Connect with us

Raiplay

‘Il pap’occhio’: l’anarchico e sgangherato esordio di Renzo Arbore

Un'ottima occasione per recuperare questo cult del cinema italiano. Con un cast che comprende Roberto Benigni, Martin Scorsese, Diego Abatantuono e Isabella Rossellini

Pubblicato

il

il pap'occhio

Prima regia cinematografica di Renzo Arbore, Il pap’occhio è passato alla storia del cinema italiano più che per le sue qualità artistiche per le beghe censorie. Fu sequestrato per vilipendio alla religione di Stato. Al giorno d’oggi pare incredibile, perché sebbene il film sfotticchi il Vaticano, non ha nulla di sacrilego.

Però è pur vero che un film così, oggi, nel pieno dominio della cultura woke, non verrebbe mai realizzato. Al massimo potrebbe esserlo da Checco Zalone, che a suo modo ha una comicità derivativa di quella delle trasmissioni di Arbore.

Fortunatamente Raiplay ha messo a disposizione, gratuitamente, il film. Quindi chi vuole rivederlo potrà di nuovo ridere, oppure la nuova generazione scoprirà una pellicola unica nel suo genere.

Il pap’occhio

Papa Woytila è preoccupato: stanno aumentando i buddisti e i giovani preferiscono andare in discoteca. Quindi decide di agire. La fulminante trovata è quella di creare una Tv vaticana con programmi innovativi in mondovisione.

La regia sarà affidata a Martin Scorsese, mentre per il palinsesto il Pontefice chiede a Renzo Arbore e a tutto il suo variopinto circo di comici. Per questa grande occasione, Arbore convince anche Roberto Benigni, con cui aveva litigato.

Benigni, però, ha deciso di tradire Arbore, vendendolo in cambio di trenta denari al Cardinale Richelieu, ma non riesce a far sì che qualcuno del gruppo si esponga con le parolacce. Lo spettacolo ha finalmente inizio, ma forse non si tratta di quello che il Papa e i suoi cardinali si aspettavano e a Dio non resta che intervenire di persona…

Tra Monty Phyton e varietà

Il pap’occhio, a distanza di oltre quarant’anni, resta un film veramente singolare. Imperfetto e rozzo in più parti, rimane però una potente testimonianza della comicità di quel tempo. Renzo Arbore, poliedrico e soprattutto geniale artista, cerca di trasporre l’universo della trasmissione cult L’altra domenica al cinema.

L’esile trama, che gioca con alcuni tabù della religione o su alcune battute a doppio senso (il signore è con voi?), riesce comunque a contenere le scenette comiche e i siparietti musicali, grande passione di Arbore.

Lo sgangherato film, anche a causa del novizio regista offre comunque tantissimi momenti sublimi. Tra tutti, il monologo di Roberto Benigni nella Cappella Sistina. Oppure la parodia de L’ultima cena o la partecipazione di un ancora ruspante Diego Abatantuono come Don Gabriele.

Singolare anche la partecipazione di Martin Scorsese, a quel tempo compagno di Isabella Rossellini. Nel ruolo di se stesso, sa stare al gioco (a volte anche troppo seriamente).

Questo primo film di Arbore andrebbe visto come un tentativo di emulare i Monty Python. Ovvero costruire attorno all’anarchia comica una struttura narrativa. Quello che manca è proprio questa concretezza, perché Arbore ne Il pap’occhio dà più spazio alla scenetta singola che all’insieme.

 

Il pap'occhio

  • Anno: 1980
  • Durata: 110'
  • Genere: Comico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Renzo Arbore