Korea Film Festival

‘Sumbisori’ le haenyo di Jeju a Firenze

Un omaggio all’isola di Jeju e alla tradizione delle Haenyo

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In programma giovedì 24 marzo al Cinema La Compagnia per il Florence Korea Film Fest, l’opera di esordio di Lee Eun-jung, Sumbisori, è interpretata da Lee Sun-bin (The uncanny counter), Seo Young-hee e Kim Ja-young che ha esordito al festival di Jeonju l’anno scorso.

Sumbisori si sviluppa come un dramma familiare che si sporge verso il coming of age. La protagonista, Hae-jin (Lee Sun-bin), è una ventenne che torna al paese di origine dopo aver fallito il sogno coreano per eccellenza (il concorso pubblico) ed essere anche stata truffata ingenuamente nella grande capitale Seoul. Nel tentativo di nascondere la verità sia a se stessa che agli altri, si riavvicina alla tradizione della propria famiglia dove nonna e madre sono Haenyo professioniste (pescatrici in apnea) e con il loro lavoro hanno permesso a lei di fare scelte diverse.

Lee Sun-bin in ‘Sumbisori’, (c) INDIESTORY – immagini stampa da Florence Korea Film Fest

Sorellanza e relazioni

Il film ha un tono moderato: i litigi non sono mai troppo feroci e tutte le reazioni si contengono nel tentativo di non essere eccessive per l’altro. Ma quel fascinoso mondo della pesca subacquea tradizionale dell’isola di Jeju, l’isola più a sud del territorio peninsulare che conserva ancora molti dei propri costumi, esercita ancora una volta un magnetismo inconfondibile e unico. Lee riporta qua e là un po’ dei canti popolari e lascia risuonare quel sibilo a cui lo stesso titolo si riferisce: il sumbisori 숨비소리, il suono tipico delle haenyo che espirano controllate dopo l’immersione e regolano così la pressione dopo la risalita e l’apporto di ossigeno. Inoltre, confermano alle compagne che si immergono con loro che stanno bene.

Questo fischio è anche al centro del cameratismo, della sorellanza portante la storia e le relazioni descritte nel film. Le donne e colleghe haenyo, che tra di loro si chiamano curiosamente “zio”, sono una famiglia allargata. In quel micromondo sociale, l’intensità del legame madre-figlia è un altro dei punti focali di questo film placido, che omaggia il mare oltre che la tradizione.

‘Sumbisori’, (c) INDIESTORY – immagini stampa da Florence Korea Film Fest

Ciò che rimane di più caro, di cui si apprezza l’onestà e il rispetto, è l’affezione con cui si parla dell’isola, che splende sopra a Seoul. La città, a lungo vista come la chimera a cui ambire, qui non ha più la stessa forza attrattiva: come confiderà Hae-jin a sua madre, la muta è più confortevole dell’abito tanto quanto lo sono le infradito rispetto ai tacchi alti.

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