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‘Ghiaccio vivo’: microrganismi sconosciuti in un mondo di ghiaccio

Esplorare uno dei luoghi più conosciuti e allo stesso tempo meno esplorati al mondo

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Diretto da Federica Nova e Michele Oggioni, Ghiaccio vivo è un cortometraggio documentaristico ambientato nel cuore del Ghiacciaio dei Forni, a 2.600 metri di quota, nel Parco Nazionale dello Stelvio realizzato in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca.

Ghiaccio vivo

Così ne scrive il festival Cinemambiente:

“Il ghiaccio, da un lato, è una materia mutevole, dinamica, in costante assestamento, e per questo estremamente difficile da esplorare; dall’altro, è un archivio vivente, custode di microrganismi che nel tempo si sono adattati a condizioni estreme. Il film segue un team di ricercatori glacio-speleologi dell’Università di Milano-Bicocca nella loro suggestiva esplorazione fino al cuore del Ghiacciaio dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio. L’escursione di un mondo “antico” capace di svelare la straordinaria biodiversità microbica lì nascosta.

L’idea del documentario nasce dall’invito dei glacio-speleologi, rivolto ai due registi, ad unirsi alla loro spedizione sul ghiacciaio per documentare l’attività di ricerca. L’idea iniziale era quella di realizzare un reportage fotografico e qualche breve video divulgativo, ma vista la quantità e qualità del materiale registrato è stato deciso di investire in un progetto più completo. Da qui, il documentario.

Il gigante morente

Lo scopo del documentario è multiplo: raccontare le conseguenze del cambiamento climatico sui ghiacciai; raccontare il lavoro di ricerca in ambienti ostili; raccontare i nuovi obiettivi di ricerca. Il tema del cambiamento climatico è raccontato tramite la comparazione di fotografie del ghiacciaio, mostrando al pubblico l’impressionante ritirata del gigante negli ultimi secoli. La ricerca perpetrata in ambienti ostili viene mostrata al pubblico seguendo i glacio-speleologi fin dentro grotte glaciali, il cui ingresso si presenta a volte come una camminata, altre volte come una discesa in corda. Le riprese mostrano il lavoro di carotaggio e l’impressionante dimestichezza di movimenti di questi speleologi all’interno di queste grotte imprevedibili.

A proposito della ricerca invece, gli scienziati hanno constatato che ogni ghiacciaio accoglie al suo interno comunità batteriche differenti. Ogni ghiacciaio sembra infatti avere una sua comunità batterica, una sua intera biodiversità che però sta scomparendo insieme ai ghiacciai. L’obiettivo ultimo è quindi forse quello di sensibilizzare su tutte le conseguenze che seguitano alla scomparsa dei ghiacciai, soprattutto quelle non immediate per l’uomo. 

Le parole dei professori glacio-speleologi sono funeste. Dicono infatti di essere l’ultima generazione di scienziati che hanno la possibilità di studiare questi ecosistemi in via d’estinzione. Sono gli ultimi scienziati in grado di osservare queste specie ancora sconosciute, con la coscienza del fatto che molte resteranno tali.

Il messaggio è pessimistico: sembrano esserci poche speranze per la salvezza dei ghiacciai. Proprio per questo scienziati da tutto il mondo si stanno adoperando in modo speciale per la salvaguardia di tali ambienti.

L’importanza della ricerca

La natura improvvisata di questo documentario, che non traspare nel risultato finale, gli conferisce  una piacevole spontaneità, una finestra solare sulla vita dei ricercatori. I paesaggi sono magnetici, la fotografia imponente, colori e giochi di luce sembrano ritrarre paesaggi alieni. La visione è piacevole e scorrevole, coronata da scatti mozzafiato dell’iniziale reportage. 

Il Festival Cinemambiente ha proposto Ghiaccio vivo nella terza giornata della sua 29ª edizione. Il documentario è stato proiettato al cinema Massimo di Torino nella sezione Made in Italy. Nell’intervento che ha seguito la proiezione i registi hanno voluto rimarcare ancora l’importanza della ricerca glacio-speleologica anche nell’ottica di prospettive future. I microrganismi formati nei vari strati di un ghiacciaio, potrebbero avere funzioni biotiche che, se propriamente sviluppate, sarebbero potenzialmente d’aiuto anche nella questione ambientale. La ricerca in tale campo è importante sia per lo scarso tempo a disposizione dei ricercatori, sia per la rilevanza del ruolo che certi microrganismi potrebbero ricoprire.

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