Korea Film Festival

‘Across the ocean’: un film ghibliano in carne e ossa

Un’opera iperrealistica che dialoga con la fantasia

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Dapprincipio, i contenuti del manifesto della ventiquattresima edizione promettevano che, in questo 2026, il Florence Korea Film Festival avrebbe risposto alla necessità di uno sguardo sulla Corea contemporanea da parte della Corea stessa e Across the ocean, la seconda opera in lizza per il Short Film Award, pare confermare il trend.

Across the ocean è inserito nella programmazione della sezione Corto, corti! dedicata alle pellicole di durata inferiore ai 30 minuti: una parte del festival apertasi con il cortometraggio #1-1 Guard post e che vuole mettere in evidenza l’importanza di osservare le brevi opere dei nuovi autori coreani, per capire quale futuro attende l’offerta cinematografica di una nazione la cui attrattività è in rapida ascesa.

La drammatica realtà si tinge di fantasy

Sono bastate le proiezioni dei primi due cortometraggi del Florence Korea Film Festival 2026 affinché il tema delle tensioni politiche e, nello specifico, militari, rivelasse la propria trasversalità. Across the ocean, infatti, racconta la nascita di una tenera amicizia tra un giovane della Corea del Nord e un anziano pescatore che lo ospita in casa sua, avendolo ritrovato sulla costa sudcoreana a seguito di un naufragio. Il regista Lee Ji-Hyeong, cineasta d’esperienza con diversi film all’attivo, si trova a dirigere due interpreti principali d’eccezione: il veterano Ki Joo-Bong (Mr. vendetta, Save the green planet) nei panni del pescatore e l’astro nascente Yim Seung-Min (Past lives) in quelli del naufrago.

Come #1-1 Guard post, la pellicola intende trattare un argomento attuale e complesso come il conflitto tra le due Coree per mezzo di una lente narrativa che lo renda più digeribile per un pubblico eterogeneo. Nel caso di Across the ocean, questo espediente è rappresentato dalla poesia visiva e stilistica che attornia il delicato rapporto tra il pescatore e il giovane, con tanto di sequenze oniriche che descrivono il turbolento stato d’animo di quest’ultimo. Quando il personaggio interpretato da Yim Seung-Min parla di fuggire dalla propria terra a bordo di un missile nordcoreano, sembra di assistere a un film di Hayao Miyazaki in carne e ossa, dove anche un’arma di distruzione nasconde un lato magico e liberatorio se vista con gli occhi della purezza e dell’immaginazione.

Il potere commovente della visionarietà

Fin troppe volte, nelle produzioni odierne, si tende a ignorare quanto l’immaginazione carichi di fascino e di emozione i racconti che vengono proiettati sullo schermo. Risulta dunque rincuorante vedere un promettente regista come Lee Ji-Hyeong che trae ispirazione, seppur indirettamente, da quella fucina di sogni che è lo Studio Ghibli.

A tale riguardo, la Corea del Sud sta dimostrando un’attenzione particolare a questa sottovalutata branca del cinema, grazie a registi che alternano live-action e anime come Yeong SangHo, il quale terrà una masterclass al Florence Korea Film Festival 2026 il 25 Marzo, e a scuole specializzate nell’insegnamento di tecniche antiche e nuove nell’ambito dell’animazione, come la Chungkang Animation School, partner di FKFF da diverse edizioni.

Across the ocean sarà pure un cortometraggio con attori reali e una trama tristemente ancorata ai giorni nostri, ma la qualità evocativa che trasuda da ogni fotogramma rappresenta il suo maggiore punto di forza, conferendogli la possibilità di dare del filo da torcere agli altri lavori in gara per il Short Film Award di quest’anno.

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