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HBO Max

‘Here’: Tra unità di spazio e Vita

Disponibile su HBO Max, l’ultimo film di Robert Zemeckis esplora le emozioni umane e il loro rapporto con la storia, attraverso l’unità di spazio.

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Here è l’ultimo film di Robert Zemeckis, già regista di Ritorno al futuro e Cast Away. Il film riporta insieme sullo schermo Tom Hanks (Due volte premio Oscar per Philadelphia e Forrest Gump) e Robin Wright (House of Cards – Gli intrighi del potere), protagonisti nel 1994 del celebre Forrest Gump, per una nuova riflessione sul tempo, la memoria e i legami umani.

La pellicola si sviluppa all’interno di un’unica unità di spazio ed è costruita con una narrazione non lineare: la vicenda attraversa secoli di storia concentrandosi su un singolo angolo di terra e sui suoi abitanti, dall’era dei dinosauri fino al XXI secolo. Lo schermo è spesso suddiviso in riquadri che mostrano simultaneamente momenti appartenenti a epoche diverse, creando un dialogo visivo tra passato e presente, dedicandosi a un’unica inquadratura a camera fissa.

Un viaggio attraverso i secoli

L’opera si apre nella preistoria, tra il tardo Cretaceo, l’estinzione dei dinosauri e le ere glaciali, per poi seguire la lenta metamorfosi di quell’angolo di terra fino a diventare una foresta dell’America orientale. Fin dalle prime immagini appare evidente che il vero protagonista non è l’essere umano, ma il luogo stesso, presenza immobile che osserva lo scorrere del tempo e l’alternarsi delle generazioni.

Con il passare dei secoli, quello spazio si trasforma in una casa. Viene abitata dapprima dal figlio illegittimo di Benjamin Franklin, poi da un aviatore e dalla moglie – l’uomo morirà negli anni Dieci del Novecento a causa dell’influenza spagnola – quindi da un eccentrico inventore e dalla consorte alle soglie della Seconda guerra mondiale. In epoca più recente, vi si stabilisce una benestante famiglia afroamericana, costretta a confrontarsi con il dramma della pandemia di Covid-19.

L’arco narrativo più esteso e centrale è però quello dedicato alla famiglia Young, che si sviluppa dal 1945 fino ai giorni nostri. Al centro vi sono Richard (Tom Hanks) e Margaret (Robin Wright), una giovane coppia di genitori poco più che adolescenti che vive nella casa insieme alla famiglia di lui, attraversando le trasformazioni sociali, culturali ed economiche dell’America del secondo dopoguerra.

Innovazione tecnica ed emozione narrativa

Dal punto di vista tecnico-stilistico e dell’idea cinematografica, Here, sceneggiato da Eric Roth (già autore di Munich e Il curioso caso di Benjamin Button) insieme al regista stesso, si distingue per una forza espressiva che appare quasi un unicum nel panorama cinematografico contemporaneo.

Tra gli elementi tecnici più sorprendenti spicca l’uso estensivo del ringiovanimento digitale applicato a gran parte del cast, soluzione che consente agli attori di attraversare diverse epoche mantenendo continuità interpretativa. In questo modo Tom Hanks e Robin Wright, oggi rispettivamente settantenne e sessantenne, possono incarnare anche le versioni adolescenti dei loro personaggi, rendendo credibile e fluido il passaggio tra le varie fasi della vita senza ricorrere a sostituzioni nel cast.

Il film colpisce inoltre per la straordinaria intensità emotiva con cui riesce a rappresentare un ampio spettro di sensazioni umane, attraversando epoche e generazioni in un continuo dialogo tra la storia individuale e la Storia collettiva. Le vicende private dei personaggi si intrecciano infatti con gli eventi reali – guerre, crisi, pandemie – mostrando come le grandi trasformazioni del mondo si riflettano inevitabilmente nella dimensione domestica.

La casa come luogo dell’anima

Il fulcro della narrazione resta però la casa: non solo spazio fisico, ma luogo dell’anima, contenitore simbolico di ricordi, desideri, speranze e fallimenti. È l’unità di spazio che custodisce l’intera esperienza umana, teatro di gioie profonde ma anche di dolori e perdite. In essa si sedimentano le tracce delle vite che si sono succedute, trasformando le mura in una memoria silenziosa capace di attraversare il tempo.

Il film si chiude con un’emozionante rivelazione del protagonista Richard, che afferma:

«Grazie per il suono di tutte le voci che sono passate di qui».

Una frase che assume un forte valore simbolico: non è solo un ringraziamento rivolto alla casa, ma al tempo stesso alla memoria e alle vite che si sono intrecciate in quello spazio. Quelle “voci” rappresentano le presenze, gli affetti, i conflitti e gli istanti condivisi che, pur appartenendo al passato, continuano a risuonare interiormente in chi rimane.

Il finale suggella così il senso profondo dell’opera: i luoghi conservano tracce invisibili delle esistenze che li hanno abitati, e il passato, anche quando sembra lontano, non scompare davvero, ma continua a vivere nella memoria e nel cuore.

Here

  • Anno: 2024
  • Durata: 104'
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: Stati Uniti d'America
  • Regia: Robert Zemeckis
  • Data di uscita: 09-January-2025