La polvere della Palma d’Oro si è appena posata sulla Croisette e l’industria cinematografica sta già virando a est. Il Festival del Cinema di Venezia (2-12 settembre) si preannuncia come l’antidoto all’edizione di Cannes, dominata da autori e poco incline a Hollywood.
Il direttore Alberto Barbera dovrebbe spalancare le porte del Lido alle star americane, al cinema italiano e a quel tipo di glamour che fa vendere le copertine delle riviste. Le voci si rincorrono. Ecco cosa potrebbe riservare la laguna.
Brad Pitt, Tom Cruise e la cavalleria di Hollywood
Se le indiscrezioni si riveleranno fondate, Venezia 2026 potrebbe essere un anno d’oro per i grandi nomi. In cima alla lista dei desideri: Brad Pitt in Le avventure di Cliff Booth, lo spin-off di C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino diretto da David Fincher – una combinazione così allettante da sembrare quasi una voce inventata dall’ufficio stampa del festival. Quasi.
Poi c’è Tom Cruise in Digger, il nuovo film di Alejandro G. Iñárritu, le cui precedenti apparizioni a Venezia con 21 Grammi e Birdman rendono un ritorno al Lido più che plausibile. E Denis Villeneuve, che ha lanciato Dune a Venezia nel 2021, potrebbe chiudere lì anche la trilogia fantascientifica, riportando Zendaya e Timothée Chalamet sul red carpet per Dune 3.
Un cast di film di supporto di alto livello
Oltre ai titoli principali, la selezione di film in lizza è incredibilmente variegata. Il thriller poliziesco di Fernando Meirelles Here Comes the Flood porterebbe Denzel Washington, Robert Pattinson e Daisy Edgar-Jones al Lido. Anche la satira politica di Tom McCarthy The Statement, Tender Loving Care di Mike Leigh e Wild Horse Nine di Martin McDonagh, ambientato in Cile, sono in lizza.
Bucking Fastard di Werner Herzog, con Rooney e Kate Mara, aggiunge una nota di eccentricità, mentre il documentario di Alex Gibney su Elon Musk e The Basics of Philosophy di Paul Schrader (con Bill Pullman) completano una selezione che spazia dalle pellicole da tabloid alle vere e proprie chicche per cinefili.
Coppie preferite dal pubblico e veterani del festival
Javier Bardem e Penélope Cruz, che hanno calcato insieme il palco di Cannes quest’anno, potrebbero estendere il loro tour festivaliero anche a Venezia con Bunker di Florian Zeller.
E Ruben Östlund, vincitore di due Palme d’Oro con La Piazza e Il Tristezza, potrebbe finalmente fare il suo ingresso a Venezia con The Entertainment System Is Down, con Kirsten Dunst, Daniel Brühl e Keanu Reeves. Un cast che praticamente si scrive da solo il momento clou del red carpet.
Il ritorno del cinema italiano
Dopo una notevole assenza dal concorso di Cannes, il cinema italiano è pronto a riconquistare terreno in patria. Nanni Moretti arriva con Succederà questa notte, liberamente tratto dai racconti dello scrittore israeliano Eshkol Nevo e interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca.
The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, con Alicia Vikander, Luca Marinelli e Susan Sarandon, tratto da un soggetto di Bernardo Bertolucci, è un altro titolo che sta suscitando un discreto interesse. Mario Martone porta Scherzetto, con Toni Servillo nei panni di un illustratore brontolone sconvolto dal suo nipotino di quattro anni, e Nessun dolore di Gianni Amelio vede nel cast Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Sul versante più anticonvenzionale, Roberto Saviano debutta alla regia – insieme a Ivan Cappiello – con Sono ancora vivo, un film d’animazione basato sulla sua graphic novel autobiografica.
Segnatevi la data
Venezia 2026 si preannuncia come tutto ciò che Cannes non è stata: un festival stellare, eclettico e senza compromessi, in grado di accontentare il grande pubblico, pur mantenendo un’offerta di alto livello.
Resta da vedere se le voci si concretizzeranno in una programmazione ufficiale – le selezioni dei festival tendono a cambiare fino all’ultimo momento – ma l’interesse è chiaramente alto. Tenete d’occhio la laguna.