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IFF Integrazione Film Festival

‘N.74 Senza Nome’ – Un viaggio della memoria

Tra inchiesta e narrativa, un racconto potente e contemporaneo che coglie l'essenza della tematica migratoria

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n. 74 senza nome

All’IFF (Integrazione Film Festival) un racconto potente e contemporaneo del regista Davide Grotta

Tra mari e montagne, dal Trentino alla Sicilia, N.74 Senza Nome è un cortometraggio che colpisce per intensità del tema e forza delle immagini.

Il viaggio di Mane

Mane (Emmanuel Ajayi) è un ragazzo nordafricano che vive in Trentino Alto-Adige con la sua fidanzata Flora (Nadia Schwienbacher). Improvvisamente, riceve la notizia della morte di sua sorella Bintu, scomparsa sulle coste della Sicilia insieme ad altri migranti. In un viaggio che lo porterà dalle montagne al mare, Mane, insieme a un misterioso viandante (Toni Pandolfo), troverà la forza di pregare per un giusto riposo per sua sorella.

Il corto di Davide Grotta riesce a catturare la sensazione di smarrimento e di sentirsi fuori posto di Mane. Lo sguardo potente e autentico di Emmanuel Ajayi, con due occhi contenitori di storie e osservatori di infiniti mondi diversi, è uno degli elementi di forza principali del cortometraggio.

Mane attraversa letteralmente tutta l’Italia da nord a sud. Passando davanti a innumerevoli persone che nemmeno si accorgono di lui. L’unico altro essere umano a entrare spontaneamente in contatto con lui è un vagabondo senza nome, che incontra sul traghetto per la Sicilia. 

Non è un caso che il solo individuo che decide di rivolgere la parola a Mane sia un’altra persona errante come lui. I due non parlano la stessa lingua e non si capiscono, ma condividono una condizione esistenziale molto simile. Entrambi vaganti, entrambi abbandonati o che hanno a loro volta abbandonato qualcosa, in un viaggio che sembra destinato a non finire mai.

I silenzi come unici rumori

La maggior parte dei dialoghi nella sceneggiatura sono affidati a Flora e al viandante. Mane è un personaggio di pochissime parole, eppure sono proprio i suoi silenzi a fare rumore.

Più in generale, osserviamo come durante tutto il corto siano soprattutto i paesaggi e i rumori di fondo a parlare. Come in una sinfonia contemporanea, è l’ambiente materiale stesso a farsi musica e a trasmettere allo spettatore la sensazione che deve provare. 

Si passa dal silenzio delle montagne del Trentino Alto-Adige al frastuono delle onde del mare in Sicilia. Suoni che dicono più di mille parole e che parlano una lingua universale. I pochi dialoghi del corto sono comunque efficaci e vanno dritti al punto, cogliendo l’essenza della tematica migratoria.

Tra inchiesta e narrativa

N.74 Senza Nome presenta un finale risolutorio dove il desiderio di Mane trova una catarsi e una conclusione, ma la realtà è ben diversa, come sottolinea la didascalia che appare alla fine del cortometraggio.

Più di 33.000 persone hanno già perso la vita durante le traversate lungo il Mediterraneo, i numeri, purtroppo, sembrano destinati a crescere in quella che sembra una situazione disperata.

Il cortometraggio di Davide Grotta è dunque sia la storia di un viaggio personale, sia un monito a non dimenticare.

 

N.74 Senza Nome

  • Anno: 2025
  • Durata: 26'
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Italia
  • Regia: Davide Grotta
  • Data di uscita: 15-May-2026