Anche quest’anno il Trento Film Festival affianca alle tradizionali sezioni un programma speciale. Il Festival ha riportato sul grande schermo tre storiche pellicole in omaggio a due fondamentali personaggi del cinema internazionale, recentemente scomparsi. Claudia Cardinale e Robert Redford, scomparsi a settembre 2025 a pochi giorni di distanza, sono stati omaggiati con questi tre film.
Claudia Cardinale
Dedicata alla grande attrice italiana, che ha lavorato con registi come Visconti, Fellini, Leone, Monicelli, la proiezione di un film ambientato sulle nevi di Cortina d’Ampezzo:La pantera rosa (The Pink Panther) di Blake Edwards (Usa, 1964, 113’). Nel primo film della celebre serie la venticinquenne Claudia Cardinale entra in scena, in abiti firmati Yves Saint Laurent. Interpreta la principessa Dala, che ha ricevuto in dono dal padre il più grande diamante del mondo, The Pink Panther. All’ombra delle Tofane, l’impacciato Ispettore Clouseau, interpretato da Peter Sellers, ospite come la principessa all’Hotel Cristallo, dà la caccia al ladro gentiluomo che vuole appropriarsi del prezioso gioiello.
Robert Redford
Robert Redford, attore e regista visionario, è stato protagonista come narratore di diverse pellicole proposte negli anni al Trento Film Festival. Nell’edizione di quest’anno gli sono state dedicate due proiezioni. Immancabile l’opera da lui diretta e interpretata, L’uomo che sussurrava ai cavalli (The Horse Whisperer) (Usa, 1998, 170’). Tratto dal romanzo omonimo di Nicholas Evans il film è ambientato tra i boschi e le montagne del Montana.
Ambientalista convinto, fondatore del Sundance Institute, amante della natura e profondamente legato ai cavalli, in questo film Redford mette in scena la sua visione del mondo e i suoi tratti più personali. Per quanto riguarda la seconda proiezione a lui dedicata in programmaIl cavaliere elettrico (The Electric Horseman) di Sydney Pollack (Usa, 1979, 120’). In questa pellicola Robert Redford recita al fianco di Jane Fonda. Un cowboy e il suo destriero fuggono dalla città, dall’immagine che devono recitare, da una società dello spettacolo e dei consumi che ha rubato loro l’identità, verso un’America perduta più autentica e umana.