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‘My mother’s wedding’: una madre, tre figlie e una casa piena di ricordi

Un film che esplora le dinamiche del rapporto madre-figlia in una chiave ironica e nostalgica, esplorando i ricordi di un passato doloroso

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My mother’s wedding è il debutto alla regia dell’attrice protagonista Kristin Scott Thomas nei panni di una madre vedova con tre figlie.
Il terzo matrimonio di una madre dopo la morte tragica di due mariti in guerra diventa l’occasione per una riunione di famiglia con le sue tre figlie: Katherine, Victoria e Georgina (rispettivamente Scarlett Johansson, Sienna Miller e Emily Beecham).

I fantasmi del passato

Il matrimonio di una mamma che ha vissuto all’ombra del suo stesso dolore diventa in questo divertente ed emozionante film motivo di confronto e dialogo all’interno di una famiglia segnata dal passato.
Dopo la morte dei precedenti mariti, Diane sceglie di andare avanti, dimostrando alle proprie figlie che nonostante i ricordi dolorosi è ancora possibile essere felici.

In My mother’s wedding emergono le fragilità di tre donne, tre sorelle accomunate da un trauma infantile che le ha rese forti, ma che ha creato tensioni mai affrontate.
Katherine (Scarlett Johansson) è la sorella maggiore, ha scelto la carriera militare nei Navy Seals, Victoria (Sienna Miller) è una scrittrice di grande successo, e la più piccola è Georgina (Emily Beecham), che ha scelto di dedicare la propria vita agli altri diventando un’infermiera. Lei è l’unica figlia del secondo marito, motivo per cui sente una certa distanza dalle altre sorelle. 

Il tema dell’identità legata anche al cognome e dell’appartenenza ad una famiglia diventa cruciale quando Katherine rivela alle due sorelle un segreto tenuto nascosto per anni.
Un matrimonio che rappresenta molto più di un’occasione in cui festeggiare e riunirsi nella vecchia casa di famiglia, perché è in questi momenti che i fantasmi del passato bussano alla porta risvegliando vecchi ricordi e ferite mai dimenticate.

Madri e figlie

La regista Kristin Scott Thomas sceglie di raccontare la storia di queste donne molto simili, ma anche molto diverse tra loro. In modo particolare, il film mette in risalto come ognuno di noi affronti una perdita a modo proprio, cercando di elaborare il dolore o perlomeno di andare oltre.
Diana è una donna forte e indipendente che ha cresciuto da sola tre figlie cercando di sopperire alla loro mancanza di un padre, che ha portato ognuna di loro a vivere il trauma in modo diverso. 

My mother’s wedding vuole anche dimostrare la possibilità di rifarsi una vita dopo aver amato tanto, ma anche dopo aver nascosto il suo dolore per proteggere le figlie.
Il matrimonio diventa lo sfondo per una riflessione più profonda, alternando alla storia del presente vecchi ricordi di un passato sbiadito, ma resta indelebile nelle menti e nei cuori delle tre sorelle. La vita che conducono oggi è diventata lo specchio di quanto vissuto in tenera età, un modo per colmare la mancanza di un padre: sono tutte legate al suo ricordo, e a tratti faticano a comprendere la scelta della madre. La sua scelta di cambiare cognome sconvolgerà soprattutto Katherine, la sorella più grande e apparentemente più forte, che nasconde un lato emotivo molto instabile legato all’affetto che nutriva nei confronti del suo padre biologico e a una situazione amorosa altrettanto in bilico.

Un racconto emotivo che fa divertire

Il debutto alla regia della Thomas non è niente male considerando la trama e l’emotività che ha deciso di farne scaturire da essa. Per certi versi potrebbe ricordare una commedia in stile Big Wedding o Perchè te lo dice mamma, accomunate dal tema del matrimonio e delle grandi riunioni di famiglia da cui scaturiscono spesso incomprensioni, gelosie, litigi e tante risate.

My mother’s wedding d’altro canto risulta essere molto più emotivo di quanto sembri: è la storia di una famiglia come tante, che proprio per questo riesce a emozionare e a farci immedesimare.
I tratti della commedia non mancano, ma la forza del film sta nei dialoghi e nelle riflessioni che le tre sorelle affrontano cercando di elaborare le proprie opinioni su questo matrimonio e sul proprio passato.

Tutte le famiglie felici si somigliano, ma ogni famiglia infelice lo è a modo proprio”, lo scriveva Tolstoj nel 1877, eppure è piuttosto attuale: il potere dei racconti familiari di un film come questo sta nella loro autenticità e nella capacità di farci riflettere tra una risata e un dolce ricordo.

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