Rieti International Film Festival

Cane di Mannara, la fedeltà oltre ogni tempo

Published

on


Presentato al Rieti International Film Festival, nella sezione Italia Fiction Under 35, il cortometraggio indipendente Cane di Mannara, di Baldassarre Caradonna, conduce lo spettatore nello strano mondo di Kristian, in un’assolata Sicilia rurale degli anni ’70.

É la storia di un ragazzo che scopre un’inaspettata via di fuga grazie a un vecchio motorino. Diviso tra le origini quasi ancestrali e il richiamo di un mondo nuovo e ignoto, dovrà scegliere cosa e chi diventare. Farà la scelta giusta?

Fedeltà e protezione

Cane di Mannara racconta la vita di due pastori, che vivono una vita isolata e durissima, scandita dai ritmi inarrestabili della natura, del cielo e del gregge.

Ma è anche la storia di un legame antico  e profondo, quello con un cane, quello di Mannara appunto, un’antica razza siciliana che, per secoli, ha protetto le greggi dagli assalti dei lupi e dai mille pericoli. Si tratta di un cane selvaggio, diffidente, solitario, che vive nella mannare, i rifugi dei pastori tra le colline e gli altopiani dell’entroterra, spesso aggressivo, ma sempre fedele al padrone. Fedeltà assoluta, ma anche simbolo di una natura selvaggia che l’uomo ha cercato di addomesticare senza mai riuscirci del tutto.

Proprio come Cristian, uno dei protagonisti irrequieti di questa storia.

Cristian è nato e cresciuto insieme al padre adottivo, Roman, nelle polverose radure siciliane, lontano da ogni tipo di civiltà. La sua vita è fatta di rancori, silenzio, dedizione e fatica, in un mondo selvaggio, dove tutto cambia quando trova un vecchio motorino e decide di entrare per la prima volta in paese. Qui tutto è sconosciuto, diverso dalla sua quotidianità. Ma lui è curioso, vuole esplorare.

In paese, in un vecchio spazio abbandonato, conosce tre coetanei che non sanno mai come passare il tempo: Peppe, Marco e Laura. Sarà la scoperta di una realtà affascinante e intrigante, ma ben lontana dalla sua. Potrà mai varcare la soglia dell’invisibile? Potrà mai far parte di quel mondo? Dove affaccerà quella terrazza? A cosa porterà?

Eppure il cielo, coperto di stelle e di mille luci, sembra così bello…

Un viaggio psicologico

Il cortometraggio indipendente, di circa 18 minuti, realizzato grazie a una raccolta fondi di successo su Indiegogo con il coinvolgimento della comunità della Valle del Belice, oscilla, come dice il regista, tra il dramma psicologico e il cinema di genere, con una forte componente visiva legata alla propria amatissima terra.

L’intento è quello di esplorare il confine tra l’uomo e l’animale, tra la civiltà e l’istinto primordiale. Il contrasto lo si vede e lo si sente nei luoghi, nelle frasi in dialetto siciliano, nelle immagini di sangue spesso crude, nei suoni e sibili del vento, nella polvere.

“Attraverso il silenzio e i paesaggi aspri della nostra terra, cercheremo di raccontare la solitudine e il senso di protezione. In questo cortometraggio vogliamo raccontare il ribaltamento dei ruoli: cosa succede quando l’uomo perde la sua umanità e l’animale diventa l’unico custode di un barlume di pietà?” ha dichiarato il regista.

Un istinto selvaggio, a lungo represso, inizia a prendere forma.

Un gesto brutale romperà l’ordine precario tra uomo e bestia, tra fuga e radici, in uno scontro crudo e senza ritorno tra civiltà e natura.

La squadra

Il corto è stato realizzato da un team esplosivo di giovani professionisti, studenti e appassionati di cinema. Colonna sonora bellissima.

Il regista Baldassare Caradonna è un filmmaker indipendente, classe 2001. Dal 2020, lavora come regista, direttore della fotografia e operatore di camera, curando progetti audiovisivi tra cui spot, cortometraggi e documentari. Ha partecipato al reparto fotografia della serie tv, Hype, in uscita su Rai a settembre 2025, e ha vinto il premio del pubblico al Believe Film Festival 2024 con il suo primo corto, La casa delle scimmie.

Lo sceneggiatore Alessio Caradonna, studente di lettere presso l’Università La Sapienza di Roma e appassionato di cinema, ha sceneggiato il citato corto La casa delle scimmie.

Johnny Russo, classe 2002, è un direttore della fotografia e filmmaker indipendente. Dal 2019, lavora come direttore della fotografia, regista e operatore camera, curando cortometraggi, spot pubblicitari e videoclip.

Il compositore Tancredi Caradonna è un autore, produttore e compositore siciliano, classe 2006, che fonde una scrittura intima e diretta con una grande versatilità sonora, spaziando dal punk-rock all’indie, fino a sonorità new wave con atmosfere cupe e soluzioni ritmiche sperimentali, dando vita a un linguaggio musicale personale e in continua evoluzione.

Exit mobile version