Ritratti di Cinema di Paolo Civati è un documentario che ambisce a riflettere sulla settima arte attraverso la voce di alcuni tra i più grandi registi del mondo. Il film è prodotto da Gianluca Cannizzo per Wonder Project in collaborazione con Rai Cinema, con il sostegno del Museo Nazionale del Cinema e della Film Commission Torino Piemonte.
L’origine del documentario è legata alla mostra Riccardo Ghilardi. Piano sequenza la Mole, ideata dall’omonimo fotografo e curata da Domenico De Gaetano in occasione dei 25 anni del Museo Nazionale del Cinema. Una rassegna che racconta il legame tra la magia del cinema e l’architettura, portando a Torino alcune delle figure più influenti della regia contemporanea. La possibilità di organizzare incontri e masterclass all’interno degli spazi del Museo ha rappresentato l’occasione perfetta per concepire e realizzare Ritratti di Cinema.
Una riflessione universale
Una camera fissa e nove maestri chiamati a parlare liberamente del loro modo di fare e vedere il cinema. Sono Martin Scorsese, Peter Greenaway, Jane Campion, Pablo Larraìn, Damien Chazelle, Tim Burton, Paul Schrader, Ruben Östlund e Asghar Farhadi. Paolo Civati li stimola con domande ampie che spaziano da questioni legate al mondo del cinema, come il rapporto con gli attori e con le attrici, ai temi universali come la vita, la morte, il sacro e l’arte. Non ci sono tempi televisivi né risposte standardizzate. Ai registi viene concessa piena libertà di esprimersi, ciascuno con la propria lingua e con il proprio ritmo personale e riflessivo.
Quello che emerge è un mosaico ricco e complesso, privo di filtri, che mette in luce sia il lato umano dei registi sia il loro modo di guardare il mondo, prima ancora che il cinema stesso. Una riflessione che abbraccia più punti di vista: quello umanistico e morale di Martin Scorsese e Paul Schrader, quello visionario e gotico di Tim Burton, o quello realistico e sociale di Farhadi. A questi si aggiungono gli approcci di Jane Campion, Chazelle, Östlund e Peter Greenaway. I loro sguardi offrono suggestioni uniche, profonde e preziose sul modo di creare immagini e raccontare storie.
Un viaggio senza tempo
A conferire ulteriore profondità all’opera è la scelta stilistica del bianco e nero utilizzato nelle riprese dei registi. Questa soluzione permette di far concentrare lo spettatore sugli sguardi e sulle parole, donando al film una sorta di atemporalità che rende universali le testimonianze. Ritratti di Cinema è anche un racconto dinamico, in cui Paolo Civati alterna alle interviste immagini del cinema delle origini e riprese della città di Torino, osservata da più angolazioni, con particolare attenzione alla Mole Antonelliana.
Ritratti di Cinema è, in definitiva, un’opera che celebra la settima arte esplorandone i meandri più profondi. Civati guida lo spettatore in un dialogo sincero che restituisce uno sguardo umano e intenso dei grandi maestri contemporanei. Un omaggio semplice, essenziale e prezioso per chi ama davvero il cinema.