DreamWorks prova a cambiare pelle, e forse anche anima, con Forgotten Island, il nuovo film animato appena svelato dal trailer ufficiale. Un progetto che arriva dalla stessa squadra creativa di Puss in Boots: The Last Wish e che promette di spostare l’asse dello studio verso territori più emotivi, identitari e, sorprendentemente, malinconici.
Il film segue due amiche cresciute insieme nelle Filippine degli anni ’90, Jo e Raissa, sul punto di separarsi quando la vita le chiama altrove. Poi arriva la deviazione fantastica: un’isola misteriosa, Nakali, dove la memoria si sgretola e il prezzo per tornare a casa è dimenticare chi si è amato.
Un’idea narrativa che, sotto la patina colorata dell’animazione, nasconde un nucleo tematico tutt’altro che infantile: la perdita, il tempo, la paura di diventare estranei. Non è un caso che il progetto sia stato concepito anche come riflessione autobiografica sul legame tra i due registi, Joel Crawford e Januel Mercado.
Un film DreamWorks che guarda finalmente altrove
C’è un elemento che rende Forgotten Island qualcosa di più di “un altro titolo DreamWorks”: è il primo grande tentativo dello studio di abbracciare apertamente…qualcosa; in questo caso la cultura filippina, tra mitologia, paesaggi e immaginario visivo.
E si vede. Il trailer mescola creature folkloriche, colori saturi e una regia che spinge ancora oltre quel linguaggio ibrido tra 2D e CG già sperimentato in il tanto apprezzato Il gatto con gli stivali 2. Il risultato è un’animazione più libera, quasi contaminata dall’anime, che prova a uscire dal recinto estetico classico della casa di DreamWorks Animation.
Il cast vocale e la nuova identità dello studio
A guidare il film ci sono H.E.R. e Liza Soberano, affiancate da un cast che include Dave Franco, Jenny Slate e Lea Salonga.
Ma qui non si parla solo di nomi. Più rappresentazione, più radicamento culturale, meno universalismo generico da blockbuster animato.
Un’animazione che rischia (e forse cresce)
La vera domanda, dopo il trailer, è una sola: DreamWorks sta davvero cambiando o è solo un fiammifero?
Forgotten Island sembra suggerire di sì. Perché qui sembra esserci qualcosa di più della solita avventura, bensì un’idea precisa: raccontare la fine delle cose, la fragilità dei legami, il passaggio all’età adulta. Temi che Pixar ha colonizzato per anni e che ora DreamWorks prova a reinterpretare con una propria voce.
Se manterrà queste promesse, il film; in arrivo nelle sale il 25 settembre 2026, potrebbe essere qualcosa di più di un semplice titolo di stagione: potrebbe essere il tentativo (riuscito o meno, lo dirà il box office) di ridefinire l’identità stessa dello studio.
E, per una volta, non sarebbe poco.