Ieri sera si è svolta la cerimonia di premiazione della 71ª edizione dei Premi David di Donatello 2026, che ha visto celebrare il meglio del cinema italiano e ha dato attenzione e rilevanza anche alla categoria dedicata ai cortometraggi.
Tra i titoli candidati figuravano Astronautadi Giorgio Giampà, Ciao Varsavia di Diletta Di Nicolantonio, Everyday in Gaza di Omar Rammal, Festa in famigliadi Nadir Taji e Tempi supplementari di Matteo Memè.
Ad aggiudicarsi l’ambita statuetta è stato Everyday in Gaza, diretto dal regista palestineseOmar Rammal.
Il corto è prodotto da WeWorld con il cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del progetto Gaza Green, in collaborazione con Save the Children e distribuito da Sayonara Film.
Recentemente, il corto ha ottenuto un importante riconoscimento: il Premio Internazionale (fuori selezione) ai Corti d’Argento 2026.
Trama di ‘Everyday in Gaza’
Everyday in Gaza è un racconto intimo, diretto e necessario e parte da dalle immagini raccolte dal fotogiornalista palestinese Sulaiman Hejji, collaboratore di testate internazionali come il New York Times e Middle East Eye.
Il cortometraggio vuole mostrare al pubblico la vita quotidiana nella Striscia di Gaza, dove anche le azioni più semplici — studiare, lavorare, crescere i figli — diventano atti di resistenza.
Al centro della storia c’è la famiglia Farra: Mohammed, un barbiere che continua a lavorare tra le macerie, sua moglie Yusra e i loro tre figli.
Attraverso le loro esperienze emergono le difficoltà estreme della vita sotto assedio: la mancanza di acqua potabile, i blackout continui, l’assenza di scuole, la scarsità di cibo e la costante paura dellaguerra.
Nel suo percorso, Mohammed incontra anche Wafa, impegnata ad accogliere bambini orfani e con disabilità, offrendo loro momenti di normalità tra gioco, apprendimento e cura.
Senza l’uso di una voce narrante, il documentario lascia spazio ai volti, ai gesti e alle parole di chi vive ogni giorno sotto i bombardamenti da oltre un anno e mezzo, restituendo un racconto potente di dignità, umanità e sopravvivenza.
Rammal: ‘L’arte non riguarda solo le immagini, ma anche la posizione e la responsabilità’
La vittoria di Everyday in Gaza è diventato anche uno dei momenti più politici e intensi della serata di ieri.
Salendo sul palco di Cinecittà per ritirare il premio, Omar Rammal ha dedicato il riconoscimento a chi continua a documentare la guerra rischiando la propria vita.
“Questo premio non appartiene a me, ma a coloro che hanno rischiato la vita per documentare la verità”, ha dichiarato il regista. “Ho diretto questo film da fuori Gaza, ma sono stati i nostri colleghi all’interno di Gaza a realizzarlo davvero, sotto le bombe e il fuoco”.
Rammal ha poi denunciato il silenziodella comunità internazionale davanti al genocidio in corso, sottolineando come l’arte non possa separarsi dalla responsabilità morale e civile: “Non possiamo celebrare la creatività mentre bambini, civili, giornalisti e cineasti vengono uccisi a Gaza e in Libano” e ha dedicato il premio “al popolo di Gaza che continua a lottare per la libertà, la giustizia e la dignità”.
Il suo intervento si è concluso con un appello ripetuto più volte: Palestina libera.