Eagle pictures lancia in edizione combo con 4K Ultra HD e blu-ray, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa. Il secondo tassello di una ideale trilogia mirata a fare da tarda continuazione alla saga zombesca avviata nel 2002 tramite 28 giorni dopo di Danny Boyle. Il 28 giorni dopo seguito cinque anni più tardi da 28 settimane dopo di Juan Carlos Fresnadillo. Sequel di cui, sebbene fu produttore esecutivo, Boyle non ha tenuto affatto conto per iniziare nel 2025 questa trilogia dirigendo 28 anni dopo.
E ricopre il ruolo di produttore esecutivo anche in questo secondo tassello, la cui regia è affidata alla Nia DaCosta autrice del cinecomic The Marvels.
Comunque con alle spalle già un’esperienza in ambito horror grazie al barkeriano Candyman del 2021. Mentre è il Cillian Murphy protagonista proprio di 28 giorni dopo a produrre la quasi ora e cinquanta di visione. Quindi, dal film precedente ritroviamo immediatamente in scena lo Spike di Alfie Williams finito nelle mani della setta di giovinastri spesso dediti al parkour. Setta capitanata dal Jimmy Crystal incarnato da Jack O’Connell, in un mondo post-apocalittico che vede anche il ritorno del dottor Kelson di Ralph Fiennes. Ora coinvolto in una sconvolgente relazione dalle conseguenze che potrebbero cambiare il destino dell’umanità.
Immagine concessa dall’ufficio stampa home video di Eagle pictures
Nonché ancora impegnato a portare avanti le proprie ricerche finalizzate a scovare un rimedio all’infezione rabbiosa. È su queste due trame che viaggiano inizialmente in parallelo per poi convergere che si basa 28 anni dopo – Il tempio delle ossa. Il cui script porta nuovamente la firma dello storico collaboratore boyliano Alex Garland. Script in cui, in verità, gli infetti rabbiosi sbrana-uomini (ora nudissimi) non rappresentano più la principale minaccia per la sopravvivenza, soppiantati dalla disumanità dei sopravvissuti.
Sebbene non manchino di dedicarsi ad estirpazioni di colonne vertebrali in un’operazione in fotogrammi non priva di splatter.
Si guarda quindi chiaramente alle lezioni del maestro degli zombie movie George A. Romero, anche se gli pseudo-morti viventi sono ora un elemento di contorno. Al servizio di un movimentato spettacolo la cui sequenza cult è senza dubbio quella delirante accompagnata da The number of the beast degli Iron Maiden. Inclusa all’interno di una colonna sonora comprendente anche la storica Ordinary world dei Duran Duran. Nella sola attesa che la trilogia si concluda, come a suo tempo annunciato da Boyle, con un terzo tassello che dovrebbe vederlo alla direzione. Una scena eliminata, commento audio della DaCosta, quasi tre minuti di papere e tre dietro le quinte fanno da contenuti speciali ad entrambi i dischi.