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‘Proud’: un debutto intenso e autentico su HBO Max

La nuova serie polacca con un primo episodio intenso e maturo

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Proud debutta su HBO Max con una prima puntata che convince per maturità e sensibilità. La produzione originale polacca, presentata in anteprima mondiale al Séries Mania di Lille, dove è stata premiata, si presenta come un coming-of-age adulto che rifugge il melodramma per concentrarsi sulla trasformazione del suo protagonista.

Creata da Karol Klementewicz e Monika Pęcikiewicz, con Klementewicz anche alla regia, la serie è prodotta da TVN Warner Bros. Discovery per HBO Max in collaborazione con Magnolia Films, confermando l’ottimo momento della serialità polacca nel panorama internazionale.

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La trama di Proud: la vita di Filip cambia per sempre

Il protagonista è Filip, un giovane modello bello, affascinante, omosessuale e apparentemente convinto di poter affrontare qualsiasi situazione con il proprio carisma. Vive un’esistenza senza regole, fatta di droga, sesso occasionale non protetto e debiti con persone pericolose, affrontando ogni rischio come se fosse un gioco.

La prima puntata, però, smonta rapidamente questa immagine di invulnerabilità. Dietro la sicurezza ostentata emergono fragilità profonde che la sceneggiatura racconta fin dai primi minuti. È la tragica morte della sorella maggiore a lasciare in eredità a Filip non soltanto un dolore devastante, ma anche la responsabilità di prendersi cura della sua bambina.

Ignacy Liss è il cuore pulsante della serie

Il ruolo di Filip è affidato a Ignacy Liss, già premiato a livello internazionale per questa interpretazione. Al suo fianco troviamo Kamil Studnicki, Maria Sobocińska, Paweł Tomaszewski, oltre a Maja Ostaszewska, Joanna Kulig, Dorota Kolak, Tamara Arciuch e Mateusz Więcławek.

Liss offre una prova di grande maturità. La sua interpretazione rinuncia completamente agli eccessi emotivi, costruendo un personaggio credibile e profondamente umano. Non ha bisogno di piangere o urlare per trasmettere il dolore di Filip: bastano uno sguardo sfuggente, un silenzio improvviso o una leggera esitazione per raccontare il conflitto interiore.

La regia di Karol Klementewicz punta sull’intimità

Anche dal punto di vista tecnico, Proud convince fin dal primo episodio.

La regia di Karol Klementewicz privilegia primi piani, primissimi piani e dettagli, mantenendo la macchina da presa sempre vicina ai personaggi. Nelle sequenze dedicate al ballo, alla vita notturna o al sesso, la cinepresa sembra quasi partecipare all’azione, rinunciando a composizioni perfette per restituire un maggiore senso di autenticità.

La fotografia adotta toni freddi e un’estetica contemporanea, quasi fotografica, capace di valorizzare tanto gli ambienti della moda quanto quelli più intimi e domestici. Il risultato è uno stile visivo elegante ma mai artificioso, che accompagna con discrezione il percorso emotivo del protagonista.

Proud: Un buon debutto

Il primo episodio costruisce solide basi narrative e lascia intuire un’evoluzione emotiva complessa, facendo di Proud una delle produzioni europee più interessanti arrivate su HBO Max negli ultimi mesi.

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