La più antica rassegna al mondo dedicata al cinema d’arte torna dal 12 al 14 giugno 2026 nello storico Teatro Duse. Nato nel 1973 da una costola della Biennale di Venezia e già patrocinato dall’UNESCO, l’Asolo Art Film Festival inaugura la sua 42ª edizione sotto la direzione di Nello Correale. Il tema di quest’anno, Imago, è una sfida alla superficialità moderna: un invito a riscoprire l’immaginazione come atto di resistenza e forza capace di generare nuove realtà.
“Imago è un invito a rallentare lo sguardo e a restituire alle immagini il loro peso: in un tempo in cui tutto scorre velocemente, il cinema d’arte può ancora creare spazi di consapevolezza e trasformazione.”
Così spiegano gli organizzatori.
Rallentare lo sguardo nell’era delle immagini
Nel cinema d’arte, l’immagine è un organismo vivo: non si limita a mostrare, ma custodisce memorie e stratificazioni capaci di scuotere le nostre certezze sul reale. Oggi, nel pieno di un’era saturata da flussi visivi incessanti e dalle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale, la vera emergenza non è la scarsità di contenuti, ma l’inaridimento dello sguardo. L’Asolo Art Film Festival risponde a questa deriva proponendo un ritorno alla visione consapevole e a un ritmo più umano. Attraverso il tema Imago, la rassegna esplora l’immagine come ponte tra identità e mutamento, tra la concretezza del corpo e l’evanescenza del fantasma, muovendosi costantemente tra il rigore dell’archivio e la profezia del futuro.
Un concorso dal respiro globale
La selezione 2026 mette al centro la capacità degli autori di trasformare l’immaginazione in una possibile realtà concreta, sia nel documentario sia nel film d’arte. Tra le circa 500 opere provenienti da 60 Paesi, si conferma la vitalità delle cinematografie emergenti — in particolare Iran, Taiwan, Federazione Russa, Turchia, Cina e Brasile — accanto a una presenza italiana significativa in tutte le
sezioni.
L’edizione di quest’anno funge da termometro dei nostri tempi, ospitando opere che fondono riprese reali e intelligenza artificiale. La scelta punta a dimostrare come l’IA possa essere un potente mezzo espressivo e simbolico, lontano da logiche di pura manipolazione. Un dato sorprendente emerge, però, dal confronto con il passato: il tema della guerra è quasi del tutto assente. Si tratta di una scelta in controtendenza, che rivela la necessità degli autori di esplorare narrazioni alternative e nuovi modi per rielaborare la realtà attraverso l’immaginazione.
Animazione e videoarte
Il Festival accende i riflettori su una sezione animazione globale e multiforme, che vede protagonisti autori da paesi come Taiwan, Croazia, Iran e Repubblica Ceca. È però nei territori della videoarte e dello sperimentalismo che la rassegna trova la sua massima spinta innovativa: in questi ambiti, l’opera visiva cessa di essere specchio del reale per farsi esplorazione pura, un campo di ricerca libero da logiche di mercato e votato esclusivamente alla sperimentazione di nuove forme narrative.
Le sezioni
- Film sull’Arte
- Film d’Arte
- Videoarte
- Antropica
- Animazione
- Espressioni Prime
Giuria 2026
A guidare la giuria della 42ª edizione sarà Federico Greco, regista, saggista e docente di cinema, che ne ricoprirà il ruolo di presidente. Al suo fianco lavoreranno Roland Sejko, apprezzato regista e sceneggiatore già vincitore del David di Donatello nel 2013 per il miglior documentario, e Giovanni Spinelli, compositore pluripremiato con una vasta esperienza tra cinema, televisione, danza e teatro.
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