Adattamento dell’omonimo romanzo di Deborah Moggach “La ragazza dei tulipani” (Tulip Fever), il film diretto da Justin Chadwick e scritto da Tom Stoppard si svolge ad Amsterdam, nel periodo in cui la compravendita dei tulipani è la nuova corsa all’oro. La frenesia porterà alla prima bolla speculativa della Storia, e in questo momento storico è ambientata la storia di Sofia (Alicia Vikander). Orfana cresciuta presso il convento di Sant’Ursula, Sofia viene scelta da Cornelis (Christoph Waltz) come sua seconda moglie con la speranza che gli possa dare un erede.
La ragazza dei tulipani, una storia travagliata
Negli anni successivi, nonostante l’affetto di Cornelis per la ragazza e i numerosi tentativi, il sospirato erede non arriva. Per celebrare la propria ricchezza e la bellezza della giovane sposa, e forse anche un po’ per consolazione, il mercante decide di far realizzare un ritratto di coppia. Jan van Loos (Dane DeHaan), il pittore a cui viene commissionato il ritratto, resta subito colpito da Sofia e in breve tempo finisce per innamorarsene. Dopo un’iniziale titubanza, Sofia finirà per arrendersi alle sue pulsioni e inizierà una storia di passione con il pittore.
Disposti a tutto per stare insieme, gli amanti decidono di avventurarsi nel redditizio ma instabile mercato dei tulipani. A complicare il tutto è la situazione di Maria (Holliday Grainger), la domestica che scopre di aspettare un bambino dal suo amato (Jack O’Connell), che, dopo aver perso tutto in un rischioso affare per comprare dei tulipani e credendo che Maria ami un altro, si è appena imbarcato per l’Africa.
Le due donne decidono allora di allearsi e aiutarsi a vicenda a sopravvivere a una situazione che lentamente si sta rivelando insostenibile.
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Un fiore proibito
Il tulipano diventa il simbolo di un amore proibito e rischioso, forse anche incerto, tra Sofia e Jan, il cui primo incontro di passione sarà da “imputare” proprio a un mazzo di tulipani gialli. La simbologia ritorna anche nella relazione tra William e Maria, il cui amore è rappresentato dal Vicerè, tulipano bianco striato cremisi, un esemplare più unico che raro, che sarà in parte uno dei motivi della loro lunga separazione.
Un cast quasi perfetto
Per quanto riguarda il cast non c’è molto da dire, le interpretazioni parlano da sole. Dame Judi Dench, nei panni della badessa, assolve al suo ruolo in modo immacolato, per i pochi minuti che ha sullo schermo. Bravo anche Christoph Waltz, nel ruolo di un mercante affettuoso, ma un po’ goffo nel suo amore verso una donna tanto bella e giovane. La morbida voce narrante appare molto adatta ad accompagnare lo spettatore in questo intreccio, che sembra avere alcuni degli elementi della fiaba, come il lieto fine che conclude la storia, quasi a dispetto delle premesse.
In una pellicola ricca di attori da premio Oscar non tutti, però, sembrano essere al posto giusto. I giovani talenti, per quanto bravi nei loro singoli ruoli, non sembrano avere la chimica necessaria nelle loro interazioni, il che rende, ad esempio, le scene di più bruciante passione tra Sofia e Jan forse un po’ imbarazzanti da guardare.
La città fiorita
Tra una fotografia spettacolare e una riproduzione di una Amsterdam fiamminga talmente realistica da sembrare di esserci, a completare l’ambientazione sono i costumi di Michael O’Connor, dai colletti di pizzo inamidati al meraviglioso abito blu indossato da Alicia Vikander. Il tutto incorniciato dalle musiche di Danny Elfman, perfette per questo dramma storico.
Nell’insieme, nonostante una produzione piuttosto travagliata, il tutto rivela una piacevole pellicola in chiaroscuro. Una storia gradevole, seppur un po’ faticosa, decorata da dettagli meravigliosi e minuziosamente curati.
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