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‘Stuart fails to save the universe’ La conferenza stampa

In conferenza stampa si parla di Stuart fails to save the universe con i protagonisti e i creatori, tra il legame con The Big Bang Theory e le nuove sfide da affrontare.

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Disponibile dal 6 agosto su HBO Max e presentato in conferenza via Zoom, Stuart fails to save the universe ha come punto di partenza niente meno che quel cult di Big Bang Theory. Al centro della storia, infatti, troviamo il mitico Stuart Bloom (interpretato da Kevin Sussman) con il suo negozio di fumetti, dentro il quale c’è un portale che conduce chissà dove, in universi ignoti e vivaci. A distanza di ben sette anni dallo show originale, i creatori Chuck Lorre e Bill Prady tornano in azione e danno vita a qualcosa di assolutamente unico e imperdibile.

Stuart fails to save the world | La conferenza stampa con i creatori dello show

«Tutto è cominciato circa dodici anni fa – esordisce Chuck Lorre, creatore ed executive producer dello show –  ricordo che era l’ultima stagione di Big Bang. Ho avuto l’idea che Stuart, nel suo negozio di fumetti, avesse un portale per altri universi sul retro. Poi ho sempre voluto lavorare su un genere differente. Ma l’idea di aver a che fare con effetti visuali e computer graphic e tutte le cose che puoi fare adesso, se le immagini lo fai per un film. Sono sempre stato un fan del signor Sussman (Kevin, protagonista della serie, ndr.) e ho pensato che fosse perfetto per il ruolo di questo tipo di commedia»

Credo che Leonard e Sheldon discuterebbero guardando questo show e si appassionerebbero all’aspetto del puzzle legato alla fantascienza. Si focalizzerebbero sulla mitologia. – Chuck Lorre

«Sono passati dieci anni da quando Chuck mi ha contattato durante la pandemia – ricorda Bill Prady, creatore ed executive producer e mi disse di non farne parola con nessuno perché Big Bang era diventato un tale fenomeno e non sarebbe stato un bene per lo sviluppo dello show se le persone lo avessero saputo. Poi non l’ho più sentito per mesi e ho pensato di essermi immaginato tutto. Non ho mai mai rinunciato all’idea».

«Ovviamente noi amiamo tutti gli universi allo stesso modo – interviene Zak Penn, terzo creatore ed executive producer che va ad unirsi alla coppia storica Lorre/Prady perché sono i nostri bambini, ma alcuni sono stati più divertenti da scrivere, altri da interpretare, oppure da mettere in scena. In fondo questo è il punto di creare un infinito numero di variazioni». E a chi domanda se l’intelligenza artificiale sia il grande villain dello show, risponde che lo è «sicuramente in un episodio, ma non abbiamo mai voluto che sembrasse il grande nemico nello show. E francamente si parla più delle persone che utilizzano l’AI in un certo modo, piuttosto che dell’intelligenza artificiale in sé».

La parola ai protagonisti, Kevin Sussman e Lauren Lapkus

«Niente avrebbe potuto prepararmi per questo ruolo – prende la parola Kevin Sussman, che presta ancora il volto a Stuart – ma lavorare in un negozio di fumetti ha aiutato. Ed è stata una strana coincidenza perché Chuck non lo sapeva. Lo facevo di giorno, mentre mi dedicavo alla carriera di attore. Anche perché non sarei stato credibile come cameriere (ride, ndr.). In The Big Bang Theory, l’esperienza è stata utile perché mi muovevo sullo sfondo, meno nello spin-off. Quando abbiamo finito di girare, Chuck mi ha detto di tenerci in contatto ma mia moglie mi ha fatto notare che forse voleva solo essere gentile».

Unica ad aver interpretato due versioni del suo personaggio, Denise, Lauren Lapkus racconta quanto sia stato divertente e stimolante poter «esplorare i livelli del personaggio. Non avrei mai immaginato di arrivare a questo punto, voglio dire, è pazzesco. Anche quando ero in The Big Bang Theory lo era. Lo show è un successo e i fan sono così entusiasti, io ero emozionata di farne parte. L’ho amato così tanto. Quando ho ricevuto questa chiamata, è stata la cosa più surreale del mondo. Sono felice e grata».

Abbiamo un grande debito di riconoscenza e gratitudine nei confronti di Mel Brooks. – Chuck Lorre

Un’ultima curiosità riguarda la collaborazione per la sigla con Danny Elfman, che sembra essere nata un po’ per caso. «Ne abbiamo discusso – spiega Lorre – e abbiamo pensato “perché no?”». Dopo aver chiamato il suo manager e aver spiegato di cosa si trattasse, la cosa è andata in porto, rivelandosi qualcosa «oltre i miei sogni più selvaggi. E lui ha anche cambiato la sigla ogni settimana, perché ogni episodio ha un titolo diverso».

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.