Prime Video SerieTv
‘Alex Cross 2’: Il prezzo del potere
Su Prime Video ritorna il detective “Alex Cross” con un’avvincente nuova stagione
Published
4 ore agoon
Nel panorama sempre più affollato del crime televisivo, Alex Cross riesce in un’impresa non scontata: farsi notare, stagione dopo stagione, come un thriller elegante, teso e sorprendentemente umano. Con la seconda stagione in arrivo su Prime Video, la serie non si limita a intrattenere, ma alza ulteriormente l’asticella, insinuando il dubbio, scavando sotto la superficie e mettendo lo spettatore di fronte a un’America elegante, ricca e profondamente malata. Un labirinto morale dove potere, colpa e vendetta si intrecciano senza possibilità di fuga. E non è poco, in un genere ormai saturo di cliché.
Tratta dai romanzi di James Patterson, Alex Cross è creata dallo showrunner Ben Watkins. Protagonista è Aldis Hodge nei panni del detective Alex Cross, affiancato da Matthew Lillard, Alona Tal e Isaiah Mustafa. La serie è disponibile su Prime Video.
Dove eravamo rimasti
La prima stagione raccontava l’indagine di Alex Cross su un serial killer metodico, capace di muoversi con disinvoltura nell’alta società di Washington e di manipolare le vittime prima di colpire. Il confronto si trasformava rapidamente in un duello mentale, con l’assassino deciso a mettere sotto attacco anche l’equilibrio emotivo del detective, già segnato dalla perdita della moglie e da un senso di colpa mai risolto.
Il rapporto con il collega John Sampson si incrinava, mentre l’intervento dell’FBI finiva per complicare ulteriormente il caso. Ne emergeva un racconto che spostava il baricentro dall’azione alla tensione psicologica, costringendo Cross a confrontarsi non solo con i mostri esterni, ma anche con le proprie ferite.
Qui la recensione completa della prima stagione di Alex Cross
Segreti, violenza e ambiguità
La seconda stagione riparte con un interrogativo inquietante: chi sta uccidendo alcuni dei miliardari più potenti d’America? Tutto ha inizio quando Lance Durand (Matthew Lillard), magnate influente e discusso, riceve una minaccia di morte collegata a una serie di omicidi irrisolti. Da quel momento Cross (Aldis Hodge), insieme alla detective Kayla Craig (Alona Tal) si ritrovano al centro di un’indagine che non riguarda solo un assassino, ma un intero modello di potere. Un’indagine che si trasforma presto in un vortice di segreti, violenza e ambiguità morale, con un che killer lascia dietro di sé indizi raccapriccianti, quasi rituali. Ogni vittima è un simbolo. Ogni indizio è una crepa in un mondo apparentemente perfetto. Allo stesso tempo, lo storico alleato e amico di Cross, John Sampson, si imbatte in una scoperta destinata a cambiare gli equilibri dell’indagine. La serie smette così di essere solo un procedural e diventa una riflessione sul privilegio, sull’impunità, sulla violenza nascosta dietro il lusso.
Alex Cross 2 è più scura, più politica, più adulta. L’avvio è potente e provocatorio: un’isola privata diventa teatro di abusi, traffici illeciti e festini degradanti per l’élite mondiale. Qui irrompe una figura femminile decisa a farsi giustizia da sola, liberando le vittime e colpendo i responsabili con un piano tanto spettacolare quanto spietato. È il primo segnale di una narrazione che punta dritta al cuore delle contraddizioni del nostro tempo. Il mistero centrale ruota attorno alla figura ambigua di Lance Durand, la cui apparente intoccabilità nasconde ombre inquietanti. Un pacco contenente un messaggio macabro diventa la miccia che accende una caccia all’uomo sempre più complessa, arricchita dall’ingresso di una killer sfuggente e letale. La serie torna così a respirare quell’atmosfera carica di tensione tipica dei grandi thriller investigativi, ambientata in una Washington lontana dalle cartoline istituzionali e immersa in un realismo urbano ruvido e autentico. Un contesto che riflette perfettamente i conflitti interiori del protagonista, sempre in bilico tra razionalità e dolore.
Alex Cross tra mente e abisso
Aldis Hodge continua a dare volto e anima al personaggio iconico nato dalla penna di James Patterson, rinnovandone il mito in chiave moderna. Detective della omicidi e psicologo forense, Cross non si limita a inseguire i criminali: li studia, li smonta, li comprende, spesso a costo della propria stabilità emotiva. Hodge costruisce un personaggio stratificato, fragile e determinato, capace di passare dall’empatia al confronto più brutale nel giro di una scena. Il suo detective non è un superuomo infallibile, è un uomo stanco, lucido, vulnerabile, che paga ogni intuizione con una ferita emotiva. Non gioca con la mente dei criminali: ci entra dentro, spesso rischiando di perdersi.
Isaiah Mustafa, nei panni di John Sampson, si conferma il principale punto di riferimento emotivo della serie: amico, partner e coscienza morale di Cross, il suo ruolo diventa sempre più centrale in questa nuova stagione. Alona Tal, interprete dell’agente dell’FBI Kayla Craig, contribuisce a rafforzare il racconto con una presenza solida e misurata, capace di coniugare rigore e sensibilità. A portare tensione e ambiguità è invece Lance Durand, interpretato da Matthew Lillard, magnate inquieto e sfuggente, sospeso in equilibrio tra il ruolo di vittima e quello di principale sospettato.
La linea sottile tra giustizia e vendetta
La nuova stagione si distingue per una scrittura più matura e consapevole, capace di fondere con equilibrio azione e introspezione. Al centro della narrazione emerge una riflessione sul confine sottile tra giustizia e vendetta. La presenza di un vigilante che prende di mira l’élite corrotta mette in crisi i principi morali di Cross e spinge lo spettatore a interrogarsi su chi sia davvero il mostro della storia. Non si tratta più soltanto di risolvere un caso, ma di indagare le radici profonde della rabbia e della disperazione che attraversano la società.
Alex Cross 2 sembra così aver finalmente trovato il proprio equilibrio ideale tra thriller classico e dramma psicologico contemporaneo. La scrittura è più affilata, i ritmi più audaci, la regia più consapevole. Ogni episodio procede per accumulo, costruendo la tensione attraverso dettagli, silenzi e rivelazioni graduali, in un crescendo narrativo sempre più coinvolgente.
Il trailer della seconda stagione di Alex Cross
Se questa recensione ti è piaciuta leggi anche la recensione di Avvocato di Difesa 4