Sofia Coppola ha deciso di cancellare il suo nuovo film con Kirsten Dunst, interrompendo una delle collaborazioni più iconiche del cinema contemporaneo. La notizia arriva direttamente dalla regista, che in un’intervista rilasciata a Elle ha spiegato le ragioni dietro la scelta.
“Troppo triste per questi tempi”: le parole di Sofia Coppola
Sofia Coppola ha dichiarato di aver accantonato il progetto perché la storia risultava “troppo triste” per il momento storico attuale, definito dalla stessa regista come un periodo di “tempi bui”.
La regista ha sottolineato la volontà di orientarsi verso narrazioni capaci di offrire “speranza e bellezza”, senza però cadere nella superficialità, mantenendo uno sguardo autoriale e riflessivo.
Il film cancellato: cosa sappiamo sul progetto
Il film, mai entrato in produzione, sarebbe stato un costume drama ambientato negli Stati Uniti e incentrato su una figura storica poco conosciuta.
Le riprese erano previste per il 2026, ma il progetto è stato definitivamente bloccato prima dell’avvio. La stessa Kirsten Dunst aveva anticipato alcuni dettagli nell’agosto scorso durante un’intervista a Town & Country, confermando che la sceneggiatura era stata scritta appositamente da Sofia Coppola per lei.
Una collaborazione storica
Il film avrebbe segnato una nuova collaborazione tra Coppola e Dunst, un sodalizio artistico iniziato con Il giardino delle vergini suicide e proseguito con Marie Antoinette e L’inganno.
Tre titoli che hanno contribuito a definire l’estetica e la poetica della regista, spesso incentrata su figure femminili complesse e malinconiche.

I prossimi progetti di Sofia Coppola e Kirsten Dunst
Dopo il successo di Priscilla (su NOW) e del documentario Marc by Sofia, Coppola non ha ancora annunciato ufficialmente il suo prossimo lavoro.
Per quanto riguarda Kirsten Dunst, l’attrice è attesa nel sequel di Un film Minecraft, uno dei progetti più anticipati nel panorama mainstream.
Un cambio di rotta creativo
La decisione di Sofia Coppola riflette un cambiamento nella sua sensibilità narrativa. Meno spazio a storie cupe e più attenzione a contenuti capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo in modo empatico.
Una scelta che potrebbe aprire la strada a un nuovo capitolo nella filmografia della regista, all’insegna di un equilibrio tra estetica, introspezione e speranza.