ShorTS International Film Festival Maremetraggio

‘Les Dieux’ di Anas Sareen: la perdita, l’identità e le alleanze

Nel lavoro breve di Anas Sareen si rielabora un lutto con due atteggiamenti diversi

Published

on

Les Dieux di Anas Sareen è in programma allo shorTS International Film Festival nella sezione Maremetraggio, dopo aver già conosciuto le platee di Locarno.

Il lavoro breve di Anas Sareen racconta di due fratelli, Adel e Moïse, che affrontano la morte del padre con atteggiamenti quasi opposti, e riscoprono la danza tra le memorie che ne ravvivano la presenza. La danza, come sottolinea il regista stesso, è una libertà che spesso viene negata agli uomini della sua cultura, dove il ballo viene visto come una debolezza. Gli stessi protagonisti, attori non professionisti, a loro volta hanno dovuto intraprendere un percorso di riscoperta del gesto, e si sono messi in gioco per aprirsi di fronte all’obiettivo.

Anas Sareen e la poetica di Les Dieux

Due fratelli e due vite che si stanno allontanando: scelte diverse ma anche atteggiamenti e attitudini discordi. Il regista svela la differenza usando la sovrapposizione di immagini, una dissolvenza appena accennata, che appunto impersona il contrasto nell’adiacenza.

Il padre è da una parte una ispirazione, e dall’altra pare venir rinnegato.

L’essenzialità delle immagini è incorniciata sia dal minimalismo della casa, che pure accenna con qualche dettaglio all’estrazione culturale della famiglia; mentre dall’altro lato ci sono gli spazi aperti e una natura afosa e arida, che affliggono i protagonisti più che consolarli.

Anas Sareen si concede qualche taglio più sperimentale, quasi poetico, per omaggiare questo gesto del ballo a cui si fa riferimento e che i ragazzi piano piano conquistano, ognuno a modo proprio.

La scelta di girare in bianco e nero, che aggiunge una certa sospensione narrativa un po’ Nouvelle Vague, un po’ sfacciatamente nostalgica, fa sì che non si possa collocare questa piccola faida familiare in alcun contesto specifico. Se non fosse per la lingua che richiama un contesto di seconde generazioni, potremmo essere in un non-luogo e un non-tempo qualunque dove si rielabora un lutto famigliare come tanti.

Exit mobile version