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‘The Paper’ com’è lo spin-off di The Office?

Dalla carta al giornale: il nuovo “The Office”.

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Arriva finalmente su Now TV e Sky Serie l’attesissimo The Paper, lo spin-off dell’iconico The Office. La nuova serie creata sempre da Greg Daniels ha fatto il suo debutto in America su Peacock a settembre, mentre in Italia è disponibile in streaming dal 26 gennaio.

The Paper, frutto di una co-produzione tra Universal Television e Banijay Americans, vede tra i protagonisti Sabrina Impacciatore che sta vivendo una nuova rinascita grazie al successo della seconda stagione di The White Lotus (prima candidatura agli Emmy Awards).

Oltre alla Impacciatore troviamo Domhnall Gleeson, Chelsea Frei e il ritorno di Oscar Nunez, l’iconico Oscar Martinez in The Office.

Il TRAILER – The Paper

The Paper , nuovo ufficio stesso caos                                                        

La troupe che aveva seguito la filiale di Scranton della Dunder Mifflin si occupa ora del Toledo Truth-Teller, uno storico quotidiano del Midwest in declino che cerca di rilanciarsi. Il nuovo arrivato Ned Sampson (Domhnall Gleeson) prova a dare un ordine a dei giornalisti non professionisti abituati a vivacchiare e a terminare la giornata senza turbamenti eccessivi. Ma Ned dovrà competere con l’ex capo-redattrice, l’eccentrica ed esuberante Esmeralda Grand (Sabrina Impacciatore).

Rigenerare il vecchio nel nuovo

Quando una serie nuova ha un’eredità cosi pesante come quella di The Office, paragoni, attese e pretese potrebbero costituirne un ostacolo con il serio pericolo che possa diventare un macigno. Non succede, invece, a The Paper, l’atteso spin-off della celebre sitcom con Steve Carell. Lo showrunner Daniels ne mantiene alcuni tratti distintivi come il mockumentary, la ripresa in diretta delle giornate dell’ufficio e la struttura delle battute, queste sempre protese allo stupore dell’ironia, uno dei marchi di fabbrica della serie originaria. Lo spin-off si sposta dalla dimensione industriale della carta, ad un’altra tipologia, quella del giornale e del giornalismo.

The Paper non ha un protagonista ma ne ha tanti, o almeno due, e non è unidirezionale come accadeva nella versione britannica e inglese dove sia Gervais che Carell ne erano la forza comica ispiratrice. Lo spin-off sembra interessarsi più alla centralità del lavoro e al suo scopo che evidenziare quelle  dinamiche relazionali, seppur grottesche, di cui viveva The Office.

Tra slapstick e giornalismo: lo spin-off che non teme The Office

Pur mantenendo stessa impalcatura estetica e direzione registica, The Paper rispetta la storia da cui deriva ma creando qualcosa di nuovo e personale. Nei primi due episodi l’ironia, le battute e le gag da classica slapstick comedy, vengono direzionate verso un’ambiente di lavoro che sembra voler rispettare la propria missione: far risorgere il giornale dalle ceneri. In questo il personaggio di Gleeson, l’idealista Ned, ha il compito, quasi da missione impossibile, di formare contabili, grafici e reporter vicini alla pensione, in una squadra giornalisticamente rilevante che insieme deve provare a far risorgere il Toledo Truth-Teller. La struttura di The Paper rispecchia le intenzioni del tema di fondo della serie. Dopo il primo episodio di ambientazione di Ned, il protagonista deve combattere con tagli di budget e una corsa contro il tempo (il termine ultimo della tipografia per la prima stampa) per pubblicare le prime vere notizie dopo molto tempo.

Lo fa in uno schema narrativo che, almeno nei primi episodi, sembra vivere tra interno ed esterno, quindi tra conflitti gerarchici nell’ufficio e in uno schema procedurale nel mondo reale alla caccia della notizia: dell’omicidio o del furto al supermercato. Questo è l’universo di The Paper. Rompere la quarta parete il giusto, recitare davanti alla troupe mentre i dissidi nell’ufficio iniziano a formarsi. Lo spin-off, quindi, segue una visione molto più orizzontale rispetto al suo predecessore. Non deve far ridere per forza ad ogni scena. Deve farlo quando serve e quando la storia, nei suoi momenti di respiro, lo richiede.

Una poltrona per due

The Paper è anche una storia di contrasti, del dualismo tra il protagonista, lo speranzoso Ned, e la vanitosa Esmeralda. A differenza di The Office, la coralità della serie vive anche di questa strana nemesi fatta di ripicche surreali, nonnismo e nepotismo lavorativo. È una poltrona che scotta quella del capo-redattore, divisa tra la stabilizzazione dell’ordinario, rappresentata da Impacciatore, e il nuovo arrivato che vuole cambiare rotta, far riesumare la storia del giornale dal suo pantano.

Ogni buon proposito di Ned viene smontato, sabotato dalla macchinazione comica di Esmeralda sempre pronta a far rimanere tutto come è sempre stato, immobile e dentro la dinamica da posto fisso fatto di inerzia, monotonia e non appagante normalità. I primi episodi di The Paper  funzionano anche per questo. Perché dietro il linguaggio comico che riprende stilemi della situation comedy di The Office, con Ned ed Esmeralda lo spin-off si concentra su una riflessione concreta sul mondo del lavoro, e più precisamente del giornalismo. Un conflitto tra energia creativa e non cambiamento che rappresenta il successo di questo godibile spin-off.

Sabrina Impacciatore è perfetta : comica, dissacrante, la luce dello show

Dopo la seconda stagione di The White Lotus, Sabrina Impacciatore sta vivendo, con merito, una nuova giovinezza artistica e nell’industria che conta, quella americana. In The Paper, anche in un ruolo da apparente caratterista non protagonista, Impacciatore dà sfoggio a tutto il suo talento comico. Esmeralda Grand vive di irruenza, di personalismo, un personaggio vanitoso, autoritario ed egoreferenziale scomodando paragoni con iconici interpreti della sitcom televisiva made in USA come Karen Walker di Will & Grace. Per lunghi tratti Sabrina Impacciatore, proprio per un ruolo cucito addosso al suo talento comico stratificato e multiforme, è la cosa migliore di The Paper. Con unghie extra-large e un voluto look anni ’40, la sua Esmeralda introduce elementi di prossemica, improvvisazione, eccedendo forse un po’ in una performance volutamente sopra le righe. Un’interpretazione che si denota come una delle chiavi di lettura più interessanti e vincenti dell’intera serie.

The Paper riesce nell’impresa ardua di raccogliere l’eredità di The Office senza rimanere schiacciata dal suo peso. Nei suoi primi episodi, lo spin-off dimostra di avere una propria dimensione chiara e personale, rispettando la serie da cui e tratta, riuscendo a mantenere un equilibrio tra continuità e rinnovamento. Anche grazie ad un’eccezionale Sabrina Impacciatore, The Paper trova il suo senso non avendo alcun timore di essere all’altezza del mito.

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