Mambo Kids, cortometraggio di Emanuele Tresca sviluppato grazie al Brizia Film Hub, è stato proiettato al Bellaria Film Festival, all’interno del concorso Gabbiano. Già selezionato in concorso nella sezione Generation 14plus alla 76ª edizione del Festival di Berlino, convince il suo pubblico raccontando un sentimento con il quale non facciamo fatica ad immedesimarci. Alessandro Nicola Bernardo e Flavio Condemi ci riportano, nel ruolo di loro stessi, l’ultima estate di amicizia fra i due, prima di una separazione. I due ventenni vanno così alla ricerca degli ultimi segreti della provincia, restituendo un immaginario nostalgico e soprattutto realistico. Insegnandoci che le amicizie non devono necessariamente costruirsi e consumarsi nella fomo del dover fare qualcosa, ma nella genuina volontà di passare del tempo insieme. Il cosiddetto “cazzeggio” rende dunque quest’amicizia estremamente veritiera. Perché ricordiamoci: non deve mai esserci necessariamente un motivo per passare del tempo assieme.
Non tutto può essere eterno
Infatti i ragazzi si incontrano e si lasciano trasportare dal momento. La regia di Tresca ci porta quindi nella sua città natale a Caserta. Fra le campagne e i boschi, partono persino alla scoperta di una grotta, calpestando spesso una strada asfaltata ormai consumata. Rappresentando quindi la metafora di molti giovani italiani e in questo caso di Alessandro, che vede la sua strada impossibilitata, ferma se dovesse rimanere. Nel loro road trip, non sono sempre soli, si imbattono infatti in dei vecchi cani, tristi a causa della partenza dei padroni. Per poi raggiungere verso sera i loro coetanei, nell’apparentemente solito punto di ritrovo.
Tutti elementi autobiografici, che chi come il regista, si ritrova a vivere, nella speranza di trovare un futuro migliore. Difatti, anche Tresca si è dovuto spostare a Milano per completare i suoi studi. Ed è stato proprio con i ragazzi fuori sede che ha costruito il collettivo di produzione Onirica Pictures, che ci appare ad inizio corto. Restituendo in un certo senso la sua identità alla narrazione stessa. Riuscendo così a conquistare il Premio Cinecittà all’interno del programma (IN)EMERGENZA del Bellaria Film Festival. Si tratta di un’iniziativa riservata ad opere in fase di post-produzione alla ricerca di un partner per la finalizzazione e la distribuzione. Una distribuzione poi avvenuta con Sayonara Film.
“Non ho voluto fare un film bello, non ho voluto fare un film che si guardasse bene oppure che avesse le regole per piacere, ho voluto fare un film mio, che potesse arrivare alle persone.”
Mambo Kids e la rappresentazione del vissuto
Ciò che resta di Mambo Kids, e proprio il racconto di un’amicizia reale, la scrittura dei dialoghi di Emanuele Tresca e Angelo Giordano non sfocia mai nel banale. Gli aneddoti raccontati da Flavio, come ad esempio quello della ragazza che si allontanava da lui, non sembrano provenire da un immaginario collettivo, bensì da un personaggio ben strutturato, nonché vero.
Difatti, la regia assume un approccio quasi neorealistico. La troupe era volutamente ridotta e le scene emergevano da sole grazie ai momenti condivisi. Vediamo infatti diverse inquadrature lontane, ma non si tratta di una lontananza dai personaggi. Lo spettatore si sente comunque parte dei loro discorsi. Si tratta invece di una lontananza voluta, necessaria per far emergere l’autenticità fra Flavio e Alessandro. Creando uno spazio intimo ed al contempo estetico.
“Penso che la cosa importante sia la sincerità e l’onestà nel raccontare le storie”
Racconta Tresca al Ceprano Film Festival. Rappresentare pertanto l’amicizia così com’è senza drammatizzarlo. Anche il saluto finale:
“Ma poi ci sentiamo, torno prima di quanto pensi”
Mambo Kids rimane un invito a credere che malgrado la distanza l’affetto possa comunque rimanere. Una normalizzazione del periodo storico che stiamo vivendo adesso.