Il cammino di ritorno a London “fucking” East si libera definitivamente dei rovi lasciati d’intralcio dalla prima stagione. Lungo il selciato di A thousand blows, ora, possono crescere solo che rose.
La serie creata da Steven Knight (House of Guinness, 2025; Peaky Blinders, 2013-2022) ha conosciuto un nuovo finale nel 2026 di Disney+ con un’attesa seconda stagione che doveva chiudere delle porte ancora aperte. Hezekiah Moscow (Malachi Kirby) è tornato a battersi sul ring, ma con dei più pugni più decisi di prima e un dolore più forte da resistere: la perdita del fratello Alec (Francis Lovehall), che l’ha profondamente distrutto.
A thousand blows: nuove rinascite e vecchie ferite aperte
Hezekiah è un Rocky Balboa fine ottocentesco arrivato in fondo al suo “quinto” – ma non ultimo – capitolo. Grande combattente, ora anche allenatore che insegna come si fa a stare sul ring, a muoversi con l’eleganza del cigno e la tenacia del leone in cattività.
Il suo studente novizio è lo spocchioso Albert Victor (Stanley Morgan), secondo in successione al trono inglese. Il fascino reale del damerino si esaurisce subito appena questi mette piede sulla pedana. Hezekiah, da maestro scontento dell’allievo, non può rinunciare alla minacciosa offerta del principe: se, grazie all’allenamento, lo farà vincere a un incontro che sa di vendetta personale, il pugile giamaicano otterrà in cambio un pezzo di terra da cui potrà ricostruirsi una vita. Una vita da lui per metà già vissuta, in un passato lontano che torna qui a perseguitarlo.
Nel frattempo, Mary Carr (Erin Doherty), rinsavita Regina dei Quaranta Elefanti, sta tramando qualcosa di grosso dopo aver riunito con fatica il gruppo di donne ladre che si era sciolto. Donne che, nonostante tutto, fanno della loro delinquenza un’arte e, soprattutto, un atto di emancipazione.
“Treacle” Goodson (James Nelson-Joyce), invece, per portare avanti la baracca del Blue Coat Boy vive nell’ombra del fratello Sugar (Stephen Graham) – attaccato alla bottiglia e privato dello status di “campione” – e di proprio figlio, Thomas (Will Bagnall), personaggio abbastanza determinato da poter tornare con una terza – e, per ora, non annunciata – nuova stagione.
Scena in A thousand blows – Stagione 2 (2026)
Il peso della corona
Lasciata, in parte, perdere la materia razzista, ora A thousand blows– Stagione 2 gioca su tutt’altri piani rispetto alla prima serie. Anzi, proprio il problema del colore della pelle sembra risolversi come qualcosa che, a un certo punto, smette di prendere fuoco e torna invisibile. Ciò su cui puntano Knight e le regie di Katrin Gebbe e Dionne Edwards, è la morale, assente negli episodi di febbraio 2025, mentre qui incalza una riflessione tra le righe, spietata ma giusta.
Un momento di incertezza sorprende la Mary coriacea e inflessibile – qui protagonista più che mai – finendo per spezzare le catene che costringevano lei a ricoprire un ruolo ingrato e senza futuro.
“È questo che ti rimane dopo essere stata Regina?”
chiede a sua madre, che per una vita non è stata sua madre, ma un muro contro cui scontrarsi. “Impara a dare importanza alle cose giuste”, sembra risponderle allora. All’amore anziché alla corona. Alla lealtà anziché al rendiconto. Alla sportività anziché alla vendetta cieca.
Questa storia come finisce? Ma finisce
A thousand blows – Stagione 2 apre nuove strade ai suoi personaggi, temendo di non averne già abbastanza di percorribili. E forse, volendole aprire tutte a forza, finisce per non chiuderne nessuna. Un limite c’è nella serie, ed è questo.
L’anticlimax è sovrano dei sei episodi. A thousand blows continua ad aprire parentesi, dimenticandosi dentro il testo. Arrivati al sesto e ultimo episodio, l’impressione è che non vi sia nulla di concluso. Perché di fatto è così.
Pur indecisa su come vorrà portare avanti le sue trame, la serie di Steven Knight non pecca di emozionare il giusto, né di mettere alle strette sul ring personaggi incapaci di tirarsi indietro.