Bolzano Film Festival

‘Pilije’: la responsabilità della armi

Una fervente tradizione di produzione d’armeria deve fare i conti con il proprio posto nella contemporaneità

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Pilije non parla di armi in senso stretto ma delle mani che le costruiscono. Della vita delle persone che le compongono, pezzo dopo pezzo. Direttamente da Bolzano Film Festival, questa chicca di Samira Fux ci prende per mano e ci porta a Ferlach. Situata lungo il fiume Drava, questa piccola cittadina è nota per la sua longeva tradizione di produzione di fucili.

Se però i fucili, nel secolo breve, sono riusciti ad avere, ahimé, un ruolo centrale, oggigiorno (non) trovano difficile locazione geografico/esistenziale. Il documentarista ci presenta diverse interviste agli abitanti del luogo: tra autobiografismo e memoria collettiva, il dolore e la speranza sembrano alimentare tutte le vicende.

Dagli atroci ricordi del secondo conflitto mondiale, sino ad oggi, alle speranze che questo artigianato possa dare valore estetico ad oggetti quali difatto sono i fucili, ricordando così la loro defunta funzione. Oramai divenuti oggetti funebri di enorme valore ornamentale.

Gli abitanti di Ferlach, come si vede, passano il tempo tra il canto folkloristico e la produzione di armi propria, svolta quasi totalmente nelle proprie abitazioni. Una linea di cambiamento che porta i fucili ad essere riconsiderati, senza però farci dimenticare che ogni singolo centimento di quel fucile è stato creato per una determinata funzione. Se Čechov aveva ragione sulle pistole, più di tanto però, la funzione estetica rimane un mero ornamento essa stessa.

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