Roma si prepara ad accogliere la quarta edizione del Rome International Documentary Festival (RIDF), consolidando la sua vocazione internazionale attraverso la selezione della giuria.
Il tribunale del world-doc
Il concorso di punta, WORLD-DOC, che valuterà dieci opere provenienti da diversi Paesi, è presieduto da un nome di indiscutibile rilievo nel panorama cinematografico globale: la regista e autrice francese Claire Simon, figura di riferimento del documentario contemporaneo e insignita del Leone d’Oro. La sua presenza garantisce un elevato standard di autorialità, bilanciato dalla prospettiva di due cineasti italiani di successo. Alessandro Cassigoli, regista noto per la sua abilità nel muoversi sui confini tra realtà e finzione, apporta un elemento di valutazione attento alle ibridazioni stilistiche. A completare il terzetto è Francesco Munzi, regista e sceneggiatore acclamato – autore di Anime Nere (nove David di Donatello) e del documentario Kripton (Premio del Pubblico al RIDF 2023). La sua partecipazione rispetta la tradizione del Festival, che vede il vincitore dell’edizione precedente transitare di diritto nel corpo giudicante.
Ita-doc e short-doc: Un ponte tra generazioni
La giuria dedicata al panorama nazionale, ITA-DOC, vede l’inserimento di Nicola Bellucci, regista di Quir, vincitore del miglior documentario italiano al RIDF 2024. Accanto a lui, il panel si avvale dell’esperienza di Valeria Adilardi, produttrice e direttrice artistica con una profonda conoscenza del circuito festivaliero, e di Sabina Guzzanti, apprezzata attrice, autrice e documentarista, la cui inclusione sottolinea l’apertura del Festival a figure con una forte impronta critica e mediatica. Il concorso SHORT-DOC affida la propria valutazione al gruppo di registi Documentaristǝ Anonimǝ — composto da Giusy Buccheri, Michele Citoni e Leonardo Cinieri Lombroso — scelta che evidenzia un’attenzione alla dimensione collettiva e autogestita della produzione breve. A queste giurie ufficiali si affiancano, in una dinamica di coinvolgimento istituzionale, il voto del pubblico e quello degli studenti universitari del DAMS (Roma Tre), della RUFA e del Dipartimento SARAS (Sapienza Università di Roma).
Il programma formativo e gli eventi speciali
Il Festival non si limita alla competizione, ma dedica ampio spazio alla riflessione teorica attraverso dueMasterclass tenute da membri della giuria.
Il 6 dicembre, Francesco Munzi interverrà, insieme a Valerio Azzali, sul tema “Il cinema del reale tra documento e finzione”, focalizzandosi sulla ricerca e la ripresa di una relazione autentica. L’evento, preceduto dalla proiezione del film Kripton, si configura come un momento di approfondimento tecnico-narrativo. Il 7 dicembre, Claire Simon terrà la Masterclass “Writing Life: Annie Ernaux through the eyes of high school student”, un incontro che prende spunto dalla visione del film Writing Life per esplorare il rapporto tra narrazione cinematografica e biografica.
Parallelamente ai concorsi, il Festival propone quattro proiezioni speciali fuori concorso. L’apertura è affidata a un omaggio territoriale, Anatomia di un grande sogno di Federico Braconi, ambientato nel quartiere San Lorenzo. L’evento serale del 3 dicembre sarà la prima romana di Mr Nobody Against Putin, un’opera di David Borenstein e Pavel Talankin che offre uno sguardo critico sulla propaganda militarista russa. Il programma speciale include inoltre Identidad (Florencia Santucho, Rodrigo Vázquez-Salessi) e The Srebrenica Tape (Chiara Sambuchi), opere che esplorano con sguardo intimo il tema delle radici e della memoria traumatica in contesti geopolitici complessi.