Irish Film Festa
‘Irish Film Festa 2026’: conclusa la 17a edizione alla Casa del Cinema
Con l’Irish Flm Festa 2026, il meglio della cinematografia dell’isola di smeraldo alla Casa del Cinema di Roma
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2 settimane agoon
L’Irish Film Festa ha doppiato il suo 17° anniversario, un traguardo meritatissimo, per il grande lavoro portato avanti in questi anni dalla ideatrice e direttrice del Festival, Susanna Pellis, e dalla sua squadra, fortemente motivate a promuovere la cinematografia irlandese d’autore, spesso indipendente, quasi sempre difficile da vedere nelle distribuzioni standard, salvo rare eccezioni.
Come di consueto l’appuntamento con l’Irish Film Festa 2026 ha visto accorrere alla Casa del Cinema (quest’anno dal 25 al 29 marzo) spettatori affezionati e cinefili appassionati, con la certezza che nessuno di loro resterà deluso data l’alta qualità delle opere scelte ogni anno per la selezione, tutte rigorosamente proiettate in lingua originale (irlandese o gaelico) con sottotitoli in Italiano.
In totale sono state selezionate e proiettate, a titolo gratuito – con una formula vincente di prenotazione del posto con possibili donazioni, anche piccole, per chi intende sostenere il Festival – 25 opere, tra lungometraggi di finzione, documentari e cortometraggi, di cui almeno 20 titoli in anteprima italiana assoluta. Sono stati ospiti dall’Irlanda oltre 20 fra registi e attori protagonisti, che hanno dialogato con il pubblico al termine delle proiezioni.
«Un’annata decisamente prolifica per il cinema irlandese, con un gran numero di film prodotti – ha spiegato Susanna Pellis, direttrice di Irish Film Festa – questo ha reso il nostro compito più semplice e al tempo stesso più complesso, per il piacere di poter scegliere fra tante proposte e il dispiacere di dover rinunciare a qualcosa. Il programma di questa edizione ha assecondato la direzione in cui sta andando la cinematografia dell’isola, con l’aumento (finalmente!) dei film in lingua gaelica e quello esponenziale dei documentari. Un evento davvero speciale è stata la masterclass sul lavoro di animazione di Cartoon Saloon, con Giovanna Ferrari, artista italiana che lavora da anni per il pluripremiato studio di Kilkenny».
Fin dalla sua nascita l’Irish Film Festa propone al pubblico italiano titoli che altrimenti non sarebbe possibile apprezzare nel nostro Paese, in particolare le più interessanti produzioni presentate nei festival cinematografici irlandesi, una realtà che sta vivendo un momento di crescita straordinaria.
Irish Film Festa è prodotto dall’Associazione culturale Archimedia e realizzato in collaborazione con il programma International di IFI – Irish Film Institute, col sostegno di Culture Ireland e Screen Ireland, col patrocinio dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia. Sponsor Intesa Sanpaolo. Mediapartner Film Tv.
‘Christy’: la speranza di una comunità unita
Senso di comunità e speranza hanno caratterizzato il bel film di apertura del Festival, Christy, considerato il film dell’anno in Irlanda (anche per i tanti premi vinti, fra cui il Miglior Film IFTA – Irish Film & Television Academy 2026), proiettato alla presenza del giovane regista Brendan Canty, intervenuto prima e dopo la proiezione del suo film, che ha già fatto un lungo cammino fra i Festival internazionali: Brendan ha dialogato con il pubblico, raccontando con grande generosità e partecipazione, anche grazie alle domande ‘mirate’ di Susanna Pellis, l’origine e l’evoluzione del film stesso.
Intenso e di forte impatto, il film di apertura del Festival è infatti la storia del diciassettenne Christy, che viene allontanato dalla famiglia affidataria (la madre muore quando lui è piccolo in circostanze che saranno poi svelate nel corso del film) e si trasferisce dal fratello Shane a Cork, dove è seguito dai Servizi Sociali in quanto ancora minorenne.
“Avevo già fatto un corto sui ragazzi di questa zona periferica vicino a Cork – ha raccontato il regista – e così, nel 2019, ho conosciuto tanti di questi ragazzi e, con il mio team, abbiamo creato un rapporto con loro ed è nato il progetto del film. Ci ha fatto molto effetto vedere che erano ragazzi che si sentivano, in un certo senso, senza speranza perché temevano veramente di appartenere ad una classe sociale che dava loro poche opportunità, e pensavano già di avere una vita avviata alla violenza o alla delinquenza. Io ricordo che da bambino andavo in questa zona soltanto per giocare a calcio e a volte ero terrorizzato perché si sapeva che era una zona difficile e un po’ pericolosa. In realtà è una zona sicuramente dove ci sono problemi, con molte famiglie povere, però ci sono anche tanti ragazzi come gli altri, molto creativi e divertenti.”
Per Shane, sposato e padre di un neonato, è una sistemazione temporanea: vorrebbe per Christy una soluzione migliore, un lavoro forse, anche se questo significa separarsi di nuovo. Christy, dal canto suo, fatica a riadattarsi, anche per l’influenza negativa di alcuni parenti reincontrati per caso coinvolti nel giro della droga, che cercano di trascinarlo dalla loro parte, ma qualche persona di buon cuore, coetanei ed adulti, gli starà vicino e gli darà una mano. Dopo anni di lontananza, i fratelli faranno i conti con un passato turbolento e decideranno cosa fare del loro futuro. Il cuore del film sta nel senso di appartenenza ad una comunità unita ed alla speranza, da ricercare sempre nelle vere amicizie e nella solidarietà fra persone.
“Non volevo raccontare una storia che fosse disperata e triste soltanto perché parla di un ragazzo che ha girato per famiglie affidatarie – conclude Brendan – non sarebbe stato giusto perché effettivamente nella realtà c’è anche tanta speranza legata ai rapporti umani, molti di questi ragazzi fanno ‘rap’ e sono abituati a esibirsi e, anche se non sono professionisti, si conoscono fra loro e sul set è stato come girare con una grande famiglia”.
‘Aontas’: thriller sociale al femminile
Altro film di grande profondità presente all’IFF, già selezionato al Galway Film Fleadh nel 2025 e in altri Festival (tra i quali il Manchester Film Festival e il Dublin International Film Festival), è Aontas (Union), del regista Damian McCann, la storia di tre donne che decidono di rapinare una cooperativa di credito in una zona rurale del Nord Irlanda, ma in realtà, nei tanti livelli di cui si compone, l’opera esplora soprattutto le motivazioni, personali e collettive, che conducono queste donne a commettere il reato, oltre ad indagare i legami fra loro e con il proprio territorio.
Il titolo Aontas, significa in gaelico Unione o Sindacato (la credit union è proprio l’ente che viene scelto per la rapina). Il film è recitato in gaelico e si apre dopo il fallimento dell’operazione, procedendo in senso cronologico a ritroso, un genere denominato con l’espressione di ‘puzzle cinematografico’.
Il colpo mal riuscito si trasforma nel ritratto di donne dal passato difficile, a partire dalla leader del gruppo, che si rivela una donna dura, misteriosa, in realtà soprattutto una persona profondamente ferita. In quest’opera trovano spazio diversi temi: appartenenza alla comunità, speculazione finanziaria, violenza sulle donne (una delle tre ladre improvvisate subisce pesanti maltrattamenti da parte del marito), relazioni familiari e solidarietà femminile.
A dialogare col pubblico del Festival sono intervenuti Bríd Brennan e Seán T Ó Meallaigh, molto conosciuti in Irlanda, tra i protagonisti dell’accattivante “thriller sociale” al femminile, che lascia il segno anche per la tensione costante, l’ambientazione rurale, i legami tra le protagoniste e le conseguenze delle loro scelte, oltre che per il tema del territorio rurale da difendere.
Il regista del film, Damian McCann, risiede a Belfast e da quasi vent’anni realizza documentari in gaelico irlandese: il più recente è Iarsmaí (Remnants, 2024), sulle istituzioni irlandesi alle prese con la decolonizzazione delle collezioni storiche acquisite durante il periodo coloniale britannico. Il suo primo lungometraggio di finzione, Doineann (Hurricane, 2021), ha vinto un Royal Television Society Award. Aontas (Union), presentato in anteprima al Galway Film Fleadh nel 2025, è il suo secondo film.
Altre opere: cortometraggi, documentari e grandi classici
Tra gli altri titoli in programma: Saipan, il film di Lisa Barros D’Sa e Glenn Leyburn, la vera storia dell’incredibile scontro fra il capitano-star della nazionale di calcio Roy Keane e l’allenatore Mick McCarthy, che prima del Mondiale 2002 divise la squadra e l’Irlanda intera, e We Only Want the Earth – The Life and Ideas of James Connolly, di Alan Gilsenansu, dedicato a James Connolly, una delle più iconiche figure della lotta per l’indipendenza irlandese: socialista, sindacalista, protagonista della Rivolta del 1916.
I cortometraggi in concorso sono stati 15, tra questi da segnalare: Éiru di Giovanna Ferrari, che lavora da anni nel celebre studio Cartoon Saloon, da cui sono nati i capolavori Song of the Sea e WolfWalkers. Fra gli eventi collaterali, infatti, la Ferrari ha condotto anche una importante masterclass sul lavoro di animazione.
Infine un film classico dell’edizione, da vedere o rivedere, Michael Collins, del pluripremiato regista Neil Jordan, in occasione del trentennale dall’uscita, che tratta la storia politica e di vita di uno dei leader storici della lotta irlandese per la libertà.
Tra gli oltre 20 ospiti dall’Irlanda: il regista di Christy, Brendan Canty, e Alan Gilsenan, autore del documentario su James Connolly. Presenti anche Nick Kelly e Seàn Millar, protagonisti del documentario The Song Cycle, in cui alcuni veterani del rock devono esibirsi al famoso festival di Glastonbury e Kelly decide di andarci in bicicletta da Dublino, chitarra e attrezzature “in spalla”: per dimostrare che al tempo della crisi climatica si può fare una tournée senza inquinare.
Le Opere presentate all’Irish Film Festa 2026
Lungometraggi finzione
AONTAS / UNION di Damian McCann (Irlanda, Irlanda del Nord 2025)
Tre ladre improvvisate decidono di rapinare una cooperativa di credito in una zona rurale del Nord Irlanda. Il film si apre dopo il fallimento dell’operazione e procede in senso cronologico inverso: il colpo mal riuscito si trasforma nel ritratto di una donna ostinata e profondamente ferita. Un “thriller sociale” in cui trovano spazio diversi temi: appartenenza alla comunità, speculazione finanziaria, violenza sulle donne, relazioni famigliari e solidarietà femminile.
CRAZY LOVE di Jason Byrne, Kevin Treacy (Irlanda, 2025)
Durante la degenza in un ospedale psichiatrico Clayton, affetto da disturbo bipolare, si innamora di Anna, schizofrenica. La sua dottoressa ritiene che la relazione lo aiuti ma il medico di Anna la combatte. Clayton dovrà scegliere tra fingersi più pazzo di quel che è, e restare in ospedale, o fuggire con Anna.
Un racconto onirico e coinvolgente che riflette anche sul ruolo della psichiatria: cura o oppressione delle diversità?
CHRISTY di Brendan Canty (Irlanda, Gran Bretagna 2025)
Il diciassettenne Christy, allontanato dalla sua famiglia affidataria, si è trasferito dal fratello Shane a Cork. Per Shane è una sistemazione temporanea: vuole di meglio per Christy, anche se significa separarsi di nuovo. Dopo anni di lontananza, i fratelli devono fare i conti con un passato turbolento e decidere il loro futuro.
Film dell’anno in Irlanda, ha riscosso uno straordinario successo di critica e pubblico.
Miglior Film IFTA – Irish Film & Television Academy 2026
SAIPAN di Lisa Barros D’Sa e Glenn Leyburn (Irlanda, Irlanda del Nord, Gran Bretagna 2025)
La storia vera dell’esplosivo e celebre scontro fra il capitano star della nazionale di calcio irlandese Roy Keane e l’allenatore Mick McCarthy, prima del Mondiale 2002. Una faida fra due opposte personalità, scoppiata sull’isola di Saipan nelle Marianne, che coinvolse la squadra ma anche tutta la nazione.
Una rivalità a tratti drammatica e a tratti comica, capace di catturare l’attenzione internazionale.
MICHAEL COLLINS di Neil Jordan (Irlanda, Gran Bretagna, USA 1996) – Irish Classic
Dublino 1916: gli insorti della rivolta di Pasqua sono costretti alla resa, fra loro Michael Collins, Harry Boland ed Eamon De Valera. De Valera viene imprigionato ma Collins e Boland vengono rilasciati e Collins divienta leader degli indipendentisti. Costretto a scegliere sotto ricatto tra le opzioni che la Gran Bretagna offre per il futuro irlandese, prenderà una decisione che lo porterà a combattere i suoi stessi compagni.
Documentari
A QUIET LOVE di Garry Keane (Irlanda, Gran Bretagna 2025)
Primo film in lingua dei segni irlandese, è un ritratto intimo e toccante di tre coppie: un cattolico e una protestante, il cui amore è nato negli anni del conflitto al Nord; due donne LGBT+ con una figlia sorda e una udente; un pugile sordo e la sua compagna udente di fronte a una decisione che cambia la vita. Realizzato da una troupe mista di sordi e udenti, è un inno alla vita e dimostra che, per ascoltarsi davvero, sentire non è così necessario.
BEO FAOIN BHFÓD / BURIED ALIVE di Daire Collins (Irlanda, 2025)
Nel 1968, a Londra, l’irlandese Mick Meaney fu sepolto due metri sotto terra in una bara. Centinaia di giornalisti e curiosi accorsero per assistere alla sepoltura ma non era morto: di provenienza umile, emigrato per lavorare e alla ricerca di un riscatto sociale, voleva entrare nel Guinness dei primati per la permanenza sottoterra da vivo.
Con materiali d’archivio inediti, animazioni e interviste a testimoni, la storia di Meaney prende vita attraverso gli occhi dell’amata figlia.
THE SONG CYCLE di Nick Kelly (Irlanda, 2025)
Il musicista rock veterano Nick Kelly parte in bicicletta da Dublino per raggiungere il festival di Glastonbury, in Inghilterra, dove deve esibirsi. Trasporta chitarra e attrezzi sulla bici e suona nei pub lungo il percorso, con lo storico partner Seán Millar che lo segue in pullman. Vuole dimostrare che, al tempo della crisi climatica, si può fare una tournée senza inquinare. Un film che diverte, commuove e fa riflettere, con interviste a testimoni ed esperti ambientali.
WE ONLY WANT THE EARTH – The Life and Ideas of James Connolly di Alan Gilsenan (Irlanda, 2025)
Figura iconica della storia irlandese, James Connolly fu persona importante nel panorama del socialismo, del repubblicanesimo irlandese e del sindacalismo. Il regista colloca le sue idee radicali e i suoi successi politici nel contesto politico internazionale e documenta il suo ruolo nella Rivolta di Pasqua del 1916.
Il film si basa sugli scritti di Connolly, sulle riflessioni di commentatori, storici, attivisti sindacali e su performance di musicisti e artisti.
Tutti i cortometraggi in concorso si trovano alla pagina: www.irishfilmfesta.org/2026/02/27/irish-film-festa-2026-i-cortometraggi-in-concorso.