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Anson Boon è la punta di diamante di ‘Good Boy’

Scopriamo il protagonista di Good Boy, premiato alla Festa del Cinema di Roma, tra gavetta e passione.

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  • Immagine in copertina:Anson Boon sul tappeto rosso della Festa del Cinema per la presentazione del film Good Boy ©Fondazione Cinema per Roma/Festa del Cinema di Roma 2025

Protagonista di Good Boy, in sala dal 6 marzo 2026, per cui è stato premiato come miglior attore alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma, Anson Boon è, senza alcun dubbio, tra i giovani attori più sorprendenti degli ultimi tempi. E non si fatica a credere che farà molto parlare di sé. In fondo, quando ogni fibra del tuo corpo appare colma di talento, c’è poco da fare. Prima o poi, troverà il modo di emergere. 

Classe 2005, originario di Peterborough, Anson Boon ha intrapreso presto la strada della recitazione. A 16 anni ha lasciato il college, scegliendo il percorso da autodidatta. Se gli studi si rivelano sempre una parte fondamentale nella carriera di un artista, in questo caso si nota una predisposizione innata, incredibile e disarmante, allo stare davanti la macchina da presa.

Perché Anson Boon è la punta di diamante di Good Boy

La performance con cui si è meritato il riconoscimento della kermesse capitolina sconvolge, emoziona e rimane impressa ben oltre i titoli di coda. Certo, va anche detto che Good Boy di Jan Komasa è molto vicino al poter essere definito un capolavoro. Ma ciò non toglie che Boon, nei panni di Tommy, faccia gran parte del lavoro. Qualsiasi tipo di aspettativa viene superata: la sua bravura sta nel donare credibilità e delicatezza a un personaggio alquanto complicato. Per ottenere un simile effetto, si percepiscono una dedizione smisurata, la voglia di mettersi in gioco e un’apertura che consente di lasciarsi attraversare dalle sfumature dei meccanismi umani. Anche quelli più intimi e sfuggenti. Anche a costo di rimanervi impigliati.

Le ossa se le è fatte sul campo, anzi in scena. E tutte da solo. Con determinazione, ma anche tanta umiltà e consapevolezza, derivanti forse dall’ambiente (totalmente avulso dallo star system) da cui proviene. A 80 e passa anni il nonno mandava ancora avanti la fattoria con le sue stesse mani. La mamma da ragazzina viveva in una stanza singola con tre fratelli e i genitori, prima di essere riallocati in una casa popolare, mentre il papà vende attrezzature per officine. La famiglia ha evidentemente un posto speciale nella vita di Anson, che non manca occasione per ribadirlo e persegue il suo sogno con i piedi ben piantati per terra. La dimostrazione arriva in ogni apparizione pubblica, nel corso di interviste o passerelle che siano. Il tempo e l’attenzione che dedica a chi si trova dinanzi rispondono a un senso di riconoscenza e di rispetto per nulla scontati.

L’osservazione che porta alla trasformazione

Dopo anni trascorsi a studiare video su YouTube, nel tentativo di non fare figuracce ed essere preso sul serio, si è man mano materializzata la straordinaria personalità che oggi incontriamo e scopriamo meglio. Ed è una personalità capace di assorbire ciò che lo circonda e che può essere utile, da buon osservatore quale è – e dovrebbe essere – un attore. A ciò si aggiunge la cura dei dettagli, che lo porta a svestire i panni di Anson e a indossare quelli del personaggio che gli viene proposto, qualunque esso sia. La trasformazione avviene in maniera quasi magica, impercettibile a prima vista, ma disarmante l’attimo dopo.

I ruoli in cui lo abbiamo incontrato sullo schermo – da Pistol a Mobland, passando per Good Boy e The Defeated – ostentano spesso una personalità forte, ambigua, ipnotica nonostante tutto. Probabilmente Boon ama le sfide e, un po’ per scelta un po’ per destino, queste rappresentano buona parte del suo curriculum. Se l’esordio risale a soli 14 anni con un episodio di All at Sea, la serialità lo ha tenuto occupato parecchio da allora, offrendogli anche la possibilità di dividere la scena con attori del calibro di Helen Mirren e Tom Hardy.

I primi progetti cinematografici di Anson Boon

Sul fronte cinematografico, viene diretto niente meno che da Sam Mendes in 1917, ma il vero e proprio trampolino di lancio – almeno nei paesi anglofoni – arriva nel 2022, dopo qualche anno di gavetta, con la miniserie televisiva Pistol, firmata da Danny Boyle e incentrata sull’ascesa del gruppo punk rock Sex Pistols. Qui Boon interpreta il frontman Johnny Rotten, noto per il suo spirito provocatorio e i testi scandalosi: dovendo registrare le scene del concerto dal vivo, ha imparato a suonare e cantare, insieme al resto del cast. L’anno seguente è sul set di Madame Cliquot (presentato anche questo alla Festa del Cinema di Roma) in una piccola parte. Si arriva così al 2025 e ai due titoli con cui, anche in Italia, si è finalmente e fortunatamente fatta la sua conoscenza.

Da Mobland a Good Boy

Disponibile su Paramount+ e già rinnovata per una seconda stagione, la serie Mobland lo vede protagonista nei panni di Eddie, nipote del boss della malavita Conrad Harrigan (interpretato da Pierce Brosnan). Di temperamento irrequieto, ribelle sino al midollo, il suo è il personaggio per cui si innesca una reazione a catena di eventi nefasti e violenti. Man mano che la storia prosegue, nel corso dei 10 episodi, Eddie sembra rosicchiare sempre più spazio, narrativamente ed emotivamente, fino al clou finale, quando la verità farà vacillare anche l’ultimo briciolo del suo fragile equilibrio interiore. La performance di Boon è semplicemente straordinaria, intensa, sorprendente. Circondato di veterani del mestiere, il giovane attore brilla di luce propria e sarà senza dubbio al centro del secondo capitolo, attualmente in lavorazione.

Nel frattempo, in sala da venerdì 6 marzo con Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures, Good Boy è il titolo che lo ha imposto all’attenzione del pubblico italiano e internazionale. Con il Premio Vittorio Gassman alla Festa del Cinema di Roma, Anson ha dimostrato di che pasta è fatto, incarnando un personaggio complesso, pieno di sfaccettature, di vulnerabilità dietro la corazza di “cattivo ragazzo”. Se il percorso del personaggio principale è costellato di tappe fondanti e spesso smisurate, quello del giovane interprete appare molto oculato e decisivo. E lo sta conducendo, passo dopo passo, più vicino a realizzare il suo sogno. Per sua e nostra fortuna.

  • Per saperne di più su Good Boy e sulla performance di Anson Boon, guardate la nostra videointervista al regista Jan Komasa:

*Sono Sabrina, se volete leggere altri miei articoli cliccate qui.

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