati e disponibili, e noi abbiamo la fortuna di averne tanti. Dico “noi” perché parlo a nome mio e della mia socia Antonella Santarelli, che presiede il Festival fin dalla prima edizione.

Antonella Santarelli, presidente del Festival

Ci tengo finalmente a ringraziare pubblicamente tutte le persone che, in questi anni, hanno contribuito alla crescita del Saturnia Film Festival. A completare il team, David Pompili direzione sezione Art Short, Silvia Ferraro direttrice organizzativa, Matteo Congedo responsabile logistiche; la commissione artistica dei cortometraggi e dei progetti: Francesco Del Grosso, Serenella Bozhanaj, Giada Maura. Poi, Nicolae Turculet segreteria, Lorenzo Migno e Federica Furia social media manager, Bernardo De Giorgis grafiche, Max Boscolo webmaster, Mirko Guerrieri direttore tecnico Service Live 95, Valerio Calcagni responsabile contributi video, Irene Pileggi foto e video, Andrea Mearelli fotografo, Filippo Furnell e Niccolò Mazzi alle musiche. Gli stagisti Nicolò Paganucci, Federica Geri, Emma Capanelli. Runner Laura Ferraro, Stefano Orlando. L’ufficio stampa Delia Parodo e Vittoria Villa di Studio Sottocorno.

Riguardo al vostro festival Italy Short Film Days, vi faccio un grandissimo in bocca al lupo. Sono sicuro che se affronterete questa nuova avventura con la stessa passione e la stessa tenacia con cui portate avanti Taxidrivers, riuscirete a costruire qualcosa di importante. Sono certo che diventerà presto una realtà di riferimento.

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