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‘Amici comuni’ intervista con “il quarto incomodo” Luca Vecchi

Film disponibile su Paramount+

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Dal 13 febbraio, quindi il giorno prima della giornata dedicata agli innamorati, quella di San Valentino, è disponibile su Paramount+ Amici comuni, la commedia romantica di Marco Castaldi con quattro protagonisti, tra cui Luca Vecchi.

Amici comuni è la storia di due coppie: da una parte quella interpretata da Raoul Bova Francesca Inaudi e dall’altra quella interpretata da Beatrice ArneraLuca Vecchi.

Al centro del film ci sono quattro personaggi, tre amici e due coppie, messi di fronte alla più misteriosa e universale delle domande: che cos’è l’amore? Marco e Giulia sono sposati da diversi anni e ricevono la notizia del matrimonio imminente della loro amica Veronica con Claudio, un ragazzo conosciuto solo pochi mesi prima. La notizia innesca una spirale emotiva che coinvolge entrambe le coppie e le costringe a confrontarsi con i propri veri bisogni, con desideri mai dichiarati e con ferite rimaste aperte nel tempo. Il tempo stringe, perché il matrimonio si avvicina sempre di più, come un’inevitabile resa dei conti che nessuno può più rimandare. (Fonte: Paramount)

Proprio a Luca Vecchi abbiamo fatto alcune domande in occasione dell’uscita del film.

Guarda qui il trailer del film

– Foto di copertina di Matteo Graia con styling di Flavia Princi –

Luca Vecchi in Amici comuni

Partendo dal film Amici comuni i temi centrali sono due: amicizia e amore. Qual è il giusto equilibrio? Secondo te nel tuo personaggio (che forse, da questo punto di vista, è quello più esterno) c’è il giusto equilibrio tra le due tematiche?

Sì, lui è l’ultimo arrivato, è lo stagista. Credo che forse l’amicizia sia una delle chiavi del film, anche perché è come nella vita: molte amicizie possono diventare un amore e può succedere anche il percorso inverso. In realtà azzarderei quasi che l’amicizia sia la forma d’amore, in un certo senso, più pura anche perché può essere anche disinteressata e può essere anche talmente sincera da fare male. C’è una scena nel film nella quale i personaggi di Giulia e Veronica si dicono proprio questo, cioè che, proprio per il fatto di essere amiche, possono dirsi quello che vogliono. Questo perché comunque gli amici sono i primi bulli: si possono permettere di dirti in faccia la verità nella maniera più brutale possibile, cosa che magari in una relazione si fa più fatica a fare. Forse le relazioni più durature sono quelle che hanno anche una componente di amicizia molto forte.

Foto di Matteo Graia con styling di Flavia Princi

Personaggi e interpretazioni

Prima di proseguire con questo film, volevo fare una riflessione sul fatto che avevi già collaborato con Marco Castaldi, lo stesso regista di Amici comuni, per il suo esordio alla regia con il simpatico e assurdo Nel bagno delle donne. Si tratta di due film che hanno analogie tra loro. Per esempio il tuo personaggio è, in entrambi i casi, seppur per motivi diversi, quello che usa maggiormente il fisico, anche rispetto agli altri, sotto tutti i punti di vista.

Mi piace la componente di comicità fisica, secondo me ultimamente viene sempre associato a qualcosa di meno, quasi circense, come se la commedia, quella più sottile, quella più intellettuale, non potesse andare di pari passo a una commedia di natura fisica. Non capisco perché questa cosa venga sfruttata poco. Anche nel primo Fantozzi c’è una componente fisica molto importante e questo non lo rende un film meno alto, meno satirico. Secondo me la commedia di verbo si può facilmente accompagnare, chiaramente dosando abilmente il tutto, con quella fisica.

Un altro elemento è il fatto, per esempio, di avere ambientazioni limitate basandosi più che altro sui personaggi e sulle loro interpretazioni in entrambi i film. Ho trovato la tua una recitazione al servizio di questo, ma che si è saputa destreggiare. Non so se hai avuto delle indicazioni particolari in questo senso.

Credo sia stato tutto abbastanza naturale: tra me e Marco (Castaldi, il regista, ndr) c’è fiducia. Ci scambiamo i nostri input in maniera solidale e accogliamo entrambi la richiesta dell’altro. C’è un vero e proprio scambio.

E poi, in relazione a questo, anche Francesca Inaudi è molto spesso fisica nel film, nel senso che anche lei inserisce una componente di slapstick (per esempio quando rimane incastrata nella portiera dell’autobus).

È vero e forse questo è anche una contrapposizione tra le due coppie in qualche modo. Forse entrambi i personaggi sono un po’ più fisici rispetto agli altri perché questo può essere visto come un’indicazione di quello che poi verrà.

Può essere effettivamente un’indicazione di come andrà e come progredirà la storia.

Infatti è una commedia molto ben congegnata e studiata con un’attenzione particolare ai dettagli.

E anche nel finale che, senza fare spoiler, è forse poco disneyano. Sicuramente è qualcosa di insolito nel panorama della commedia italiana. E credo sia giusto che un film, in un certo senso, destabilizzi un po’ e provochi, perché altrimenti si esce troppo tranquilli dalla sala, e invece credo che occorra stimolare una riflessione.

Luca Vecchi prima di Amici comuni

Apro una parentesi per approfondire quello che hai fatto e come sei arrivato a questo ruolo. Oltre che attore sei anche regista, ma sei anche autore e sceneggiatore. Com’è essere dall’altra parte e quanto ti ha aiutato questo a diventare quello che sei oggi?

Credo che essere stato un po’ un factotum, in maniera più variegata possibile, mi abbia messo in mano diversi strumenti che all’occorrenza risultano utili. Probabilmente non mi sento un campione in nessuna di queste discipline, però il fatto di essere una specie di coltellino svizzero mi dà la possibilità di avere una visione un po’ più ampia che spazia tra le pratiche e mi dà la possibilità di essere abbastanza versatile.

Foto di Matteo Graia con styling di Flavia Princi

Secondo te in Italia è ben vista questa cosa, questa multifunzionalità, questo multitasking? Perché secondo me l’italiano ragiona un po’ più a compartimenti stagni…

Personalmente trovo che sia utile quello che fai e il fatto di tenere più porte aperte perché non si può mai sapere cosa aspettarsi. Penso sia meglio non essere relegati a una sola cosa.

Però molto spesso finisco nelle mani di persone che non riescono a inquadrarmi. Quando magari essere multifunzionale potrebbe essere utile in tanti modi.

Penso che ci vorrebbe un po’ più coraggio a volte, un po’ più di sperimentazioni. Mi viene in mente in tal senso il film di Carolina Cavalli Il rapimento di Arabella. È un film interessante nel suo essere strano. Sembra un film internazionale, girato in Nevada o in Texas, in un non luogo. E credo dovrebbero esserci più esempi come quello perché alla fine del film sei destabilizzato, ma è quella destabilizzazione che fa bene al cinema. Che non deve per forza veicolare un concetto chiuso. Secondo me ti devi portare a casa uno spunto di riflessione, come quando ti svegli da un sogno. Ci ripensi perché non l’hai capito, non l’hai messo a fuoco.

Credo quindi che ci sia bisogno di essere destabilizzati. Perché se non ci omologhiamo diventiamo tutti un po’ delle amebe e ci adagiamo su meccanismi comprovati.

Magari Amici comuni potrà essere un incentivo in questa direzione e anche per farti riconoscere ulteriormente, nell’ottica del coltellino svizzero al quale facevi riferimento.

Spero che sia il primo di una lunga serie di esperimenti.

Su Paramount+

Ho apprezzato anche la scelta della data di uscita di Amici comuni: il 13 febbraio, il giorno prima di San Valentino, anche perché è un film dove c’è amore, ma, come detto, anche amicizia.

Esatto. Secondo me sarebbe stato ancora più azzeccato se fosse uscito tipo alla mezzanotte di San Valentino, in bilico tipo tra San Valentino e San Faustino, sempre per il discorso di destabilizzare.

Un po’ come Nightmare Before Christmas che uno non sa se guardare a Natale o ad Halloween…

Esatto. E come si fa? Lo guardi a Natale o ad Halloween? Meglio tutti e due!

Quindi anche Amici comuni si può vedere il 13 e valutare se poi riguardarlo il 14 o il 15.

Esatto, te lo puoi guardare con la madre, con la ragazza, con l’amante, da solo.

Adesso ovviamente sei concentrato con Amici comuni e con la sua uscita, il 13 febbraio su Paramount+. Hai altri progetti?

Posso dire che sto scrivendo, ma è ancora tutto top secret. Adesso sono tutto proiettato in questa commedia su Paramount+.

Sono Veronica e qui puoi trovare altri miei articoli

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