Lovers Film Festival

Lovers Film Festival 41: chi guarda chi? Torino inaugura tra cinema e sguardi che interrogano.

Torna la 41esima edizione del Lovers Film Festival con un programma tutto da scoprire e sempre più attuale.

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Una serata d’apertura partecipata e intensa tra ospiti, riflessioni sul cinema queer italiano e un programma che mette al centro il tema dello sguardo.

È finalmente iniziata la nuova attesa edizione del Lovers Film Festival. “Quarantuno candeline non sono poche”, viene sottolineato durante la presentazione della direttrice Vladimir Luxuria, che anticipa con entusiasmo la sua presenza anche per il prossimo anno, rassicurando pubblico e addetti ai lavori sulla continuità di un progetto ormai consolidato.

Grande partecipazione già dall’aperitivo d’apertura alla Mole Antonelliana, simbolo della città e casa del festival, dove viene subito spiegato il tema di questa edizione: “Chi guarda chi? / Who is watching who?”. Un claim diretto, riflessivo e incredibilmente provocatorio, capace di orientare fin da subito lo sguardo del pubblico.

Aperitivo d’apertura del Lovers 2026

Luxuria sceglie di iniziare dalla parte più istituzionale, dedicando spazio ai ringraziamenti e chiamando sul palco alcuni degli enti che hanno reso possibile anche questa edizione, confermando la crescita costante del festival. Tra questi anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che sottolinea  quanto la città sabauda sia sempre più sensibile e attenta ai temi della parità e dei diritti.

L’incontro con Donatella Finocchiaro, madrina di questa edizione

Il discorso di apertura prosegue con la presentazione dei film in programma e degli ospiti attesi nel corso delle giornate, dal 16 al 21 aprile, per poi lasciare spazio al talk con la madrina di questa edizione, Donatella Finocchiaro. L’attrice viene introdotta con un reel dei suoi lavori che si chiude con una sua battuta diventata subito memorabile: «vado a ficcare», pronunciato con convinzione  strappa subito una risata collettiva. Una battuta perfettamente in linea con lo spirito del festival, che contribuisce a definire fin da subito un tono anche leggero e autoironico.

Il talk tra Vladimir Luxuria e Donatella Finocchiaro

Il dialogo si sposta però rapidamente su temi più profondi. «Nemmeno quest’anno un film queer italiano tra i selezionati: perché non li producono?» domanda Vladimir Luxuria, sollevando una questione nota ma ancora irrisolta. Finocchiaro risponde senza giri di parole, sottolineando come il cinema queer in Italia fatichi a trovare spazio e finanziamenti, riflettendo una difficoltà più ampia del sistema produttivo nazionale. «Non è solo il cinema queer a subire questa sorte. In generale, sembra che in Italia il cinema non vogliano più farcelo fare: sempre meno spazio all’arte e sempre più spazio ai ladri», aggiunge l’attrice.

Ripercorrendo la sua carriera, il confronto arriva poi a “L’amore che ho“, presentato proprio a Torino durante il TFF. Il film, evocato anche attraverso alcune note di “Mi votu e mi rivotu”, racconta la vita di Rosa Balistreri, interpretata nella sua fase adulta proprio da Finocchiaro, intrecciando memoria, identità e racconto femminile.

Musica ed emozione: il festival come spazio di ascolto

La musica è da sempre una componente fondamentale del Lovers Film Festival. Presente già all’inaugurazione alla Mole Antonelliana e poi anche in sala, il soprano Federico Fiorio ha emozionato il pubblico con “Lascia ch’io pianga”, celebre aria tratta dal Rinaldo di Georg Friedrich Händel, resa popolare anche al grande pubblico grazie al film Farinelli.

Una sala gremita e un segnale forte per i diritti

Dopo l’aperitivo, anche la sala del cinema Massimo si è riempita completamente. Un dato tutt’altro che scontato, che conferma quanto il Lovers Film Festival rappresenti oggi un presidio culturale fondamentale, non solo per la città ma per l’intero panorama nazionale.

Non a caso, Vladimir Luxuria ha ricordato come Torino ospiterà l’Europride nel 2027: un traguardo significativo che rafforza il ruolo della città come punto di riferimento nella lotta per i diritti.

“Chi guarda chi”: i primi racconti tra intelligenza artificiale e desiderio

Questa 41ª edizione, ricca di ospiti – tra cui Leo Gassmann e Nicola Savino – si apre con due progetti che incarnano pienamente il tema scelto.

Il primo è un cortometraggio realizzato interamente con l’intelligenza artificiale, che racconta il disagio di un bambino mentre acquista una rivista per adulti, percependo su di sé lo sguardo e il giudizio degli altri. Un racconto breve ma efficace, che restituisce una sensazione universale: quella di sentirsi osservati.

A seguire, il film d’apertura Maspalomas, firmato da Aitor Arregi e José Mari Goenaga (presente in sala) affronta con delicatezza il tema del desiderio nella terza età. Il protagonista, un uomo avanti con gli anni, si confronta con una vitalità ancora presente, entrando in conflitto con il tempo che passa.

Il Lovers Film Festival si conferma così, ancora una volta, molto più di una semplice rassegna cinematografica. È uno spazio necessario, in cui lo sguardo non è mai neutro, ma diventa strumento di consapevolezza, identità e libertà.

E in fondo, la domanda resta sospesa tra le immagini e il pubblico: chi guarda davvero chi?

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