Docufilm su Riccardo Cocciante, Il mio nome è Riccardo Cocciante, dedicato alla vita e alla carriera del celebre cantautore e compositore, andrà in onda in prima serata su Rai 1 il 4 marzo e sarà disponibile dal 5 marzo su RaiPlay, nella sezione Documentari.
Prodotto da Daimon Film in collaborazione con Rai Documentari e diretto da Stefano Salvati, il progetto si propone di raccontare in modo intimo e completo il percorso umano e artistico di Cocciante, intrecciando dimensione privata e professionale.
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Un anno speciale tra cinema, teatro e musica dal vivo
L’uscita del docufilm Il mio nome è Riccardo Cocciante coincide con un momento significativo per l’artista, che nel mese del suo ottantesimo compleanno celebra una carriera straordinaria e un nuovo capitolo creativo. Il 2026 segna infatti anche il ritorno sulle scene di Notre Dame de Paris, l’opera popolare più esportata al mondo con musiche firmate dallo stesso Cocciante, prodotta da Clemente Zard e distribuita da Vivo Concerti. In estate, inoltre, il Maestro sarà protagonista di un tour da solista che lo porterà a esibirsi in alcune delle più suggestive location open air italiane.
Il mio nome è Riccardo Cocciante: un racconto in prima persona tra memoria e innovazione
Il docufilm offre uno sguardo approfondito sulle molteplici sfumature di un artista poliedrico. Attraverso un racconto in prima persona, Cocciante ripercorre ricordi, difficoltà, incertezze e traguardi di una vita interamente dedicata alla musica. La narrazione si sviluppa dalla nascita fino ai progetti più recenti, alternando immagini di repertorio e fotografie personali inedite. Per la prima volta, il materiale d’archivio sarà arricchito da elaborazioni grafiche e contenuti generati con l’intelligenza artificiale, utilizzati per valorizzare e rendere ancora più vivido il racconto degli anni giovanili.
Le testimonianze di artisti e collaboratori per Il mio nome è Riccardo Cocciante
A completare il ritratto intervengono colleghi e amici che hanno condiviso parte del percorso artistico di Cocciante. Tra le testimonianze figurano Laura Pausini, Gianna Nannini, Elodie, Achille Lauro, Mogol e Fiorella Mannoia.
Le loro parole contribuiscono a delineare il profilo di un compositore capace di attraversare generazioni e linguaggi musicali, consolidando una carriera internazionale che continua a lasciare il segno.