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‘They Come Out of Margo’: il processo artistico come gesto di autogenerazione

Un film sperimentale

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La sezione LP Feature della dodicesima edizione di SeeYouSound ospita They Come Out of Margo, la nuova opera sperimentale e visionaria di Alexander Voulgaris, artista poliedrico e vivacemente attivo in ambito musicale e cinematografico.

La pellicola è una sorta di emanazione dell’album pubblicato con lo pseudonimo The Boy ed è certamente di difficile catalogazione, come ribadito al termine della proiezione dalla musicista Miss Trichromi, coautrice delle musiche e storica collaboratrice del regista.

They Come Out of Margo è innanzitutto una creazione viscerale, sorretta da un linguaggio visivo concitato e claustrofobico che è tutt’uno con musica, sceneggiatura e psicologia dei personaggi.

Margo (Sofia Kokkali) è una musicista di successo ormai relegata tra le mura di casa, prigioniera di vuoto creativo e fantasmi del passato. Da sette anni manca dalle scene e non produce alcunché. Vive con Rhea, una sorta di assistente sociale che tiene a bada le sue turbe e a cui la lega un rapporto intimo e profondo.

Il suo talento multiforme è schiacciato dalle ombre famigliari, prima fra tutte l’omicidio della sorella Margaret, uccisa ai tempi della sua nascita e mai più rinvenuta. La scomparsa dei genitori fa da sfondo a questo dramma irrisolto e costringe Margo ad un presente di immobilità e smarrimento.

Al festeggiamento del suo quarantesimo compleanno si ritrovano a casa di Margo amici e collaboratori; tale occasione mette in scena – in stile figurato – dinamiche e relazioni tra i vari caratteri. Al centro di tutto Margo, fulcro d’azione, forza propulsiva e generatrice che modula la realtà attorno a sé.

Il produttore, la giovane attrice scelta per  impersonare Margo in un biobic, l’autrice dei testi, nonché le cantanti che interpretano i suoi brani danno vita ad una sorta di musical dalle tinte oscure in cui discendono – letteralmente – da Margo, “They Come Out of Margo, appunto.

Ognuno di noi vive attraverso la percezione e il ricordo altrui, in un flusso infinito che sovrappone passato, presente e futuro.

Margo è il grembo materno da cui tutto ha origine e da cui a sua volta fatica ad emanciparsi. E’ colei da cui discendono tutti i personaggi che animano il film, tuttavia è chiusa nel ruolo di eterna figlia.

La figura materna si colora di sfumature contrastanti e, se da un lato accoglie e accudisce, dall’altro limita. La stessa dimensione familiare è riparo, ma al tempo stesso gabbia che inibisce il respiro. Margo è fossilizzata nella sua fragilità, incapace di intonare il “suo” canto. È potente la scena in cui, adulta, è a letto, stretta nell’abbraccio dei genitori.

La protagonista Sofia Kokkali è formidabile nella resa del baratro emotivo che avvolge Margo. Lo sguardo perso e d’un tratto atterrito, il corpo che oscilla tra quiete e spasmo, la spensieratezza quando danza felice con gli amici.

La trama è volutamente confusa e immaginifica e insiste a lungo sul dolore e la pena insiti nel processo creativo, esperienza tormentata e spossante; il turbine emotivo si riflette nel montaggio e i fermi immagine, nei movimenti forsennati della camera che riprende sfocata, negli accostamenti musicali.

They Come Out of Margo è un’opera musicale a tutto tondo, l’incontro tra melodie greche – ode malinconica alla città di Atene – astrattismi contemporanei, tribalismo e disco pop. Tali sovrapposizioni sono a servizio di tematiche complesse che ne fanno una realizzazione ambiziosa e impegnata, che evoca atmosfere horror, se pur in senso metafisico.

Le musiche, scritte appositamente per il film, si articolano in due ambiti.

Da un lato, ci sono le produzioni di Margo come musicista, realizzate dallo stesso regista. Dall’altro quelle di respiro più internazionale, dunque in lingua inglese, ispirate da artiste dalla forte carica emotiva quali Adrianne Lenker o Joni Mitchell, come ha spiegato la stessa Miss Trichromi. L’intreccio di queste sonorità è perfetta e rende bene la dimensione di “wounded mind, disordered minds“, citando Grouper.

Alexander Voulgaris, figura centrale della scena culturale indipendente greca, firma un cinema trasversale e intrigante, dunque lode alla direzione artistica di SeeYouSound 2026 per la selezione.

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