Torino Film Festival
‘Erupcja’: a Torino l’indie con Charli xcx
Fughe romantiche e vulcani che eruttano al TFF
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5 giorni agoon
Nell’approcciare il programma del Torino Film Festival, evento che relativamente al territorio italiano rappresenta l’ultimo grande appuntamento cinematografico dell’anno, è importante aprirsi alla scoperta. Non manca di certo qualche titolo di spessore, ma gran parte della selezione è dedicata alla celebrazione del cinema indipendente, in particolare di quei progetti sperimentali che nascono dalla collisione di passione ardente ed esperienza acerba, che si propongono di plasmare le fondamenta del futuro linguaggio visivo.
È esattamente in questa fragile nicchia, valorizzata a dovere unicamente dall’ecosistema festivaliero, che si inserisce Erupjca di Pete Ohs. Presentato al Toronto International Film Festival lo scorso settembre, e ora fuori concorso a Torino, questo esperimento quasi ludico nasce dal desiderio di ragionare sugli impulsi egoisti e immaturi dettati dalla paura di assumersi le grandi responsabilità che da giovani si considerano superflue o distanti.
A testimonianza dello sforzo collettivo che ha generato il risultato finale – ovvero un lungometraggio altamente infiammabile che si consuma in soli 71 minuti – tutti i principali attori sono anche riconosciuti ufficialmente come sceneggiatori. Insomma, talvolta basta imbarcare la tua piccola crew su un volo diretto in Polonia con solo un’idea abbozzata in testa. Erupcja è la prova che può nascerne qualcosa di speciale.
Erupcja
Bethany e Rob partono alla volta di Varsavia per un itinerario romantico, durante il quale il ragazzo ha tutte le intenzioni di ufficializzare il loro fidanzamento. Peccato che Bethany abbia già scoperto l’anello da diverso tempo, e la consapevolezza che la proposta di matrimonio potrebbe essere imminente accende in lei un malsano istinto di sopravvivenza. Bethany è felice con Rob, ma manca la scintilla che giustifichi il sacrificare la propria esistenza a una serie di attività mondane a basso impatto cardiocircolatorio.
Ecco che puntualmente arriva in suo soccorso l’Etna, che erutta in concomitanza al suo arrivo in Polonia. È il segnale che è arrivato il momento di riunirsi alla sua vecchia amica, Nel, che abita proprio a Varsavia e che Bethany ha conosciuto per la prima volta a 16 anni durante una gita scolastica. Anche quel primo incontro era stato marchiato dall’eruzione di un grande vulcano, per la precisione in Islanda, che ha ritardato il volo di ritorno a casa di Bethany riempiendo il cielo di cenere color pece. È in quell’occasione che le due ragazze si sono scoperte anime affini, in uno spazio temporale liminale dalla connotazione apocalittica offerto dal destino, terreno fertile per la costruzione di un rapporto che si sedimenterà inevitabilmente nella memoria come irraggiungibile.
Da quel giorno, ogni volta che si riuniscono, notano che puntualmente un vulcano erutta, fornendo la scusa perfetta per gettare temporaneamente all’aria la propria vita senza rimorsi (sì, questo è il momento in cui se volete potete iniziare a compatire il povero Rob).
Peccato che al mondo esistano circa 1500 vulcani attivi, che a turno si sfogano in media una volta a settimana e, come fa giustamente Claude, un artista che Rob e Bethany incontrano per caso in un ristorante di sushi, la gente muore quando succede.
La celebrazione di una fuga romantica, a discapito di un’altra fuga romantica
L’urgenza del ricongiungimento di Bethany con Nel può essere comunicato solamente in un contesto in cui la ragazza si trova lontano da casa, facile vittima di quella tendenza al cambiamento che si instilla nel nostro organismo quando si ritrova temporaneamente dislocato nello spazio. La scelta di Pete Ohs di ambientare questa storia a Varsavia è infatti dettata dal suo recente trasferimento in Polonia, desideroso di esplorare la necessità fisiologica di affermarsi in un paesaggio che può apparire istintivamente estraneo.
Bethany è un’anima irrequieta, che spende quotidianamente energie per sopprimere le sue tendenze trasgressive. In lei questo sentimento di percepita libertà è amplificato, e non perde occasione di attraversare assieme a Nel il fugace spiraglio che le permette di sfuggire al corso prestabilito di un’esistenza pericolosamente noiosa.
Il film purtroppo non ha il coraggio di approfondire a dovere la relazione tra le due amiche – le cui scorribande serali dedicate alla musica techno e alla lettura di poesie lasciano intendere lo scorrere di una corrente saffica sotterranea – a cui però non veniamo mai introdotti.
I pregi di Erupcja coincidono con le sue mancanze; ardente e ambizioso, ma infine troppo immaturo e fugace per lasciare il segno.
Charli xcx: da cinefila ad attrice
È già diverso tempo che Charli xcx – pop star britannica che in Erupcja interpreta Bethany – lavora attivamente per rendere nota la sua passione per il cinema. La scorsa estate ha decretato lei stessa sul palco del Coachella la fine dell’era “Brat”, dal nome del suo album più celebre, in favore di un’estate cinefila. Ma se finora si era limitata a tastare le acque consigliando titoli su TikTok e recitando ruoli minori, qui si mette in gioco direttamente come protagonista.
In Erupcja, la Bethany di Charli xcx ci appare subito come una presenza naturale sullo schermo, in grado di dare immediata tridimensionalità spirituale al prototipo di persona che immaginiamo possa inconsciamente indirizzare il proprio destino verso Varsavia invece che a Parigi, convincendo il proprio ragazzo che si tratta dell’opzione meno convenzionalmente romantica tra le due.
Il suo contributo al film si ritrova anche nell’utilizzo dei colori in fase di montaggio. Le scene sono spesso intervallate da una schermata monocolore che riprende, e consolida, le sensazioni che fluttuano in quel momento sullo schermo. Charli ha rivelato infatti di essere cromestesica, un sottotipo della sinestesia che lega i colori ai suoni e alle immagini.
Possiamo stare certi che questo sia solo l’inizio di una carriera promettente, se non altro per la varietà dello spettro artistico su cui si affaccia. Dopo Erupjca, i prossimi progetti includono la partecipazione ad I Want your Sex, il nuovo film di Gregg Araki, oltre che un meta-documentario intitolato The Moment, nato da una sua idea originale e che A24 porterà nei cinema statunitensi il prossimo gennaio. Si vocifera già un’anteprima al Sundance Film Festival.
Non perdetevi l’ultima proiezione!
Se pensate che il film possa essere nelle vostre corde, fate in modo di non perdervi la sua ultima proiezione al Torino Film Festival, programmata al Cinema Romano per il 28 Novembre alle 14.