Il sipario si alza nuovamente sulla 33esima edizione di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, l’appuntamento che dal 1993 trasforma Milano nel cuore pulsante del cinema a regia femminile. Dal 10 al 28 marzo 2026, la città meneghina, insieme agli spin-off di Pavia e Rho, ospiterà ben 79 titoli provenienti da 22 nazioni diverse. La direttrice Patrizia Rappazzo propone un viaggio visivo che attraversa 11 sezioni, mescolando sapientemente i diritti umani con le nuove sfide dell’intelligenza artificiale. In questo contesto, il festival non è solo una rassegna cinematografica, ma un vero osservatorio sulla contemporaneità e sulle reti sociali che connettono l’identità personale al futuro globale. La vocazione internazionale si sposa con un radicamento territoriale profondo, coinvolgendo sale storiche, università e centri culturali. Quest’anno il programma si estende per tre settimane, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva unica tra anteprime mondiali e incontri con autrici di rilievo.
L’innovazione digitale e il debutto della realtà virtuale
La grande novità del 2026 è l’apertura ufficiale del festival verso le nuove frontiere tecnologiche con la nascita di Sguardi Expanded. Questa sezione competitiva, dedicata interamente alle filmmaker che sperimentano con la realtà virtuale, rappresenta l’evoluzione naturale di una manifestazione sempre al passo con i tempi. Grazie alla collaborazione con l’Università di Pavia, il concorso esplora le potenzialità del cinema immersivo attraverso quattro opere d’avanguardia. Parallelamente alle proiezioni, il pubblico potrà visitare la mostra interattiva “Sguardi in Progress”, un percorso che proietta il prezioso archivio storico del festival direttamente nel metaverso. Gli spettatori potranno così consultare locandine e filmati storici tramite il proprio smartphone, vivendo un ponte temporale tra passato e innovazione pura. Questa scelta sottolinea la volontà di non restare ancorati alla tradizione, ma di cavalcare i nuovi linguaggi dei media digitali. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento creativo per indagare la coscienza e la memoria collettiva.
Nuovi talenti e celebrazioni post-olimpiche a Milano
Il futuro della settima arte passa inevitabilmente dallo sguardo dei giovani, ai quali il festival dedica un’ampia sezione focalizzata sulle scuole di formazione d’eccellenza. Quindici cortometraggi nati all’interno di istituzioni come lo IULM e il Centro Sperimentale di Cinematografia mostrano l’urgenza narrativa delle nuove generazioni. Come simbolo di questa spinta verso il domani, l’attrice Letizia Toni vestirà i panni di madrina, portando la sua energia di giovane rivelazione del cinema italiano. Inoltre, con l’eco delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina ancora vibrante in città, la sezione “Donne, Cinema, Sport” assume un valore celebrativo fondamentale. Lo schermo diventa lo spazio ideale per raccontare l’affermazione identitaria e l’inclusione sociale attraverso la potenza espressiva dei corpi atletici. Non mancano poi gli omaggi alle grandi intellettuali del Novecento, come Alice Diop, Grazia Deledda e Liliana Cavani. Questi tributi creano un dialogo costante tra letteratura e visione, confermando Sguardi Altrove come un laboratorio culturale inesauribile.
La sfida dei concorsi e le anteprime internazionali
Il cuore pulsante della kermesse resta però la competizione, con i tre concorsi storici che presentano il meglio della produzione indipendente attuale. La sezione “Nuovi Sguardi” schiera dieci lungometraggi internazionali, tra cui spiccano le attesissime anteprime italiane di pellicole come Happy Birthday e Timestamp. Una giuria di prestigio assegnerà il Premio Cinema Donna 2026 dal valore di 2.000 euro, sottolineando il valore economico e artistico del lavoro delle registe. Parallelamente, il concorso “#FrameItalia” offre uno spaccato profondo sul cinema italiano autoriale, presentando opere in prima mondiale che spaziano dal documentario alla finzione. I cortometraggi della sezione “Sguardi (S)confinati” completano il quadro, dando voce alle registe under 35 provenienti da tutto il mondo, dall’Iran alla Corea del Sud. Questa ricchezza di contenuti permette a ogni spettatore di costruire un percorso personalizzato, seguendo il filo rosso di una narrazione che non smette mai di interrogare il nostro tempo con coraggio.