Torino Film Festival

‘H is for Hawk’: ritornare a volare

Fuori concorso al Tff

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Presentato nella sezione fuori concorso alla 43 edizione del Torino Film Festival, H is for Hawk è un film che affronta il tema dell’elaborazione del lutto. La regista inglese Philippa Lowthorpe, tre volte vincitrice del Batfa, mette in scena un dramma ispirato ad una storia vera raccontata dall’autrice Helen MacDonald nel memoir Io e Mabel. Nel cast Claire Foy e Brendan Gleeson. 

Sinossi 

La storia segue Helen (Claire Foy), che dopo la morte del padre (Brendan Gleeson), un celebre giornalista scomparso all’improvviso, trova conforto in un legame inatteso con un indomito falco di nome Mabel, acquistato in ricordo di una vecchia passione del genitore. Attraverso questo legame, la donna ritrova il senso della vita e la meraviglia degli affetti.

H is for Hawk: il vuoto affettivo 

La quotidianità di Helen viene stravolta una sera da una telefonata improvvisa: il padre è deceduto. Da quel momento la protagonista, energica e vivace, inizia a distaccarsi dai suoi affetti e dal suo lavoro. Rinchiusa in se stessa nel vano tentativo di isolare il dolore e il senso di vuoto affettivo che prova, Helen rivive il profondo legame con la figura paterna attraverso dei flashback. Durante queste sequenze si scopre che insieme condividevano una profonda passione per la natura e per l’osservazione degli animali, in particolare degli astori, uccelli rapaci di medie dimensioni. Immersa nei dolorosi seppur confortanti ricordi, Helen inizia a trascurare il suo lavoro a Cambridge, le amicizie e anche la famiglia. Le telefonate con la madre (Harriet Walter) diventano sempre più sintetiche, mentre la figura del fratello è quasi completamente assente. 

Ritorno alla vita 

In preda ad una decisione improvvisa, Helen decide di comprare un astore tramite un annuncio online, in ricordo della passione che condivideva con il padre. Nonostante i vani tentativi di dissuasione da parte di un suo caro amico, la protagonista procede imperterrita nei suoi intenti. Quella che all’inizio doveva essere una distrazione, diventa pian piano un’ossessione. L’animale cattura completamente il suo tempo, tanto da essere richiamata per non essersi presentata al lavoro. Le varie fasi di addomesticamento dell’astore, tra cui quella del volo, coincidono con il progressivo riavvicinarsi alla vita da parte di Helen.

Sebbene i suoi famigliari siano sempre più preoccupati per le sue condizioni, sia per l’igiene della casa che versa in uno stato disastroso, sia perché la protagonista dorme sul pavimento vicino all’uccello, l’animale ha un effetto terapeutico su di lei: è sempre più desiderosa di condividere la sua passione e i progressi della bestia con i suoi familiari e colleghi, tanto da portare Mabel all’università. 

H is for Hawk: conclusione 

H is for hawk è un film lento, intimo e introspettivo, che nelle quasi due ore di durata si prende tutto il tempo necessario per mostrare le varie fasi del lutto e la successiva elaborazione. Claire Foy è bravissima ad interpretare il suo ruolo, tuttavia è la figura di Mabel a spiccare. Grazie ad una splendida fotografia l’astore riempie la schermo con la sua fierezza e il suo portamento: elegante sia sul trespolo che durante le sessioni di caccia, la natura e il regno animale vengono mostrati in tutto il suo splendore. 

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