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‘In utero’ La conferenza stampa dell’attesa serie italiana HBO

In utero, la nuova serie HBO, presentata in conferenza stampa da regista e cast.

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In attesa dell’arrivo in esclusiva su HBO Max, è stata presentata in conferenza alla stampa la nuova serie In utero, creata da Margaret Mazzantini e con Sergio Castellitto protagonista. Al loro fianco, in occasione della presentazione capitolina presso il Cinema Barberini, la regista dei primi quattro episodi e direttrice artistica Maria Sole Tognazzi, l’head writer e co-sceneggiatore Enrico Audenino, i protagonisti Maria Pia CalzoneAlessio FiorenzaThony.

In utero | La conferenza stampa

La prima a prendere parola è proprio la Mazzantini, che sottolinea la «possibilità offerta dalla serie di esplorare la maternità, un tema oggi necessario e audace. Prima eravamo abituati a concepire la maternità come un fatto naturale della nostra società, ma oggi non lo è più. La questione si è fatta molto più complessa, dibattuta, e scatena dilemmi e lacerazioni di ogni tipo.

La maternità è una cosa di viscere e psiche.

In fondo si tratta di proiettare le proprie mancanze su un oggetto, ossia il figlio. Nel progetto originale che ho scritto, c’era una fucina di vita folle e promiscua, dove si trova una parte emotiva e una più scientifica. È un progetto fantasioso, perché parla di vita, e di coppie ne puoi immaginare infinite

«È una serie che parla di creazione di nuclei e di tematiche attuali interessanti – si aggancia la Tognazzi – La genitorialità include un concetto di famiglia non creato solo per una coppia che fa figli, ma anche quello che decidiamo di avere intorno».

Tra desiderio di maternità e diritto a non avere figli

Tocca a Castellitto dire la sua sul progetto: «Il desiderio di maternità nasce da un manco femminile.

Ricordiamo che, solo 60-70 anni fa, una principessa di nome Soraya veniva ripudiata dallo Sha, perché non poteva avere figli.

Ci sono delle coppie inadeguate rispetto al desiderio, che arrivano con una mancanza, con un desiderio, che è un tipo di malattia particolare, un’inappetenza rispetto alla vita. Però sarebbe anche interessante, a fronte di un mondo di coppie che desiderano un figlio, sapere cosa pensano del diritto all’aborto, come entra questo tema in tante direzioni rispetto al sentire umano.»

«Il diritto a scegliere di non avere figli non significa non avere un progetto di vita, una famiglia, un nucleo – precisa la Calzone – Significa riporre quello che gli altri ripongono in un figlio in un’altra cosa.»

Diventare madri è qualcosa che la scienza può aiutare a esaudire.

SERGIO CASTELLITTO
MARIA PIA CALZONE

«La medicina ti aiuta a star fuori dall’ideologia – spiega Audenino – Noi ci siamo confrontati con un sacco di esperti, e la società è avanzata su questo tema rispetto al discorso pubblico e politico. Siamo partiti dallo studio che è fondamentale, abbiamo visitato cliniche e parlato con i medici. Ci sono arrivate molte storie.

Ma c’è ancora un tabù, una resistenza per le persone che hanno usato fecondazione assistita, come fosse un peccato.

Il nostro è un tentativo di raccontare pazienti e donatori, l’intero sistema che ruota intorno a questo mondo. La mia prima curiosità stata capire se c’era qualcosa di simile, ne sapevo poco e ho iniziato a farmi domande. Mi auguro che la serie crei un dibattito intelligente

In conferenza si scopre perché In utero è ambientato in Spagna

Sulla questione location – la serie prende luogo a Barcellona – l’autore aggiunge che «la scelta dell’ambientazione in Spagna permette di allargare le storie. La serie era già pensata in Spagna, ci interessava esplorare il rapporto tra l’essere umano e la genitorialita attraverso le storie, il sogno di andare a vivere all’estero e la delusione dopo averlo raggiunto. L’idea era non dare una versione univoca, e raccontare anche storie di migrazioni e riconnessioni con le proprie radici. Da qui la Spagna che aveva un doppio valore».

A tal proposito interviene anche la regista, raccontando un simpatico aneddoto. «Quando abbiamo fatto un sopralluogo mi sono resa conto che erano tutti italiani, i medici, gli infermieri, i pazienti.»

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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