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Robert Aramayo trionfa a sorpresa ai BAFTA 2026 con ‘I Swear’

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 27 settembre 2025

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Robert Aramayo

L’inaspettata vittoria di Robert Aramayo come miglior attore protagonista ai BAFTA 2026 per I Swear ha ribaltato gli equilibri della award season. Ecco che un’interpretazione di nicchia si trasforma in uno degli exploit più discussi dell’anno. In una categoria popolata da star consolidate e grandi titoli, il trionfo dell’attore britannico è stato percepito come un vero upset, capace di rimettere in gioco la narrativa attorno alla corsa agli Oscar.

I Swear di Kirk Jones è il biopic sulla vita dello scozzese John Davidson, la cui esistenza è stata segnata e ridefinita dalla sindrome di Tourette. Il personaggio ha trovato nel volto di Aramayo il suo motore emotivo e fisico. È proprio questa performance intensa e mai caricaturale ad aver convinto la giuria dei BAFTA ha premiarlo davanti a nomi che fino a poche ore prima sembravano intoccabili.

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Perché il BAFTA di Robert Aramayo è stato un vero “upset”

L’elemento clamoroso del successo di Aramayo ai BAFTA è il contesto competitivo. In corsa per il premio come miglior attore protagonista c’erano interpreti che guidavano da mesi le previsioni della award season. Interpreti che concorrono anche agli Oscar. In questo scenario, I Swear era spesso considerato un titolo medio-piccolo, forte soprattutto sul piano emotivo ma meno armato in termini di potenza industriale.

La vittoria di Aramayo sovverte questa percezione e rafforza la narrativa dell’“attore rivelazione” che arriva a spodestare i favoriti grazie a una prova tanto rischiosa quanto sincera. Il BAFTA, in questo senso, non è solo un riconoscimento isolato, ma un segnale forte. Il suo John Davidson è considerato come una delle interpretazioni più complete e coraggiose dell’anno, capace di coniugare trasformazione fisica, precisione tecnica e una profonda umanità.

Il peso simbolico di ‘I Swear’ nella stagione dei premi

I Swear porta sullo schermo il percorso di un uomo che, partendo da una diagnosi di Tourette vissuta in un contesto fortemente stigmatizzante, arriva a ridefinire la percezione pubblica di questa condizione. Il film evita la retorica lacrimevole e il sensazionalismo, preferendo un equilibrio tra durezza e calore che valorizza la resilienza del protagonista.

In chiave award season, questo tipo di storia biografica ha spesso un forte appeal, soprattutto quando sostenuta da un’interpretazione così fisica e vulnerabile. Il BAFTA a Aramayo certifica che I Swear è riuscito a imporsi non solo come testimonianza importante, ma anche come cinema di alta qualità.