ASOLO ART FILM FESTIVAL

‘Like Friend, Like Deer’: zone d’ombra sull’essere umano

Un ranger della fauna selvatica uccide un cacciatore illegale durante un momento di alta tensione

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Il corto di quasi tredici minuti, ricorda molto l’esistenzialismo poetico: più che far parlare i personaggi, essi agiscono. Noi sappiamo la storia con lo scorrere delle loro azioni, nulla di più: un uomo uccide un cacciatore illegale durante un momento delicato. All’interno, tutto ciò, di una comunità ben precisa e collocata: un continuum tra campagna e natura, fra zone militari e zone civili, fra mondo adulto e mondo bambino. Presentato all’Asolo Art Film Festival, Like Friend, Like Deer una delle gemme più preziose del silenzioso cinema d’animazione indipendente.

Like Friend, Like Deer: l’animazione oltre l’animazione

Non si tratta di grandi dialoghi, aforismi, o altro. La bellezza delle immagini, il retroscena da pittore e artista visivo, quale è Malek Eghbali, è indiscutibile. Il cortometraggio trascina in questa landa desolata, mostra pezzi di folk-horror e bellezza mistica (alla Lovecraft per il loro eccesso snaturato). La natura diventa un quadro, non consolante però: gli uomini hanno la testa di cervi, così a indicare la nostra indissolubile fratellanza con il mondo animale. La retorica viene soppiantata da un discorso sentito, sincero e a tratti infantile, nel senso più stupefacente del termine, la bellezza del Piccolo Principe per intenderci.

Un atto quasi politico

Come guardare questo film, alla luce anche della frase d’intento finale, In memory of the Iranian environmentalists in prison? Un urlo lanciato con il silenzio, una corte d’appello al potere delle immagini. Quando le parole non bastano, il cinema ha da sempre riempito quel vuoto. Un atto quasi politico, necessario ai nostri tempi, che ci riporta, ancora una volta, alle dimensioni terrene. Nietzsche scriveva di rimanere fedeli alla terra. Malek Eghbali di rimanere fedeli agli animali. Siamo tutti collegati, con piedi/zampe per terra, bisogna abitare sotto lo stesso cielo. La differenza, dagli animali, è che noi parliamo.

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