Al Sundance Film Festival 2026 sono tante le opere prime degne di nota, tra le quali non possiamo non citare Hold onto me di Myrsini Aristidou. La cineasta cipriota, rinomata per i suoi cortometraggi presentati nelle maggiori kermesse internazionali, confeziona una pellicola semplice ma emozionante, al cui centro si trovano un padre e una figlia alle prese con un rapporto complicato. A prestargli il volto, Maria Petrova e Christos Passalis, bravissimi nel rendere le sfumature di un legame forte ma in attesa di essere riscoperto.
Hold onto me | La trama
Iris (Petrova) ha solo 11 anni ma sa già cosa vuole. Non ama stare con persone della sua età, per questo sceglie l’amicizia con la più grande Danae (Jenny Sallo), con la quale sfreccia a bordo del suo motorino lungo la costa e prende il largo con imbarcazioni trovate sulla spiaggia ma non di loro proprietà. A casa vive con la mamma (AulonaLupo) e con il fratello maggiore, Tito (Nicolas Grammatikopoulos), sebbene la convivenza sia costellate di incomprensioni e litigi. Soprattutto per il fatto che la donna ha una nuova relazione e lascia spesso i ragazzi a cavarsela da soli.
Mi sento sempre nel mezzo.
Proprio in occasione di una delle partenze della madre, Iris finisce nei guai. Arrestata e interrogata per aver danneggiato la barca di un uomo che chiede un risarcimento, la bambina ritrova il papà perduto da tempo, Aris (Passalis). Quest’ultimo viene infatti contattato per rendere conto dell’accaduto e provvedere al rimborso, se non che è anche lui in difficoltà economiche e tira avanti come può, tra debiti, furtarelli e imbrogli. Una volta fuori dalla centrale, Iris decide di trascorrere un po’ di tempo col genitore, sebbene Aris sia riluttante e preoccupato.
Quando sono i figli a salvare dal baratro
Hold onto me appartiene al genere del coming of age, con una protagonista adolescente impegnata in un percorso di crescita e di maturità, anche suo malgrado. Iris ha tutte le carte in regola per essere una moderna eroina, coraggiosa e indipendente, nonostante la giovane età. Spesso in contrasto con la madre, una donna che ha dovuto crescere da sola i suoi due figli, la ragazzina ha un carattere fiero e non si lascia abbattere dalle difficoltà, mostrando anzi uno spirito di adattamento molto sviluppato. Il vuoto lasciato dal padre si fa sentire, soprattutto nel momento in cui ricompare al suo orizzonte.
Sei il mio portafortuna.
A quel punto decide di riprendersi ciò che le spetta di diritto, un rapporto che in qualche modo l’ha segnata e che desidera riallacciare. Spetterà a lei prendere in mano le redini della situazione e far sì che il genitore accetti la sua presenza. Ed è così che i ruoli sembrano ribaltarsi: Iris mostra una maturità e una determinazione eccezionali, che mancano completamente ad Aris. Non a caso è sommerso dai debiti e costretto a escamotage poco legali per sopravvivere. Tra i due si stabilisce uno scambio, che inizialmente poco o nulla ha a che fare con l’affetto, ma che via via si tramuta in qualcosa di ancora più profondo e salvifico.