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Berlinale 2026: tutti i premi della 76ª edizione

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Si è conclusa la 76ª edizione del Berlin International Film Festival, Berlinale 2026, uno degli appuntamenti più importanti del panorama cinematografico mondiale. La cerimonia di premiazione ha celebrato i vincitori delle sezioni ufficiali, suggellando dieci giorni di proiezioni, incontri e dibattiti che hanno animato la capitale tedesca. La Berlin International Film Festival ha presentato quest’anno 278 film provenienti da 80 Paesi, confermandosi crocevia internazionale di sguardi, linguaggi e narrazioni.

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Il discorso della direttrice Tricia Tuttle

Prima dell’annuncio dei premi, la direttrice del festival, Tricia Tuttle, ha rivolto al pubblico un discorso intenso e politico, riflettendo sul clima globale in cui si è svolta questa edizione. “La Berlinale si è svolta in un mondo che appare fragile e frammentato”, ha dichiarato, riconoscendo come molti ospiti siano arrivati portando con sé dolore, rabbia e urgenza per quanto accade al di fuori delle sale cinematografiche. Sentimenti che, ha sottolineato, appartengono pienamente alla comunità del festival.

La direttrice ha inoltre ricordato come il festival sia stato oggetto di critiche pubbliche, in un momento storico in cui le istituzioni culturali diventano inevitabilmente terreno di confronto. “La critica fa parte della democrazia. Così come il disaccordo”, ha affermato, ribadendo il rispetto per le diverse posizioni.

Berlinale 2026: 278 film, 80 Paesi, un unico sguardo sul presente

I film presentati in questa 76ª edizione hanno affrontato temi come violenza, ingiustizia, memoria e sopravvivenza, ma anche arte, amore e amicizia. Opere che condividono una tensione comune: la cura per il mondo e per le persone. Molti autori hanno rischiato molto per raccontare le proprie storie, portando sullo schermo narrazioni urgenti e necessarie. Cinema come testimonianza, come denuncia, come atto poetico. La selezione premiata riflette questa varietà di sguardi e sensibilità, offrendo un panorama che non propone un’unica prospettiva ma invita, con forza o con delicatezza, a “vedere”.

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