La regista italiana Carolina Cavalli si è fatta conoscere con Amanda, una commedia surreale sulla Generazione Z che l’ha consacrata come una delle voci più acute e originali del cinema europeo contemporaneo.
Il suo film successivo, Il rapimento di Arabella, suggerisce che non abbia alcuna intenzione di addolcire i toni – e questa volta ha reclutato Chris Pine per il suo progetto. Il film è stato presentato in anteprima nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia del 2025, dove l’attrice protagonista Benedetta Porcaroli ha vinto il premio come Miglior Attrice.
Oscilloscope Laboratories distribuirà il film in alcune sale cinematografiche statunitensi il 17 luglio 2026.
Il rapimento di Arabella, il trailer:
Di cosa parla
Holly (Porcaroli) è bloccata in un lavoro senza prospettive, e passa le giornate fantasticando su falle nel continuum spazio-temporale, come spesso accade. Quando incontra Arabella, una bambina di otto anni (Lucrezia Guglielmino) in fuga dal padre scrittore egocentrico, Holly si convince che l’incontro abbia un significato cosmico: Arabella è, in realtà, il suo io del passato, rimandato indietro nel tempo per una seconda possibilità.
Ne consegue un viaggio on the road tra due anime perse che potrebbero essere esattamente ciò di cui l’altra ha bisogno. Il ruolo di Chris Pine rimane volutamente misterioso, il che rappresenta una sorta di geniale strategia di marketing.
Più di quanto il titolo suggerisca
Nonostante ciò che Il rapimento di Arabellapotrebbe far pensare, nessuno viene rapito nel senso convenzionale del termine. Cavalli è stata, come di consueto, precisa nel suo intervento di regia: il film parla di una donna che cerca di rimediare al passato, di fare pace con i rimpianti, di placare l’ansia per il futuro e di liberarsi dalla morsa delle aspettative deluse. Holly, spiega, appartiene a una generazione – o forse solo a un particolare tipo di persona – convinta che la vita vera si svolga sempre altrove.
“Pensare in questo modo da adulti sminuisce la realtà”, ha scritto Cavalli. “Distrae dal mondo, dal suo significato, dalla sua bellezza, dalle sue ingiustizie e dal nostro ruolo in tutto questo”. Il film, aggiunge, è nato da profonde riflessioni trovate su Reddit e nella sua esperienza quotidiana – che è o la storia d’origine più contemporanea che si possa immaginare o la perfetta sintesi del film che sta descrivendo.
Perché vale la pena vederlo
Cavalli possiede un raro talento nel trarre un autentico peso emotivo dalla paralisi sociale e dall’inerzia comica – Amanda ne è la prova. Il rapimento di Arabellapunta ad ampliare i suoi orizzonti senza però abbandonare ciò che rende la sua sensibilità così distintiva: l’umorismo asciutto, i protagonisti ribelli, il rifiuto di essere rassicurante in qualsiasi modo prevedibile.
Aggiungete un’interpretazione premiata a Venezia di Porcaroli e un Chris Pine misteriosamente scelto per il ruolo, e il 17 luglio si preannuncia già come una delle date più interessanti del calendario estivo del cinema d’autore.