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‘Honey Bunch’: il nuovo thriller asettico che ridefinisce l’horror canadese

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Il panorama del cinema horror internazionale accoglie un nuovo protagonista destinato a lasciare il segno nel 2026. Shudder ha infatti rilasciato in esclusiva per IndieWire il trailer di Honey Bunch, l’ultima fatica dei registi canadesi Madeleine Sims-Fewer e Dusty Mancinelli. La pellicola si presenta come un’opera visivamente asettica ma profondamente inquietante, capace di mescolare il terrore psicologico con atmosfere quasi fiabesche. Gli autori scelgono di ambientare il racconto tra i boschi lussureggianti dell’Ontario, trasformando la natura selvaggia in un inferno soffocante e claustrofobico. In aggiunta, lo stile richiama la freddezza clinica di Gore Verbinski, evolvendosi però in una narrazione molto più intima e personale. Il film debutterà sulla piattaforma il prossimo 13 febbraio, dopo aver già conquistato il plauso della critica durante l’ultima Berlinale. Certamente, questo titolo conferma Shudder come un punto di riferimento fondamentale per chi cerca un cinema di genere audace e mai scontato.

Il cast e il successo nei festival

I protagonisti assoluti di questo dramma sono Grace Glowicki e Ben Petrie, una coppia artistica già rodata e molto apprezzata. I due attori tornano a lavorare insieme dopo l’ottima prova offerta nel recente Dead Lover, presentato con successo al Sundance. In questo nuovo progetto, interpretano due coniugi prigionieri di un legame che nasconde segreti pericolosi. Accanto a loro troviamo interpreti del calibro di Jason Isaacs e Kate Dickie, che aggiungono ulteriore spessore a una storia dominata dall’instabilità emotiva. Inoltre, il film ha già completato un tour prestigioso toccando festival come il TIFF e il celebre Fantastic Fest. Questa accoglienza entusiastica suggerisce che l’opera possieda un forte potenziale commerciale a livello globale. Effettivamente, la critica ha lodato la chimica tra i protagonisti e la capacità dei registi di mantenere una tensione costante. L’opera si preannuncia dunque come una delle visioni più discusse e attese della stagione invernale.

Una trama tra amnesia e sospetto

La narrazione si concentra sulla figura di Diana, una donna che si risveglia improvvisamente dal coma con una memoria totalmente frammentata. Per tentare un recupero, lei e suo marito decidono di rivolgersi a una clinica isolata specializzata in trattamenti sperimentali. Tuttavia, le procedure mediche diventano rapidamente invasive e manipolatorie, mettendo a dura prova la sanità mentale della protagonista. Di conseguenza, Diana inizia a dubitare dell’onestà dell’uomo che le sta accanto, sospettando che il suo amore nasconda intenzioni sinistre. Il critico Jake Cole ha descritto il film come un thriller manicomiale a lenta combustione, capace di valorizzare la tragedia umana. Rispetto ad altri esempi di body horror, Honey Bunch evita i semplici colpi di scena per concentrarsi sul dolore reale dei personaggi. In conclusione, il film esplora i confini estremi dell’intimità, chiedendosi quanto siamo disposti a sacrificare per la persona che amiamo in un contesto di totale isolamento.

Fonte: IndieWire

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