Il successo di Mare Fuori continua a conquistare il pubblico stagione dopo stagione, raccontando storie di crescita, fragilità e seconde possibilità all’interno dell’IPM. Tra i volti che hanno saputo lasciare il segno c’è Tommaso, un personaggio che si distingue per la sua sensibilità, il senso di giustizia e una profonda ferita interiore che guida molte delle sue scelte.
Nella sesta stagione, il suo percorso si arricchisce di nuove sfumature e culmina in un gesto di grande sacrificio, che riapre il tema centrale della serie: quanto pesano il passato, il senso di colpa e il bisogno di redenzione nelle decisioni di un ragazzo.
A interpretarlo è Manuele Velo, che in parte si è ritrovato a specchiarsi nel suo personaggio. In questa intervista il giovane attore ripercorre il ritorno sul set, le responsabilità legate a una serie tanto amata dal pubblico e il legame personale costruito con un personaggio complesso ma profondamente umano.

Il sacrificio di Tommaso
In questa nuova stagione vediamo Tommaso compiere un grande sacrificio per salvare Rosa. Secondo te questo gesto nasce più dall’amore, dal senso di colpa o dal desiderio di redenzione?
Secondo me da tutte e tre le cose insieme perché Tommaso porta dentro questo forte senso di colpa per la morte del fratellino e questo lo ha sempre guidato nelle sue scelte e salvare Rosa è un gesto istintivo che lui compie. Però dentro c’è amore come abbiamo visto in queste ultime 6 puntate e poi c’è il bisogno di dare sfogo a quel senso di colpa che si porta dentro quindi è anche un modo per redimersi e quindi di conseguenza istintivamente agisce.
Il ritorno sul set per la seconda volta
Com’è stato per te tornare sul set in questa nuova stagione? Hai vissuto il ritorno in modo diverso rispetto alla stagione precedente?
Si, assolutamente perché in questa stagione abbiamo avuto anche un cambio della regia, quindi è stato sicuramente diverso e chiaramente poi è la mia seconda esperienza questa stagione quindi l’ho affrontata con consapevolezza e con una maturità diversa. La prima volta l’ho vissuta con tanta emozione e anche un po di timore, mentre adesso conoscendo già l’ambiente l’ho affrontata diversamente.

Quando sei arrivato per la prima volta sul set come ti sei sentito? Soprattuto sapendo che ci sarebbe stato un grande successo mediatico.
È stata un’emozione enorme, perché Mare Fuori è una serie molto amata che seguivo con passione. Entrare a far parte del cast è stato un vero onore e un’opportunità straordinaria, ma allo stesso tempo comportava una grande responsabilità: essere all’altezza delle aspettative del pubblico, soprattutto dopo gli addii dei personaggi precedenti.
Un volto positivo tra storie difficili
Tu interpreti un personaggio positivo a differenza di molti altri. Sono quasi tutti personaggi negativi mentre Tommaso è diverso dagli altri. Mi ricorda tanto Filippo
Si, sono due personaggi differenti nei modi di fare e negli ideali però chiaramente è un personaggio positivo e a me fa molto piacere rappresentare questa faccia della medaglia.

Interpretando Tommaso hai imparato qualcosa anche dal punto di vista personale?
Si tantissime cose. Non so se riesco a rivedermi nelle scelte più estreme di Tommaso però è un personaggio in cui mi ricevo tantissimo quindi so anche di poter imparare. Poi chiaramente girare in un IPM e immedesimarsi ti fa capire che dietro certe storie spesso ci sono situazioni difficili familiari, sociali. Non è mai tutto bianco e nero quindi interpretando delle storie così sicuramente qualcosa ti rimane. Poi chiaramente è una serie romanzata perché la realtà è molto diversa però ti permette di guardare le cose con un occhio differente.
Il set come finestra sulla realtà
Girare una serie ambientata in un IPM ti ha fatto cambiare prospettiva sulla realtà e sulle storie di tanti ragazzi?
Sono situazioni che di norma nella nostra vita non si è abituati a vedere quindi quando vengono raccontate riesci a fartene un’idea differente. Io come dico sempre: noi siamo ciò che viviamo, noi siamo il prodotto del nostro passato quindi se una persona arriva a fare una determinata azione o essere un determinato tipo di persona è perché ha sempre vissuto qualcosa prima che lo ha portato poi ad essere così.

Dal teatro scolastico alla serie cult
Come è nata la tua partecipazione in Mare Fuori? Come sei arrivato a questo ruolo?
Nacque tutto dal fatto che mamma vide un tik tok su questi casting aperti che facevano a fuorigrotta, insistette per farmi andare e io mi feci accompagnare da lei e le dissi “Se non vieni con me io non ci vado” e andai e mi presero.
Tu la guardavi già? Eri fan della serie?
Sì, ero molto fan della serie. All’epoca non studiavo recitazione, facevo teatro tramite progetti scolastici quando ero piccolo e mi divertivo tantissimo. Poi feci dei casting aperti per la serie L’amica geniale, mi presero, però poi arrivò il Covid e saltò tutto. Quello fu l’unico provino che feci, e per sei anni dopo non partecipai più a nessun altro provino, non ho mai fatto più niente. Abbandonai questo mondo perché dovevo scegliere il liceo e quale vita intraprendere.
Sono sempre stato fan malato del cinema, e questa è probabilmente la mia scuola, però purtroppo avevo abbandonato tutto. Quando poi successe questa nuova occasione e mia madre insistette perché sapeva quanto mi piacesse, io andai a fare questi provini.

Manuele Velo e Maria Esposito
C’è qualche lato del carattere di Tommaso che senti vicino a te?
Sì, mi ritrovo molto nella sua determinazione, perché è una persona che, quando tiene a qualcuno, come abbiamo visto, farebbe di tutto per proteggerlo. Inoltre, lui è una persona molto giusta – mi piace definirlo un giustiziere – perché vuole fare del bene e che le cose siano giuste, anche se non ne trae vantaggio. Questo è un lato molto umano nel quale mi ci rivedo tantissimo.

Uno sguardo al futuro
Guardando al futuro, che tipo progetti ti piacerebbe affrontare come attore?
Io ho fatto altri due progetti: uno lo sto facendo attualmente e un altro l’ho concluso prima di quest’anno, interpretando personaggi differenti, e questa cosa mi fa molto piacere perché mi permette di navigare in diversi rami, dato che i personaggi possono essere tanto simili quanto diversi. Quindi a me piacerebbe tanto interpretare personaggi il più contorti possibile, perché mi piace sottopormi a una sorta di sfida. Tutto ciò che può essere differente da me mi divertirebbe.
Poi sono stato fortunato perché ho ricevuto un ruolo come quello di Tommaso, che mi ha permesso sin da subito di interpretare qualcosa di difficile: dovevo raccontare un ragazzo che ha perso il fratellino, che era solo, distrutto e disperato, e non è una cosa facile. Questo mi ha permesso soprattutto di imparare e di valorizzarmi anche.