21 film di James Bond su Netflix dal 21 gennaio, questa è una mossa editoriale di grande rilievo se inserita nel contesto attuale del franchise. L’incarnazione cinematografica di James Bond non è più sotto il controllo della famiglia Broccoli, che ha ceduto i diritti ad Amazon.
Come spiegato da Chris Ottinger, responsabile della distribuzione mondiale di Amazon MGM Studios, fin dall’acquisizione della MGM la strategia è stata quella di continuare a concedere in licenza l’iconico catalogo dello studio a partner televisivi e streaming in tutto il mondo. Portare questi film su Netflix, sottolinea Ottinger, è pienamente coerente con questa visione e contribuisce a mantenerne alta la visibilità globale.
Quello del 21 gennaio è un evento che consente agli spettatori di attraversare quasi sessant’anni di saga, analizzando l’evoluzione di 007 dalle origini dello spy movie classico fino alla sua declinazione più contemporanea e introspettiva. Guardare quanto abbiano influito i linguaggi cinematografici, i mutamenti politici e le aspettative del pubblico.
I classici di James Bond su Netflix: Sean Connery e la nascita del mito
Il cuore storico della saga è rappresentato dai film che hanno definito il linguaggio di James Bond negli anni Sessanta. Titoli come Dalla Russia con amore (1963), Missione Goldfinger (1964), Thunderball: Operazione Tuono (1965) e Si vive solo due volte (1967) non sono soltanto successi commerciali, ma veri modelli formali dello spy movie cinematografico.
In questi film, interpretati da Sean Connery, si fissano i codici fondamentali della saga: il carisma del protagonista, l’equilibrio tra ironia e violenza, l’esotismo delle location, la centralità del villain e l’uso spettacolare della tecnologia. Sono opere che ancora oggi influenzano il cinema d’azione contemporaneo.
Tra sperimentazione e ironia: Lazenby, Moore e gli anni Settanta
La selezione di James Bond su Netflix consente anche di rileggere le fasi più sperimentali e controverse della saga.Al servizio segreto di Sua Maestà (1969), unico film interpretato da George Lazenby, è stato a lungo sottovalutato, ma oggi è considerato uno dei capitoli più audaci dal punto di vista emotivo e narrativo.
Con Roger Moore, Bond assume un tono più leggero e ironico, in linea con il clima degli anni Settanta. Film come Vivi e lascia morire (1973), L’uomo dalla pistola d’oro (1974), La spia che mi amava (1977) e Moonraker: Operazione Spazio (1979) trasformano la saga in uno spettacolo sempre più vicino al grande intrattenimento pop, spesso in dialogo con mode e tendenze del periodo, dalla blaxploitation alla fantascienza.
Gli anni Ottanta e Novanta: transizione, realismo e rilancio
La fase di transizione è rappresentata da titoli come Bersaglio mobile (1985) e Zona Pericolo (1987), interpretati da Timothy Dalton, che tenta un ritorno a un Bond più realistico e vicino al personaggio letterario di Ian Fleming. A questi si aggiungono Vendetta privata (1989) e il discusso Mai dire mai (1983), produzione atipica e fuori dal canone ufficiale.
Il grande rilancio commerciale arriva negli anni Novanta con Pierce Brosnan. GoldenEye (1995) segna l’ingresso di Bond nell’era post-Guerra Fredda, seguito da Il domani non muore mai (1997) e Il mondo non basta (1999), film che aggiornano il personaggio al linguaggio del blockbuster moderno e alla nascente centralità dei media globali.
L’era moderna di James Bond su Netflix: Daniel Craig e la decostruzione del mito
La selezione include integralmente il ciclo interpretato da Daniel Craig, che ha segnato una svolta radicale nella rappresentazione di 007. Casino Royale resta assente, ma l’arco narrativo è ricostruibile attraverso Quantum of Solace(2008), Skyfall (2012), Spectre (2015) e No Time to Die (2021). È l’era in cui Bond diventa un personaggio ferito, introspettivo, spesso in crisi, inserito in trame che riflettono il disincanto politico e morale del nuovo millennio.
In particolare Skyfall ha ridefinito il tono autoriale del franchise, mentre No Time to Die ha chiuso il ciclo con una scelta narrativa definitiva e senza precedenti, segnando simbolicamente la fine di un’epoca.
Del prossimo film, destinato a introdurre un nuovo interprete di 007, si sa ancora poco, se non che la regia è stata affidata a Denis Villeneuve.
Nel frattempo, godetevi la possibilità di riscoprire James Bond su Netflix: non solo come eroe d’azione, ma come specchio delle trasformazioni culturali, politiche e cinematografiche degli ultimi sessant’anni.