Peter Bart, giornalista e produttore statunitense ed ex capo redattore di Variety, ha affermato che alcuni registi potrebbero essere “impazienti” all’idea di realizzare un thriller nello stile di Tutti gli uomini del presidente, ma ambientato nell’era di Donald Trump.
Tutti gli uomini del presidente
Il film del 1976 diretto da Alan J. Pakula con protagonisti Dustin Hoffman e Robert Redford, fu un successo di critica e pubblico, ma dovette affrontare numerosi ostacoli durante la produzione. Fu proprio Redford, dopo aver appreso dello scandalo Watergate, a interessarsi all’inchiesta dei giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein e a sostenere il progetto del libro, da cui è stato tratto il film. Una volta pubblicato, l’attore ne acquistò i diritti per la Warner Bros. e la regia venne affidata a Alan J. Pakula.
“Un thriller alla Watergate ambientato nell’era di Donald Trump avrebbe lo stesso impatto emotivo? E gli eccentrici personaggi della scena politica odierna si rivelerebbero ancora più coinvolgenti? Ancora più rilevante: gli studios nati dalle recenti fusioni sarebbero disposti a sostenerlo, visto il delicato rapporto con le autorità di regolamentazione?” si chiede Bart. Tutte domande legittime, che ricordano indirettamente quanto i giganti dello streaming – che determinano molte delle scelte dell’industria cinematografica hollywoodiana – orbitino sempre più verso l’attuale amministrazione.
Se ai tempi il timore di Pakula era quello di dover realizzare un film a partire da una sceneggiatura “priva di azione e romanticismo”, ad oggi non sembra esserci questo rischio, soprattutto se si considerano le bizzarre vicissitudini che coinvolgono figure della scena politica statunitense come Kash Patel, tra accuse di politicizzazione e presunti problemi di alcolismo. Anche alla luce dell’interesse del pubblico per il caso Epstein, a cui sono già dedicate oltre una decina di produzioni tra documentari e docuserie, sembra esserci un mercato in attesa del prossimo Tutti gli uomini del presidente, questa volta nella variante Trumpgate.
Fonte: Deadline