C’è un motivo per cui i biopic sportivi resistono al tempo: promettono trasformazione, spettacolo e l’irresistibile ritmo di caduta e redenzione. Giant, il prossimo film del produttore esecutivo Sylvester Stallone e del regista Rowan Athale, arriva pronto a sfruttare tutto questo, e anche di più.
Al centro della storia c’è Prince Naseem Hamed, meglio conosciuto come “Naz”, un pugile che non si limitava a vincere gli incontri, ma li interpretava magistralmente. Ora, con il trailer appena pubblicato, il film promette di catturare non solo il suo dominio sul ring, ma anche il carisma e il caos che lo hanno reso indimenticabile.
Giant, il trailer:
Più di un pugile: uno showman con i guantoni
Hamed non si è mai accontentato di boxare e basta. Le sue entrate erano teatrali, il suo stile non ortodosso: mani basse, riflessi pronti, sicurezza in sé stesso traboccante. Ha sfumato il confine tra sport e spettacolo molto prima che diventasse una cosa comune.
Giant si concentra su questa dualità. Il film non si limita a raccontare le vittorie; inquadra Hamed come una figura culturale che si destreggia tra fama, identità e le pressioni della visibilità in una Gran Bretagna segnata da razzismo e islamofobia negli anni ’80 e ’90. Il suo successo, in questo contesto, diventa più che atletico: è una sfida.
Amir El-Masry e Pierce Brosnan sono i pilastri del dramma
Amir El-Masry veste i panni di Naz, con il compito di incarnare una figura tanto dinamica fisicamente quanto complessa psicologicamente. Al suo fianco, Pierce Brosnan interpreta l’allenatore Brendan Ingle, il silenzioso artefice dell’ascesa di Hamed.
Il loro rapporto costituisce la spina dorsale emotiva del film: un giovane talento esplosivo plasmato da un mentore la cui palestra – umile, quasi improvvisata – è diventata l’improbabile culla della grandezza. È una dinamica familiare, ma Giant sembra intenzionato a radicarla nella delicatezza piuttosto che nel cliché.
Gli incontri che hanno costruito una leggenda
Il trailer accenna agli incontri che hanno definito la carriera di Hamed: dalla vittoria del titolo nel 1995 contro Steve Robinson al suo caotico e decisivo scontro con Kevin Kelley al Madison Square Garden. Quell’incontro, un turbine di atterramenti e ribaltamenti, racchiudeva tutto ciò che Hamed rappresentava: imprevedibilità, estro e pura forza di volontà.
La sua ascesa fu fulminea. Il suo regno, dominante. Eppure, come il film inevitabilmente esplorerà, la sua storia è incompleta senza la sconfitta contro Marco Antonio Barrera nel 2001, una sconfitta che segnò la fine della sua breve ma folgorante carriera.
Un biopic che comprende lo spettacolo
Ciò che distingue Giant, almeno da questa prima occhiata, è la sua apparente consapevolezza che la storia di Hamed non può essere raccontata in modo convenzionale. Non si tratta solo di grinta e perseveranza; si tratta di performance, ego e dell’inebriante attrazione della fama.
Athale, noto per la sua narrazione acuta e incentrata sui personaggi, sembra meno interessato a mitizzare e più a catturare le contraddizioni: la sicurezza e la vulnerabilità, il trionfo e il prezzo da pagare.
In arrivo a maggio
Giant arriva in sale selezionate e in VOD il 22 maggio, proponendosi sia come un film di successo che come uno studio sui personaggi.
Per gli spettatori che desiderano un film sportivo con stile – e un protagonista che ha ridefinito il significato di essere un campione – potrebbe essere proprio l’incontro da non perdere.